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sabato 21 aprile 2012

Antipolitica in vantaggio, politicanti, in panne, tremano

Politici alle corde, quel che traspare dai media è una grande disuguaglianza economica e sociale.


Robinson, Raitre. Onorevole Livia Turco del Pd: "L'antipolitica è pericolosa perchè prende in giro la gente". Da che pulpito...
E poi un affannarsi giro di parole, un carisma degno dello spazzolone del water. La Turco si arrampica sugli specchi. I politici non hanno più senso.
Ieri sera si è assistito a un’ennesima sconfitta mediatica della storica classe politica italiana.
Sulla stessa scia si è poi continuato a discutere in seconda serata su Raidue a “L’ultima parola”
Populismo, demagogia. Dovrebbero far bene attenzione questi politicanti mangiadenaropubblico a utilizzare e abusare di queste parole. Rischiano seriamente di darsi la zappa sui piedi, di farsi male con le loro stesse armi.
Attenzione a Grillo... Anche Vendola era sottovalutato e definito "populista" e ha stravinto due volte in Puglia... Anche se poi non ha mantenuto le promesse.




Che carisma la Turco.... Sono talmente rimasto impressionato dalle sue virtù, che non posso non rinominarla. Poveretta la Turco, prende solo 5mila euro netti. Dovevate vedere come si è infervorata, quando un comune cittadino alla canna del gas, ha osato rinfacciarle gli stipendi d’oro dei parlamentari.
Si parla di milioni di euro (pubblici) che girano nella politica. La popolazione, invece, è sempre più indigente. Guardate questa foto che ho trovato questa mattina su http://bari.repubblica.it/cronaca/2012/04/20/foto/povert-33651859/1/ E’ stata scattata nel mio quartiere.
Meno male che l’impetuoso Travaglio su Annozero interpreta la grande opera dello sputtanamento.





Filippo Roma, inviato de Le Iene
Nello zapping mediatico, c’è anche un glorioso Filippo Roma, intento a domandare ai rappresentanti dei partiti politici di restituire tutto il denaro avanzante dei “rimborsi” elettorali degli ultimi vent’anni.
Una valanga di soldi in eccesso, gelosamente custoditi nelle casse dei partiti italiani.

Francesco Favia



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Il passaparola sul web per la grande rivolta in piazza

Da Facebook alle piazze. 12 maggio grande manifestazione contro il Governo, contro la crisi


Giro una lettera di Giovanni Crispino da Napoli
Ragazzi vi prego a tutte le pagine di Facebook di riunirci in una sola rivolta...... qui la gente non ne può più....non riesce a dare da mangiare ai propri figli.... solo noi se ci uniamo tutti in un solo grande evento possiamo fare qualcosa..... lo dovete fare per il vostro futuro, per i vostri genitori, per i vostri figli...... siamo tutti giovani lo so.... ma non potete rimanere indifferenti a tutti questi padri che si stanno suicidando giorno per giorno....... la nostra rivolta è il 12 maggio a Roma, piazza San Giovanni, ore 14, con gli indignados ....... tutti uniti c'è la possiamo fare....... grazie.
Vamonos a revolutionar..!!


Fonte: Facebook



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Di Pietro spara a zero sulla Fornero

“Parole arroganti e offensive” e sottolinea “il Ministro lontana anni luce dal Paese”


Potrebbe sembrare demagogia, ma il pensiero di Di Pietro, pubblicato sulla sua pagina Facebook, non può che trovarci tutti d’accordo. Ribadendo il mio post precedente, spero che oltre alle parole, si aggiunga presto qualche azione concreta.

On. Antonio Di Pietro
“Le parole della Fornero sono arroganti e offensive. Quando il ministro afferma che 'bisogna lavorare insieme anziché protestare e lamentarsi', dimostra di essere lontana anni luce dal Paese reale. Legga i dati sulla Cig diffusi oggi dalla Cgil, faccia un giro per le fabbriche che chiudono e tra i lavoratori che perdono il posto e forse capirà perché bisogna protestare e lamentarsi. Questo governo sta facendo solo macelleria sociale, accanendosi sulle fasce più deboli della popolazione: i lavoratori, i precari, i pensionati e chi ha acquistato una casa dopo una vita di sacrifici. Monti e la Fornero si sono preoccupati di sabotare l'articolo 18 e le pensioni, di mettere l'Imu e nuove tasse, mentre continuano a non fare niente per la crescita, lo sviluppo e il lavoro.”

