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giovedì 6 settembre 2012

Il sogno diventa realtà, Stella del Sud sfida Amici e X Factor

Dopo dodici combattute edizioni, il famoso talent show pugliese in onda su Telenorba e Teleregione, approda sul territorio nazionale.



Il sognatore Vito Diomede regalerà a tutti gli sfortunati dei programmi Amici e di X Factor un'altra grande opportunità. A differenza dei noti Talent Show di Mediaset e Sky, i partecipanti si confronteranno nelle più belle piazze d'Italia.
Il pugliese Vito Diomede sarà in grado di destabilizzare i team di Maria De Filippi e di Simona Ventura?
Vito Diomede non rinuncia mai ai propri sogni.

Francesco Favia




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sabato 18 agosto 2012

L’uomo che ideò i talent show

Vito Diomede, ideatore e mattatore di Stella del Sud, il primo talent italiano

Vito Diomede
Prima di Amici, prima di X Factor, prima di tutto, dodici anni fa’ nasceva dai lidi delle coste pugliesi  il talent show per eccellenza, il più rinomato del sud Italia, Stella del Sud.
Senza eguali, è una prima importante vetrina per tutti quei ragazzi ricchi di talento e con un importante sogno nel cassetto.
Il frizzante Vito Diomede dal suo palco, apre i cassetti dei sognatori, e fa volare sulle piazze, sulle platee dei teatri, nella solare aria di Puglia i talenti di tanti ragazzi e ragazze.
Vito Diomede, completo showman, canta, balla e intrattiene anche con sorprendenti battute comiche. Ideatore e proprietario del format di Stella del Sud, è stato colui che ha creato il talent show in Italia.
Vanta prestigiose collaborazioni professionali, testimonial di importanti aziende, la sua immagine spesso è finita su importanti settimanali nazionali.
Vito Diomede, il suo delizioso corpo di ballo e tutto il suo entourage vi aspetta il 26 agosto in piazza XX settembre per la grande finale di STELLA del SUD 2012.
Per maggiori dettagli, visitate il sito www.stelladelsud.tv 

Francesco Favia

18 agosto 2012

Vito Diomede in compagnia di Fiorello


Lo showman Vito Diomede vanta prestigiose collaborazioni professionali, 
la sua immagine spesso è finita su importanti settimanali nazionali

 




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martedì 5 aprile 2011

Mediaset, tv di regime

Forum, storico tarocco della televisione italiana, si dà la zappa sui piedi

Le trasmissioni Mediaset hanno sempre fatto trasparire certe argomentazioni a sostegno di Berlusconi e del suo Governo, Forum non era da meno, ma questa (ormai celebre) puntata è stata davvero eclatante.

Francesco Favia

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venerdì 26 marzo 2010

Si stava meglio quando si stava peggio?

