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giovedì 1 novembre 2012

Scrivo da sempre


idea, testo, grafica di Francesco Favia 

© riproduzione riservata

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mercoledì 11 aprile 2012

Credo che...



3 gennaio 2006

Credo che non avrò mai una famiglia. E forse neanche un lavoro. Ho questa terribile sensazione. Ho proprio il presentimento che andrò a finire male.


Francesco Favia


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domenica 18 dicembre 2011

Apatia



Come la cacca restiamo fermi,
immobili,
con tante fastidiose mosche che ci ronzano
intorno
con  squilli polifonici e vibrazioni ruspanti.

L’apatia pervade i nostri pori.
Non ci resta che canticchiare per non pensare al suicidio
o darci da fare per ottenere la pseudo felicità del denaro.

C’è tanta voglia di morire,
ma chissà cosa ci trattiene dal voler continuare a vivere…
Voler continuare…
Insomma, si continua…
Si vive,
male,
ma si vive…

L’unica vera libertà,
forse,
è davvero morire…
forse non sarà vera,
ma comunque ci si libera dalle responsabilità,
dai sensi di colpa,
dai rompipalle…

Si manda tutto a fanculo
e non ci si vede più.

Francesco Favia

26 maggio 2006, ore 20:38


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venerdì 9 dicembre 2011

Suicidio di un diavolo

Rime di ordinaria follia...


Me ne frego, me ne frego,
perché la gente se ne frega…
in questo mondo in cancrena,
io mi faccio in endovena
guardando  le tette di Malena!

Qui dove trovare lavoro
è una caccia al tesoro,
sfoggio il mio cuore d’oro,
mentre mi mandate a fanculo tutt’in coro!

Me ne strafrego di voi,
e so che mangerete i miei resti come avvoltoi,
e poi, poi,
se muoio non sono cazzi tuoi!

Il mio cuore è un troione,
si fa bagnare da un gavettone,
lo usi, lo getti e tiri lo sciacquone.

Fanculo, rottoinculo,
resusciterò
e l’anima ti prenderò,
ma prima ti sgozzerò,
tra sangue e vomito ti lascerò.

Agonizzante in questa vita sognante,
alla tua tipa regalerò un diamante,
e le farò avere un orgasmo disarmante.

Quando tutto sarà compiuto,
non mi resterà che tornarmene da dove sono venuto
e lì negli inferi potrò dire che ho goduto.

Francesco Favia

lunedì 15 ottobre 2007 ore 23:06

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