Francesco Favia

21 aprile 2012

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giovedì 19 aprile 2012

Crisi economica, se ne parla continuamente, ma nessuno prova a tamponare questa emorragia

La crisi, le parole, i fatti, le vane speranze, un blogger.


In Italia le cose non cambieranno mai, da Mani Pulite cos'è cambiato? C'è sempre corruzione e abuso di potere.
L’antipolitica avanza, è una suggestiva ipotesi che si fa sempre più concreta. L’antipolitica esclama una domanda retorica: “ancora dietro ai politici andate?”
Qui c'è da scappare, ci sono da fare le valigie e lasciare questa repubblica sudamericana che si trova in Europa solo per sbaglio.
Se avessi un po' di soldi da parte avrei provato ad andare all'estero. Qui non c'è proprio futuro.
Siamo tutti precari, tutti sottopagati e col tempo si fa sempre più accesa la guerra fra generazioni. Qui è uno schifo, e non è solo una questione di crisi, ma è proprio che qui manca l'organizzazione e la cultura presenti in molti Paesi europei e d'oltreoceano.
Ridondanti discorsi sovvengono nella mia testa, che le mie mani riportano su questa povera tastiera, pestata dalla mia frustrazione.
Un po’ tutti i media sono monotematici negli ultimi tempi. Si parla del governo Monti, di tasse, di lavoro che manca, di riforme che non arrivano. Si pronuncia continuamente la parola crisi. L’avrò sentita ripetere milioni di volte da quando mi sono diplomato. Migliaia i tentativi di cercare un lavoro stabile, di cercare un’irraggiungibile serenità. Centinaia le porte sbattute in faccia e le aziende che mi hanno usato e gettato. Ti ritrovi anche tu nelle mie parole… E’ capitato anche a te, lo so.
Continuiamo a parlarne, magari un giorno disperato di speranza, in Italia accadranno i fatti.

Francesco Favia

19 aprile 2012 ore 16:53






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giovedì 12 aprile 2012

La mattanza della crisi, mentre i politici se la spassano con i soldi pubblici

Così sorgono le rivoluzioni...


...fra tutte quella francese, vi rimembro le cause, riportandovele testualmente da Wikipedia:
"Nella Francia del XVIII secolo il potere era riposto nella monarchia assoluta di diritto divino rappresentata da Luigi XVI. La società era suddivisa in tre ceti o classi sociali: nobiltàclero e terzo stato. Il terzo stato costituiva il 98% della popolazione ed era la classe maggiormente tassata, in quanto la tradizione monarchica francese prevedeva dei consistenti privilegi per la nobiltà e il clero. I raccolti andati a male, le carestie ed il clima avverso portarono in quegli anni ad una forte inflazione, mentre le tasse elevate non bastavano allo Stato per soddisfare le proprie esigenze. Il prezzo del pane aumentò a dismisura, costringendo la gente comune alla miseria. La situazione economica era aggravata anche dagli sprechi e dai costi delle guerre fin qui sostenute.
La necessità di risolvere la gravissima crisi in cui la Francia era precipitata non trovò soluzione nell'operato dei successori di Luigi XIV (Luigi XVe Luigi XVI). Eguale fallimento ebbero i tentativi di riforma al sistema giudiziario e fiscale. All'inizio del secolo la principale imposta diretta, la taglia, pesava soltanto sui non privilegiati. Per aumentare le entrate fiscali Luigi XVI impose tasse ad ogni ceto sociale, ma nobiltà e clero ne risentirono solo in minima parte. Le nuove imposte (tra cui la capitazione e il ventesimo) continuarono a gravare solamente sul terzo stato e non furono quindi in grado di contrastare il deficit del Paese, facendo aumentare il debito pubblico per tutto il XVIII secolo."
La storia ci dovrebbe insegnare a non ripetere gli stessi errori, ma sembra una logica scientifica il fatto che i poteri forti mangiano, anzi, si abbuffano a discapito di noi poveri cristi. 
Costretti a sopportare la loro croce, arranchiamo su questo calvario di sistema, flagellati da tasse, precarietà, retribuzioni da fame e tanta disoccupazione.
Chi dovrebbe rappresentare il popolo, cercando di risolvere concretamente i problemi di un Paese allo sfascio economico e sociale, invece se la spassa nell'oro, tra cortigiane e corruzione.
Politici, calciatori, pseudo star degli schermi televisivi se la godono e il popolo affamato spesso paradossalmente li acclama.
Probabilmente non avverrà mai nessuna rivoluzione violenta, nessuna ribellione eclatante. Il popolo italiano è stanco, forse rassegnato. 
Dovremmo emigrare tutti all'estero? Dovremmo smettere di votare? Dovremmo dare meno importanza a ciò che ci viene propinato dalla televisione? 
Non so cosa dovremmo fare, ma sicuramente dovremmo iniziare a cambiare atteggiamento in tante cose.


