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sabato 3 novembre 2012

Dati ISTAT, disoccupazione record. In crescita l’occupazione femminile.

Il mondo deve sapere che nel progredito occidente c'è tanta gente che non sa come fare per sbarcare il lunario.



Condivido appieno questo pensiero di Beppe V.

"....la vera crisi in questo momento e' per chi non ha un lavoro...chi e' precario ..per chi lavora in un call center a 500 EURO al mese...per i pensionati a 600 euro al mese...per chi nn possiede nulla....per chi 'arabatta' quotidianamente....il resto del Paese cmq sta bene...e mi fa rabbia veder loro lamentarsi...e sentir loro comprare Iphone..Ipad per i loro figli....siate piu' veri..e ringraziate quello che avete....c'e' chi sta peggio..ma veramente peggio di voi...e soffre in silenzio...dignitosamente...grazie...."

- Beppe –

Beppe è uno dei tanti. Io anche. Il mondo deve sapere che nel progredito occidente c'è tanta gente che non sa come fare per sbarcare il lunario.
Recentemente al telegiornale hanno parlato di dati ISTAT sulla disoccupazione in Italia.  Sembra  tocchino punte dell’11% nell’intero Paese. Mai peggio di così negli ultimi 20 anni. Quello che mi sta rimbombando in testa da mesi è “chi te lo deve dare un lavoro con quel che costa fiscalmente, oltre alla paga di per sé”
Il colmo è che rispetto al passato non riesco nemmeno a trovare qualche lavoretto in nero. Le porte sembrano tutte chiuse per il sottoscritto, neanche fossi un ex galeotto.
I disoccupati tra i 15 e i 24 anni, sempre secondo l’ISTAT, superano il 35%. Impressionante. Roba da repubblica sudamericana.
Altro aspetto che questa volta non mi stupisce, ma ci tengo a evidenziarlo, è che l’occupazione femminile è in crescita, mentre gli uomini fanno sempre più fatica a trovare lavoro.
Come detto, non mi stupisce. Continuo quotidianamente a trovare inserzioni rivolte alle sole donne, come già scritto in un altro post. L’apoteosi sono i bar. Cercano personale anche senza esperienza e specificano anche senza mezzi termini che vogliono solo belle figliole.
Uno dei primi lavori che provai a trovare dopo la scuola fu anche come “ragazzo del bar”, ma a 19-20 mi dicevano che ero troppo grande. Ora prendono anche le trentenni russe, senza esperienza e che a malapena parlano la nostra lingua.
E’  una guerra fra poveri là fuori. Sono sempre più nervoso è frustrato e ormai tendo continuamente a polemizzare. Non mi resta che scrivere, nonostante mi sembri di parlare al vento.

Francesco Favia

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giovedì 1 novembre 2012

I giorni di un disoccupato


idea, testo, grafica di Francesco Favia 

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Bluff


idea, testo, grafica di Francesco Favia 

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lunedì 15 ottobre 2012

Per chi dice di alzare le chiappe dalla sedia

Tratto dal gruppo Facebook "No al Kirby!!!"

