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venerdì 4 maggio 2012

Adottare un cane, una scelta importante

NonSoloCronache incontra Pallino e la sua padroncina


Periferia barese, è il 1° maggio scorso quando NonSoloCronache incontra Imma e il suo simpatico Pallino.
Pallino è un meticcio accolto da Imma e la sua famiglia quand’era ancora un cucciolo. E’ stato cresciuto tra tante coccole e mille attenzioni.
In un video molto improvvisato, nato quasi per scherzo, Imma ci rammenta che il cane non è un giocattolo, ma in quanto essere vivente, ci si deve prendere cura  per tutta la sua esistenza. Ergo, dimenticatevi di prendere un cane per sfizio o per soddisfare un capriccio momentaneo.
Un mio personale consiglio, è quello di occuparsi per qualche giorno del cane di un amico o di un parente, così da chiarire meglio le idee su ciò che comporta tale responsabilità.
Un cane va portato fuori, gli si deve preparare da mangiare e lo si deve portare dal veterinario. Tutto questo ha un costo, non solo economico, ma anche in termine di tempo, che oggigiorno è difficile da trovare nell’arco di una giornata.
Sono sacrifici vero, ma che verranno ripagati da una peculiare gioia, che solo un’anima pelosa può darvi.  Con un cane non vi sentirete mai soli, anzi facilita anche la socializzazione. Inoltre, è capace di intenerire chiunque, anche la gente più inasprita dalla vita, basta osservare come vi guarda per sciogliersi in pochi istanti.
In conclusione, prendete un cane dal canile, non spendete soldi, e come vi ricorda la padroncina di Pallino, dategli amore, perché è incommensurabile l’affetto incondizionato e la riconoscenza che può darvi il migliore amico dell'uomo.

Francesco Favia

4 maggio 2012 ore 10:22

© riproduzione riservata

Imma, la camerachild Miry e la superstar Pallino

La preziosissima baby-operatrice Miry, senza il suo aiuto, non avremmo potuto realizzare (consentitemi il termine) l'intervista


Francesco Favia, Miry e Pallino

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venerdì 19 dicembre 2008

La violenza non si placa facendo vittime tra la gente onesta

Giovane operaio muore per difendere la propria auto
Ennesimo episodio di fatale microcriminalità


Modugno, sobborgo industriale del capoluogo pugliese. Michelangelo De Palo, operaio ventitreenne, aveva quasi finito la pausa pranzo. Doveva accingersi a tornare al lavoro in una delle tante aziende presenti nel territorio modugnese, quando verso le 14:00, ieri pomeriggio, si vedeva portar via l’automobile da due balordi. In un disperato tentativo, riusciva ad afferrarsi alla portiera del lato passeggero, per giunta aprendola. Avrebbe voluto saltar nell’abitacolo per bloccare i malviventi, intenti a sottrargli il frutto del sacrificio di svariati sudatissimi stipendi. Invece il giovane operaio, vola sull’asfalto, sbattendo violentemente la testa e, forse, schiacciato dalla stessa auto; referti autoptici chiariranno.
Ennesimo episodio di microcriminalità fatale, in un territorio, quello pugliese, dove l’atto delinquenziale è presente quotidianamente. Sarebbe potuta sembrare una delle tante scene ricostruite dalle varie produzioni cine-televisive susseguitasi nell’ultimo decennio in Puglia. I protagonisti, in questo caso, non erano attori, non erano stuntman. Erano dei veri schifosissimi balordi, era un vero ragazzo che voleva avere almeno la soddisfazione di un’auto sportiva da guidare. Due criminali hanno spezzato una giovane vita. Una vita spezzata che non farà più otto in fabbrica e non potrà gustarsi il ritorno a casa a bordo della sua Alfa 147.
Questo è l’esito di un episodio di “piccola” delinquenza, che al contrario della ben camuffata (dai politici e non solo) macrocriminalità, colpisce in prima persona il cittadino, il lavoratore, la persona onesta. Colpisce causando traumi personali, danni alla persona, fino ad arrivare a dei veri drammi familiari, togliendo un figlio a della gente per bene.


Francesco Favia

mercoledì, 28 novembre 2007


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http://ciscofavia.blogspot.com/

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