Francesco Favia


12 aprile 2012 ore 11:45

Di seguito, uno dei tanti appelli che girano su Facebook

"FERMATEVI...!!!

21/03/2012: Cosenza, 47 anni, disoccupato si spara.

23/03/2012: Pescara, 44 anni, imprenditore si impicca.

27/03/2012: Trani: 49 anni, imbianchino disoccupato si getta dalla finestra.

28/03/2012: Bologna: 58 anni, si dà fuoco davanti all'Agenzia delle entrate.


29/03/2012: Verona, 27 anni, operaio si da fuoco.


01/04/2012: Sondrio: 57 anni, perde lavoro, cammina sui binari, salvato in tempo.


02/04/2012: Roma: 57 anni, corniciaio, si impicca.


03/04/2012: Catania, 58 anni, imprenditore si spara.


03/04/2012: Gela,78 anni pensionata si getta dalla finestra, riduzione della

pensione


03/04/2012: Roma, 59 anni, imprenditore, si spara con un fucile.


04/04/2012: Milano, 51 anni, disoccupato si impicca.


04/04/2012: Roma Imprenditore si spara al petto col fucile. La sua azienda stava

fallendo.


fate copia incolla e fate girare..... cari politici.....che le loro anime possano disturbare i vostri sogni tranquilli con i vostri 30milaeuro al mese..."


Fonte: Facebook

...senza dimenticare i rimborsi elettorali







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giovedì 5 aprile 2012

L'Italia è messa peggio della Grecia

Facebook, voce della crisi

Fonte: http://www.facebook.com/photo.php?fbid=197341137044316&set=a.170965843015179.30772.170957736349323&type=1&theater


Fonte: http://www.facebook.com/photo.php?fbid=360923493951563&set=a.336838436360069.76302.161811040529477&type=1&theater

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martedì 3 aprile 2012

L'Italia esasperata...

Tra disperata rabbia e pungente satira, ecco l'aria che si resipira




Fonte: http://www.facebook.com/photo.php?fbid=280197838724948&set=a.276736685737730.65013.132104963534237&type=1&theater


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sabato 31 marzo 2012

Gli italiani si ribellano...