Di certo molte laidezze di un tempo stanno decandendo

Siamo nel 2010 e tante cose nel corso dei decenni sono cambiate o sono decadute. Per quanto io personalmente sia un tipo nostalgico, amante di certe epoche lontane, magari legate alla mia infanzia, credo che comunque si siano fatti tanti passi in avanti. Al di là dei vari progressi scientifici e tecnologici, si sono fatti tanti progressi mentali. Ormai molta gente si è accorta che come i politici, anche gli uomini di chiesa, o la maggior parte per lo meno, non sono altro che dei “mangiapagnotta”, uomini non altezza di esser definiti tali. Gente che predica bene, ma razzola peggio di un animale nella stagione dell’accoppiamento. Recente è anche l’attacco del New York Times al papa, in merito di quelle negligenze nei confronti dei tanti predi pedofili che ci sono in giro. Una cosa è certa. I preti cattolici sono tutti gay o pedofili e se non sono tali, alla fine si scopre che molestano donne frequentanti la comunità parrocchiale. Molti servizi in televisione hanno portato alla luce tanti ributtanti episodi celati magari da secoli.
E proprio in una di queste trasmissioni di denuncia, nella fattispecie “Le Iene”, ho avuto un’ulteriore conferma di una di quelle cose storiche che sembrano normali, ma in realtà non lo sono. Il matrimonio. Un atto esistente da tantissimi anni. Un atto d’amore? Un atto contrattuale più che altro e soprattutto antiquato per una società individualista come quella di oggi, dove la donna non solo lavora, ma fa anche carriera e di certo non necessita di essere mantenuta da un uomo, in cambio di pulizie e pietanze calde da preparare al capo della famiglia. L’amore esiste, non esiste, di certo svanisce o si affievolisce. Cosa c’era di meglio per una donna, farsi portare all’altare per avere per sempre un tetto sopra la testa?
Oggi i tempi sono cambiati, gli uomini si sono un po’ svegliati e sono anche meno pressati rispetto ad un tempo, certo è che molti ancora ci cascano.
Io sono anni che vedo gente, conoscenti, colleghi, familiari che col matrimonio si è rovinata la vita o quasi o comunque ha perso la serenità di un tempo.
Ieri, come già accennato, vedendo questo servizio delle Iene ho avuto non solo un’ulteriore conferma, ma un disgusto tale, che sono sicuro che resterò scapolo per tutta la vita.
Io vi invito gente non solo a guardare questo video che vi ripropongo, ma anche a diffonderlo, perché, per citare il titolo di un noto best seller, il mondo deve sapere.

Francesco Favia



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domenica 22 febbraio 2009

Mediaset colonizza Sanremo

La 59° edizione del Festival è vinta da Marco Carta. In finale anche l’inquietante presenza della De Filippi.

Il 59° Festival di Sanremo, bisogna ammetterlo, è stato un trionfo di ascolti. Merito di Bonolis e della sua conduzione fresca, scherzosa, frizzante, mai sottotono. Ho guardato per intero solo la finale, poiché ero a casa di amici. Ed è stato anche piacevole assistere allo spettacolo e commentare quel che accadeva in diretta.
Un Sanremo poco sanremese. Uno storico show televisivo, che si è adeguato ai canoni televisivi odierni. Televoto, polemiche, demagogia. Non sono mancati i titoli sui giornali che hanno definito questo Sanremo, un’edizione targata Raiset o Mediarai.
Al bando i fiori e la tradizione si è assistito ad uno spettacolo più elastico, i quali stando ai sondaggi, anche i giovanissimi hanno seguito e apprezzato.
Parlando della gara, la vittoria di Marco Carta, non può che suscitare polemiche. Canzone orecchiabile, lui un tipetto simpatico, ma resta comunque un ragazzo della Maria De Filippi. E caso strano, c’era anche lei nella serata finale. Presenza insignificante, si è fatta notare solo per la leccata di mucca che aveva in testa, il trucco pesante e abiti ridicoli, indossati non proprio con nonchalance.
A mio avviso, ascoltando un po’ le canzoni del Festival, guardando le esibizioni sul web non ho notato nessuna canzone che si contraddistinguesse dalle altre. Il livello qualitativo musicale non credo che si possa reputare basso. Probabilmente c’è stato di peggio in passato. Non ho ascoltato però niente di eccezionale. Sono stati affrontati nelle canzoni molti temi sociali, elevando la demagogia spiccia e elargendo retorica a profusione.