Premesso che qui nel gruppo si parla di esperienze personali e non di sentito dire. Premesso che io personalmente non offendo nessuna di queste s.r.l. , ma anzi, più volte ho detto agli utenti “è un porta a porta, è un call center, se te la senti, prova”. Premesso che io scrivo da sempre e da sempre ci metto la faccia e il mio nome. Premesso che voi non conoscete la storia di ognuno di noi, tanto meno quella del sottoscritto, che da oltre dieci anni va sbattendo per il lavoro. Ho fatto di tutto: supermercati, ditte di trasporto, call center, inventari, volantinaggio, ect. Mi sono spaccato spesso letteralmente la schiena per due soldi e li ho dovuto anche rincorrere. Lo sappiamo, a Bari c’è la “malattia” di non pagare. E’ capitato anche che non abbia visto un euro, nonostante gli “ettolitri”  (parafrasando Mario Brega) di sudore versati. Vengo da due anni e mezzo di lavoro in un grosso call center, una multinazionale alla quale ho dato l’anima. Per premio mi hanno buttato fuori. Ero sereno nonostante i contrattini a progetto di un mese. Lo stipendio arrivava. Ora è quasi un anno che non riesco a trovare niente. Invio quotidianamente curriculum. A valanga. Sarà l’età, sarà il periodo. Andai a vivere anche da solo prendendo una stanza in affitto. Ovviamente in nero come di buona abitudine a Bari. Quindi alla faccia dei “bamboccioni”, mera invenzione politica, io tra precariato e sfruttamento, sono sempre riuscito a mantenermi. Affitto, bollette, imprevisti, assicurazione, bollo (una delle tasse assurde con le quali finanziamo papponi e escort accomodati su agiatissime poltrone istituzionali), benzina, fidanzate.
Comunque, cercando di mantenere la calma, vi racconto di come arrivai a quella multinazionale sopraccitata.
In Transcom ci sono capitato per caso, per arrotondare. In quel periodo lavoravo la mattina a Leroy Merlin, ennesimo lavoro sotto le festività procuratomi da un’agenzia interinale; il pomeriggio in Transcom sulla terribile campagna definita “Prospect” ovvero una sorta di porta a porta, nel tentativo di acquisire nuovi clienti per un importante gestore telefonico , quello che fanno tutti i medio piccoli call center;
la notte mi facevo 20/30 km per andare a fare degli inventari in altre multinazionali, sempre tramite agenzia interinale. In quel periodo poi ero in mezzo una strada, in pratica mi ospitavano i nonni.
In Transcom iniziai a guadagnare poche centinaia di euro alla volta, ma erano entrate sicure, a differenza di tanti altri lavori offertomi da “imprenditori” locali, che mi hanno spolpato vivo e alle volte nemmeno hanno pagato. Lo sfruttamento, miei cari fake e infiltrati, che ci invitato ad alzare le chiappe dalle sedia, a noi  povera gente, senza conoscerla e che magari se la guarda in faccia non ha nemmeno il coraggio di fiatare, lo sfruttamento IO lo conosco da tempo, da quando frequentavo le scuole superiori e l’estate andavo ad appendere locandine per mezza Puglia, su delle auto scassate, guidate da capizona sfigati peggio di me e dormendo nella controra sulle panchine come dei barboni.
Per un paio d’anni ho fatto anche l’università, una decina di esami li diedi e ogni tanto andavo a farmi sfruttare da quegl’altri “villacchioni” delle agenzie di volantinaggio.
Dopo aver lasciato l’università, decine e decine di lavori: commesso, rappresentante, nonché uagnone, o per meglio dire apprendista, ma siccome sono pignolo, preferisco definirlo schiavo, straccio da terra, presso ditte di trasporti, ditte edilizie varie, salumerie, supermercati, lavorando dalle 11 alle 15 ore al giorno. (Molte delle mie vicissitudini lavorative le ho spesso riportate in dei miei romanzi e racconti vari.)
In quest’epoca, in questo misero sud, va male a molti, ma non mi permetto di giudicare chi cerca di guadagnarsi il pane.
Vi ricordate la strage del maglificio di Barletta. La sopravvissuta sapete cosa disse? Prima guadagnavo 4 euro l’ora, ora nemmeno quelli, come farò?
Sono stato prolisso, lo so. Detto questo, invito i fake a tacere. In quanto fake, non sono degni di esprimersi, dato che si nascondono. Ultima cosa, ribadisco che non dovete MAI più permettervi di giudicarci e di dirci di andare a lavorare. Puntate il dito, ma voi che sostenete di non essere degli sfigati, cosa ci fate su Facebook, invece di produrre?

Francesco Favia

venerdì 12 ottobre 2012 ore 17:27

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venerdì 12 ottobre 2012

Vorrei tornare a una vita normale


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giovedì 11 ottobre 2012

BASTA AI COLLOQUI TRUFFA

NO AL KIRBY!!!
idea & grafica Francesco Favia

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giovedì 4 ottobre 2012

Quando suona il telefono di un disoccupato

Sfoghi di Francesco Favia tratti dal gruppo Facebook “No al Kirby!!!

Francesco Favia

26 settembre 2012 ore 16:14

Il telefono non suona da una vita, nonostante la marea di curriculum inviati. Rispondi contento e speranzoso... e poi sono 'ste cagate. Dico... se voglio fare il venditore faccio domanda per ricoprire la posizione di venditore e non certo vengo a farmi prendere per i fondelli. Amministrazione, inserimento dati... e poi ti ritrovi in mezzo alla strada a fare il porta a porta.
Un minuto fa'. Suona il cell. "L'abbiamo selezionata per un colloquio." Io "Va bene, ma che azienda è?" "Dada srl" "Ma di che si occupa, non ricordo di aver mandato un curriculum. Se è un lavoro commerciale non m'interessa." "Come commerciale?" "Agente di vendita non m'interessa" La tipa va in panne, poi dice "Guardi, amministrazione, inserimento dati" "Lasci stare, non m'interessa. Salve" "Salve"
E ormai ho rinunciato definitivamente anche ai call center... Per tre euro lordi l'ora e la benza a 2 euro mi sto a casa che non ci rimetto nè di soldi, nè di autostima