...o forse no


Fonte: Facebook

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venerdì 30 marzo 2012

La ribellione parte da Facebook: non fate benzina il 15 aprile 2012

Spargete la voce per salvaguardare le tasche di tutti noi




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mercoledì 28 marzo 2012

Italiani esasperati si ammazzano o fuggono all’estero

L’Italia fa la fame. Il popolo compie gesti estremi

La situazione è drammatica, e già da un po’ di anni, quest’articolo è del 2010 http://archiviostorico.corriere.it/2010/ottobre/05/Perde_lavoro_call_center_Laureato_co_9_101005018.shtml .  L’ho trovato casualmente in rete questa mattina e mi ha dato lo spunto per lo sfogo che oggi riporto qui, sul mio sito.
Francesco Favia, blogger
Questo è uno dei tanti suicidi per la mancanza di lavoro, quest’epoca sta facendo una carneficina, almeno in Italia. Spesso ho parlato di simili tragici episodi su NonSoloCronache.
Un altro dato rilevante è l’aumento dell’emigrazione. Non parlo di meridionali che si trasferiscono al nord. Sto riscontrando sul web una marea di gente, di italiani,  trasferitasi dall’altra parte del mondo, dall’Oceania al Nord America. Siamo tornati all’inizio del ‘900.
Tra tutta questa gente non mi stupirei che ci fossero dei leghisti che volevano sbattere fuori gli immigrati dall’Italia. Questo è un altro discorso.
In Europa la situazione è quella che è. L’Italia, ormai da terzo mondo, è la repubblica delle banane europea. Sistema politico dittatoriale da sempre, in questa era di globalizzazione, dove i Paesi in via di sviluppo, si sono pienamente sviluppati economicamente, in Italia si fa letteralmente la fame. La corruzione dilagante è a dir poco sconcertante. La meritocrazia, un’utopia.
Ripeto le solite cose che si sentono e che si vedono in tv: famiglie, o più spesso padri separati, alle mense della Caritas, sempre più gente finisce per strada, sempre più suicidi e sempre più gente che scappa dall’Italia. Di questi ultimi, non sono solo i cervelli in fuga, ma anche molti imprenditori, esasperati dalle tasse, dalla burocrazia e dalla crisi che anche se alle volte risparmia le commesse, porta spesso a lavorare gratis, perché si sa, in Italia pagare chi ha effettuato un lavoro è un optional.
Questo recente caso è l’apoteosi del lavoro non retribuito http://www.you-ng.it/index.php?option=com_easyblog&view=entry&id=633&Itemid=89
Le banche o lo Stato, che ha creato Equitalia, ente usuraio, ehm pardon, non vorrei prendere querele, ma i loro tassi d’interesse sono sotto gli occhi di tutti, dicevo, non perdono occasione per procedere con confische varie o pressare psicologicamente un essere umano disperato, pronto ad impiccarsi, per non sopportare oltre.
Scappano tutti, disoccupati, precari, ma anche chi ha un lavoro più o meno stabile, perché con lo stipendio non ci arriva neanche alla metà del mese. Fuggono in tanti, indistintamente, da soli, in coppia o spesso con la famiglia, soprattutto per dare ai propri figli un futuro. In Italia non c’è futuro. Leggete qui, è esplicativo http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2012/03/21/news/i_nuovi_poveri-31531713/?ref=NRCT-31531713-2
Vi invito digitare su Google “trasferirsi in”, “italiani all’estero”, “italiani in fuga”. C’è davvero tanto materiale, tra testimonianze e informazioni utili per sapere tutto quello che occorre per lasciare questo nostro Paese, bello sì, ma ingrato. Vi segnalo su questo tema qualche sito, ma ce ne sono tanti altri. Visitate http://www.voglioviverecosi.com , http://nuke.mollotutto.com/ , http://www.trasferirsiaustralia.com/ , http://www.italiansinfuga.com/ .
Non proseguo oltre, ripeto, questa nostra situazione è sotto gli occhi di tutti, non dico nulla di nuovo. E’ ovvio poi che chi non risenta di tutto questo è chi dovrebbe cercare di risolverla, chi governa il nostro Paese. Hanno la pancia piena, sono ciechi di fronte a tanta disperazione, oppure, oltre ad essere ciechi, sono indegnamente egoisti, poiché impegnati a far manovre che favoriscano i potenti industriali. A pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso ci si indovina, nota citazione di uno di loro, un potente come questi qui che ci stanno mandando al patibolo.

Francesco Favia


28 marzo 2012 ore 13:00

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lunedì 26 marzo 2012

Vicissitudini beffarde di una nazione alla deriva

E mentre si varano riforme, il popolo fa la fame. Le drammatiche testimonianze dei laureati sul web



Navigando sulla rete, mi sono imbattuto su affaritaliani.it in questa serie di testimonianze, inviate alla redazione, dopo un articolo pubblicato qualche giorno addietro. L’articolo parlava di una 29enne scartata in quanto laureata.
Storie simili accadono non di rado e anch’io ne ho incontrati, soprattutto nei call center, di ultratrentenni che erano arrivati ad eliminare dal curriculum le lauree e i master conseguiti, poiché come un boomerang, venivano usati come  pretesto per scartare il candidato ai colloqui di lavoro.
“Troppo qualificato, non corrisponde al profilo da Noi ricercato” oppure “Lei aspirerà ad un posto migliore, insisti a cercare”. Ricordo la disperazione, la rassegnazione, lo stupore sdegnato negli occhi delle gente che mi raccontava questi spiacevoli aneddoti lavorativi.
Queste storie, tantissime, le ho rilette sbalordito, ma non tanto, sul web. Potrete trovarle ciccando su questo link http://affaritaliani.libero.it/cronache/laurea-colloquio230312.html?refresh_ce
Vi riporto testualmente quelle che mi hanno colpito di più, ma vi invito a leggere anche le altre, all’indirizzo sopra riportato.


