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giovedì 12 aprile 2012

Talento sprecato


Dicono che ho talento,
perché non scrivi sul giornale,
sai, citando lo zio Luca,
in quel mondo ci vuole un fisico bestiale.
Nella vita non sono un portento,
ed è per questo che pesto la tastiera,
così da poter far nascere in me il sole la sera.

Le mie dite si muovono sui tasti,
ma questo non credo che basti,
la malinconia non mi lascia sola,
ma la scrittura un po’ mi consola.

E che le mie parole colpiscono la gente,
ben venga,
ma non mi dispiacerebbe che volassero da qualche dirigente,
di un grossa casa editrice, si intende.
Non me ne vogliano i piccoli editori,
ma io di soldi per delle pubblicazioni,
li riserverei per ben più concrete ambizioni.

Con qualche migliaio di euro non ci si compra una casa,
ma di certo non permettono nemmeno di raggiungere la fama.
Meglio conservarli,
per poi ritrovarli,
insieme agli altri.

E se De Niro in un suo film sostiene
che la peggior cosa nella vita di un uomo
sia il talento sprecato…
bene,
ma come andrebbe risaltato?

Chi mi vuol rispondere,
risponda,
ma spesso di commenti,
non se ne vedono nemmeno l’ombra.

Non mi resta che porre un saluto,
per chi mi ha letto
e per chi in me ha creduto.

Francesco Favia

8 aprile ’08 ore 17:33






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sabato 31 marzo 2012

Il mio show




Ehi! Fermati!
Perché mi eviti?
Si, sono proprio io,
non mi dire addio…

Sono quello sfigato
che lavora al supermercato,
quello che si tormenta
o come dici tu che si lamenta.

Dici che scopiazzo,
tu sei un blasfemo, un pazzo.

Le mie lacrime sono vere,
le mie parole sincere.

Sai solo criticare,
giudicare,
indicare…

Quel dito vorrei spezzartelo,
ma mi limiterei a ficcartelo…

Stop!
Disprezzi da chi scrive poesie
a chi si diletta con l’hip hop.

Fermati,
specchiati.
Guardati prima dentro,
poi forse capirai i sentimenti di chi comunica con questo mezzo.

La letteratura, gli scrittori ci sono sempre sempre stati,
dal presente fin a risalire agli antichi romani.

Dalla pergamena, alla stampa,
dall’uomo che recita, all’uomo che canta.
Le parole sono divine, l’arte incanta.

Finchè vivrò,
scriverò,
sul web, sul bidè, questo è il mio show.


Francesco Favia

lunedì 25 giugno 2007 ore 22:30, dopo una giornata di lavoro, avvolto da una cappa di quaranta gradi.

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lunedì 12 marzo 2012

Durante un laboratorio universitario


Io non sono un genio
e non mi resta che esporre il mio dito medio
a voi docenti saccenti,
prudenti a non sembrar mai dementi.

E non chiamarmi deficiente,
perché il mio nervoso rovente
ti potrebbe scottare,
e non scappare,
cerca di affrontare la mia rabbia
che rinchiude in una gabbia
la mia vita tragica,
fatta di castelli in aria,
sognando un futuro migliore,
ma il mio presente ha uno strano odore,
peggiore della merda fresca,
e ho una fame animalesca,
che mi tormenta,
mentre l’anima mia si lamenta.

Tremenda,
la mia passione su questa terra.

Francesco Favia

13 maggio 2006



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venerdì 9 dicembre 2011

Suicidio di un diavolo

Rime di ordinaria follia...


Me ne frego, me ne frego,
perché la gente se ne frega…
in questo mondo in cancrena,
io mi faccio in endovena
guardando  le tette di Malena!

Qui dove trovare lavoro
è una caccia al tesoro,
sfoggio il mio cuore d’oro,
mentre mi mandate a fanculo tutt’in coro!

Me ne strafrego di voi,
e so che mangerete i miei resti come avvoltoi,
e poi, poi,
se muoio non sono cazzi tuoi!

Il mio cuore è un troione,
si fa bagnare da un gavettone,
lo usi, lo getti e tiri lo sciacquone.

Fanculo, rottoinculo,
resusciterò
e l’anima ti prenderò,
ma prima ti sgozzerò,
tra sangue e vomito ti lascerò.

Agonizzante in questa vita sognante,
alla tua tipa regalerò un diamante,
e le farò avere un orgasmo disarmante.

Quando tutto sarà compiuto,
non mi resterà che tornarmene da dove sono venuto
e lì negli inferi potrò dire che ho goduto.

Francesco Favia

lunedì 15 ottobre 2007 ore 23:06

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