In finale sono arrivati, alla fin fine, le tre migliori. O forse no. Troviamo un troppo sottovalutato Sal Da Vinci, che ha una lunga carriera alle spalle, che non si può proprio definire gavetta. Cinema, teatro, musica hanno pervaso il suo cammino artistico, in cui ci sono stati dei momenti di difficoltà, che gli hanno fatto pensare a mollare tutto. Alla fine è arrivato a Sanremo, dove il pubblico l’ha ripescato e portato in finale. Dopo tanti anni ha calcato un palco importante e sono comprensibili le lacrime di commozione che gli sono scappate ieri sera, quando arrivato tra i primi tre, ha ricantato la canzone. L’impronta di Gigi D’Alessio nella sua canzone, purtroppo, si sente. Dico purtroppo, non perché le canzoni di D’Alessio non le gradisco, ma perché Sal Da Vinci non è l’imitazione del più noto artista partenopeo, ma è Sal Da Vinci. Non amo il genere e non credo che sia un delitto, ognuno è libero di avere i propri gusti, ma chi ha sempre seguito Sal Da Vinci, sa che egli ha una sua personalità e delle gran doti canore.
Hanno poi ragione quelli che hanno etichettato Povia come un furbo. La sua furbizia però lo ha ripagato, dando uno schiaffo a tutte le polemiche che si è voluto tirare addosso per farsi pubblicità.
Acclamato dalla platea dell’Ariston, si è visto in finale, un Giuseppe Povia piuttosto esaltato.
Alla fine, però è stata molto meglio la sua provocazione, contornata da una musica accattivante e orecchiabile, che altre canzoni buoniste presentate alla kermesse.
Lascia tuttavia perplessi la vittoria di Marco Carta. Proprio quest’anno che ha presenziato Maria De Filippi, ha partecipato un ragazzo lanciato da lei e per di più ha vinto il festival. Molti non sanno chi sia questo ventiquattrenne sardo. C’è chi ha anche criticato la sua presenza tra i big.
Resta però che il signor Carta ha una gran schiera di giovanissimi seguaci che comprando il suo disco, hanno permesso all’ex concorrente di “Amici” di affermarsi nell’olimpo della musica italiana.
I più maliziosi, ma anche i meno, non possono pensare che ci sia stata la volontà di Mediaset nel far trionfare il vincitore di “Amci”.
Dopo tante meteore lanciate dalla trasmissione condotta dalla De Filippi, c’era bisogno di una forte riscossa, che permettesse di ridare credibilità al programma scopritore di talenti. Soprattutto dopo il boom di Giusy Ferreri, nata artisticamente da un programma Rai. Il dar risalto ai talenti è solo un pretesto, l’anima del programma firmato Maria De Filippi e targato Mediaset, come molti sanno, sono solo le infuocate polemiche, al pari degli altri show della compagna di Maurizio Costanzo. Adesso che un ragazzo di “Amici” ha vinto Sanremo, sempre più giovinetti di belle speranze, prenderanno d’assalto Cinecittà per i vari provini. E, ahinoi, adesso sentiremo parlare di codesto programma ancora per molti anni.
Da sempre si pensa che Sanremo non sia proprio regolare. Clamorosa fu l’edizione alla quale presero parte Elio e le Storie Tese, i quali dominarono il festival, per poi non trovarsi primi proprio la sera finale.
Quest’anno niente classifiche, televoto da casa ed eliminazione diretta. La storia del televoto non ha mai convinto nessuno e Striscia la notizia, di recente, non ha fatto che dimostrare esplicitamente l’inganno di tale presunto metodo che decreterebbe la vittoria. D’altronde siamo in Italia, dove non sono regolari i concorsi pubblici, figuriamo una trasmissione dove girano tanti interessi economici.
Ci sono sempre stati gli interessi delle case discografiche a prevalere a Sanremo. Oggi grazie al web, che non solo ha portato la crisi del mercato discografico, ma porta al successo perfetti sconosciuti o comunque artisti indipendenti, il potere delle major è caduto. Entra in gioco il potere televisivo. Ecco che Mediaset ha colonizzato il festival di Sanremo, infilzando nel terreno della Rai, la bandiera del loro prodotto di punta, “Amici”.

Francesco Favia


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mercoledì 28 gennaio 2009

Corona promuove i suoi gossip in tv. Irrompe Nina Moric con una telefonata in diretta: sei un manipolatore!

Ennesimo spettacolo trash sulle reti Mediaset. I due personaggi del momento si rivelano comunque dei pessimi attori.