 "A sei tu, mi dispiace tanto ma mi ha chiamato una scuola e mi mandano una tirocinante, sai io lei non la pago...veramente mi dispiace tanto sara per una prossima volta. Ciao" click del telefono... credo non serva aggiungere altro. Da quel giorno ho riposto il mio curriculum con laurea e titoli nel cassetto, ed oggi dopo tante ricerche lavoro in un call center e vi posso assicurare che è un lavoro difficilissimo e veramente duro anche se viene considerato lavoro di serie B. Se vi può interessare concludo dicendo che mio marito non ha più trovato lavoro come geologo, da gennaio si e buttato nel mondo dei venditori agenti e commerciali, anche perché queste erano le uniche posizioni dove almeno gli hanno permesso di fare il colloquio, visto che oltre ad essere laureato ha anche 36 anni....!!!! Incrociate le dita per me visto che oltre a dover mangiare abbiamo un affitto di 600euro da pagare!!! Avrei tante altre storie da raccontarvi, vicende che quando si ascolta si rimane sempre un po' increduli, ma preferisco fermarmi qui... Saluti!

M.Cristina


Leggete quest'altra testimonianza, è davvero agghiacciante: Ho contattato tre cooperative sociali della provincia di Venezia per trovare lavoro in qualche impresa di pulizie. Come ripeto le ho tentate tutte, senza disdegnare i lavori che solitamente sono considerati più umili o che sono estremamente distanti da quello che ho studiato. Ben ben tre volte mi è stato ripetuto che non potevano darmi un lavoro perché ho studiato troppo e fregherei il posto a gente che ha studiato meno e che quindi ha più bisogno di me. A causa della crisi, con il lavoro del mio compagno arriviamo a 500 Euro netti al mese; è ovvio che dobbiamo farci aiutare dai genitori per coprire le spese. In una di queste tre occasioni mi è stato detto inoltre che hanno la priorità i disabili e gli ex galeotti (testuali parole!) che devono essere reinseriti nella società. Mi è quindi venuto in mente di modificare il mio cv e scrivere che ho passato un paio di anni in carcere. Chissà, forse così sarò degna di un lavoro! Vi ringrazio per l'attenzione, distinti saluti

Linda Armano


Son rientrata a casa mia cinque mesi fa! Ho trascorso più di un anno a Milano, sopravvivendo tra mille lavoretti anche provvisori! Zero contributi.... contratto a tempo determinato/progetto... stipendio in base alle ore di prestazione ( quindi o si lavorava con la febbre o no money!).... nessun avanzamento di carriera nonostante gli sforzi e i risultati sempre soddisfacenti... nessuna svolta per una ragazza terrona DI SANI PRINCIPI.... !!! Questa è l'Italia! Maledire il SUD, suona come una bestemmia, (anche peggio) considerando che il problema è a monte e riguarda gravemente tutto lo Stivale!

Quando decisi di andare all'università 1988 avevo vinto un concorso per andare a lavorare all'ENEL come Perito con contratto a tempo indeterminato, un sogno di questi tempi, decisi di rinunciare a quell'impiego per andare all'università perchè ero bravo negli studi, da un servizio al telegiornale, credo che si trattasse del TG1 facevano vedere delle statistiche che dicevano che mediamente un laureato guadagnava mediamente il 50% in più un diplomato, così mi ero fatto due conti, ho detto,se sono bravo negli studi è c'è questo vantaggio economico, vale la pena di andare all'università,bene andò a finire che ho sempre avuto delle paghe medio basse, molto meno di quello che avrei preso all'ENEL e senza contare gli anni spesi all'università. Con il tempo ho riflettuto su questa questione e ho capito dove stava l'errore di quella statistica del telegiornale, era una media sui grandi numeri, ma non teneva conto dell'effetto "Figlio di papà",io ero figlio di un pinco pallino, è chiare che i figli d'arte vanno all'università e accedono alle posizioni lavorative migliore, ma per i figli del popolo non c'è spazio, è molto meglio non andare all'università ed imparare un buon mestiere. Bernardo Ing. Panizzo

Francesco Favia

26 marzo 2012, ore 18:00

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