Su “Diva e Donna” di questa settimana Fabrizio Corona racconta della sua felice storia con Belén Rodriguez. Nello stesso tempo la madre di suo figlio, a questo punto ex compagna di Corona, Nina Moric, parla della sua storia con un imprenditore di Monza sul settimanale “Chi”. Ormai non c’è più niente di strano. Si è capito, questo è il loro business, vivono di queste trovate pubblicitarie.
Stamani a Mattino 5 c’erano proprio Corona accompagnato dal suo odiosissimo atteggiamento strafottente, in compagnia di Silvana Giacobini, direttrice di “Diva e donna”. Una vera promozione, con tanto di rivista in primo piano. Neanche fossero dei musicisti con il loro disco o uno scrittore col proprio lavoro. Ciò che più dava ai nervi erano le parole senza senso del Corona, che dichiarava che non ama condividere la sua vita con il pubblico e di tenere alla sua vita privata. Questo è il colmo dei colmi. Una vera e propria barzelletta: questo tizio campa di gossip, della sua immagine ed è artefice di storie fasulle per far parlare di sé e aumentare il suo cachet.
Brachino nel corso della chiacchierata nel salotto mattino di Canale 5 gli ha posto delle domande, parlando anche della Moric. Corona non si è esposto più di tanto e da perfetto avvocato del diavolo, è intervenuta spesso la Giacobini.
Ad un certo punto, in tutta questa farsa, s’inscena un’ennesima gag. Entra un tecnico e informa Brachino di avere in linea Nina Moric. Ma va’, poteva mancare lei in questo bel quadretto.
Dopo i rituali saluti, la modella croata inizia a blaterare. È un fiume in piena. Ridondante, dice di non voler essere più nominata da Corona e con lui è una storia finita. Gli dà del manipolatore. Gran parte degli italiani condivide questa sua definizione. E conclude dicendo che le porte per lui saranno aperte solo per crescere insieme il loro figlio. Corona dal canto suo, finge un certo imbarazzo, mettendosi una mano sulle sue curate sopracciglia. Pessimo attore, non la da a bere a nessuno o per lo meno al sottoscritto. E più volte Claudio Brachino sostiene che nulla è stato architettato prima. Più volte ha ripetuto ciò. Avrà mica avuto la coda di paglia?
Questo è il teatrino inscenato stamattina su Canale 5. Forse quello a cui hanno assistito gli spettatori non è stata finzione. O forse come è sembrato a chi cura questo blog è stata tutta una messa in scena. O forse la Moric e Corona erano d’accordo e Brachino e la D’Urso erano davvero ignari. Bah… si possono fare decine di supposizioni. Una cosa è certa. Questo, cari signori, è spettacolo.

Francesco Favia


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lunedì 5 gennaio 2009

Cacciato da “La Corrida”, Pregadio smentisce la produzione

Facendo gli scongiuri, il maestro sbotta contro chi ha usato la sua salute come scusante.

Si sa che la televisione è falsa e il suo mondo è tra i più disgustosi dei settori lavorativi. La mancanza di rispetto che ha oltraggiato la dignità un operatore quarantennale delle reti Mediaset ha però del fastidioso. Il maestro Roberto Pregadio, dopo quattro decenni, verrà sostituito alla direzione dell’orchestra che accompagna i dilettanti allo sbaraglio nella storica trasmissione “La Corrida” dal maestro Vince Tempera. Il punto non è questo. Ciò che ha innervosito il maestro Pregadio e può infastidire chiunque comune mortale che apprende la notizia, è che la produzione ha motivato il cambiamento per dei problemi di salute dello storico protagonista della trasmissione.
E la decisione, a detta del diretto interessato, non è sua. In sostanza è stato proprio mandato via.

Sembra poi che gli avevano proposto di affiancare il nuovo arrivato, dunque in una conduzione a due dell’orchestra. Troppi. E Pregadio ha rifiutato, pagandone le conseguenze. Ha taciuto finora, ma non ha potuto resistere, ha dovuto far emergere la verità, quando hanno scherzato con la sua sorte. Ha 80 anni e lui dice di sentirsi benissimo e ammonisce che con certe cose non si scherza. Avrebbero dovuto evitare insomma di inventarsi certe balle, poiché la decisione non ha creato dei problemi al maestro Pregadio. Egli che ha visto gli albori de “La Corrida” insieme a Corrado, facendola in radio, crede di meritarsi la verità.

Francesco Favia


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