4 ottobre 2012 ore 17:00

Mi hanno chiamato,solito iter. Chiedo di che si tratta, io non ho inviato nessun curriculum. Mi dicono le solite cazzate. Tanto sono tutte uguali, riconosci subito quando è una cagata, perchè non specificano niente.
La tipa ovviamente "non è vendita, non è call center"
Io fermo "guardi che non sono assolutamente interessato ad attività di vendita, non le faccio perdere tempo" . Ha insistito e ha detto che il mio curriculum l'hanno preso da Infojobs. Solitamente non ci vado nemmeno, mo' a questi vado, ho pensato, giusto perchè è vicino e perchè 'sta tipa sembrava convinta di quel che diceva. Al telefono dicono di chiamarsi kappavu, via Carulli, 54. Bah... non trovo niente su Google. Insisto e smanettando su internet ho trovato un indirizzo mail riferente a Key World Bari, kwbari@eccetera, eccetera. Quindi capite che non hanno avuto nemmeno le palle di dire che erano della Key world. Su internet c'è di tutto e di più... ovviamente in negativo su tale "società". Vi segnalo giusto il racconto di questo tizio napoletano alle prese con un colloquio alla keyworldhttp://forum.alfemminile.com/forum/f392/__f1216_f392-Key-world-azienda-seria.html Concludendo, ora non so se andarci e incazzarmi o fargli il bidone.

Francesco Favia

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martedì 2 ottobre 2012

Trovare lavoro in Italia? Impossibile, a meno che tu non sia gnocca!


La crisi c’è davvero? Se c’è, chi ne risente ?
Disoccupazione e precariato in un’Italia allo sbando, dove i soldi non hanno smesso di girare.

Francesco Favia, blogger afflitto
È quasi un anno che cerco lavoro. Chi ha seguito il mio blog, avrà letto delle mie vicissitudini lavorative e che l’apice della serenità professionale lo ebbi in un grosso call center, una multinazionale dell’outsourcing. Contrattini a progetto di un mese. Mi andavano bene. Lo stipendio arrivava. M’illusi anche di un’eventuale assunzione, ma eravamo tanti. Siamo in tanti a cercar lavoro, è una guerra là fuori. Non assume più nessuno. Non lo fanno le grandi aziende, figuriamoci le piccole. E’ vero, c’è la pressione fiscale più alta del mondo nel nostro Paese, le tasse sono tante ed esagerate, piccoli e grandi imprenditori trasferiscono le proprie attività all’estero, ma non tutti quelli che restano in Italia fanno la fame o chiudono. E’ vero, c’è crisi. La crisi la sentono in molti, ma non tutti. La sentono i disoccupati, i precari, gli esodati, gli stipendiati monoreddito con famiglia a carico, molti imprenditori e liberi professionisti, ma ci sono molti che sono in prima fila ad acquistarsi l’ultimo suv o smartphone. Una parentesi sulla “mela” e simili. Se una persona lavora può levarsi qualsiasi sfizio. Io ho il melafonino, ma quando lo presi lavoravo e soprattutto volevo un abbonamento per ammortizzare i costi, dato che la arcaiche ricaricabili mi stavano dissanguando. E comunque lo trovo un utilissimo strumento che agevola le attività lavorative e personali. A me è servito tanto e lo sfrutto davvero a 360°. Chiudiamo parentesi, non voglio andare fuori tema. Il tema però è proprio questo. I soldi ci sono. Girano. Il menefreghismo e la furbizia anche. Spesso quelli firmatissimi da testa ai piedi, alla guida di supermacchinoni sono gli stessi che hanno i collaboratori a progetto o con la partita iva o in nero.
Sono gli stessi che evadono le tasse e fanno le cose sottobanco.
Sono gli stessi che rappresentano e rispecchiano la nostra Italietta in parlamento.
A quasi trent’anni non ho mai avuto un reddito degno di tal definizione, ma le tasse per le auto blu, i lussi e i megastipendi dei parlamentari, io, povero fesso, le ho sempre versate.
E se davvero in Italia si facesse la fame, ci sarebbe la rivoluzione. Non dico come quella del 1789, ma come quella del 2012 che sta avvenendo in Spagna, Portogallo, Grecia, Francia.
Sono anni che vedo amici e conoscenti emigrare nel nord Italia e spesso all’estero. Io aggrappato sempre a lavoretti in nero o precari, senza soldi da parte per le tante spese che incombono sul vizio di vivere, sono ancora stupidamente qui. Ora basta, sono davvero stufo. Giuro che se dovessi riuscire a metter qualche soldo da parte, faccio le valigie e fuggo anch’io da questa realtà meschina.
Leggo spesso di gente che era stanca di disoccupazione e precarietà ed ora rivendica la loro serenità al mondo su forum e blog, serenità conquistata fuori dal nostro Paese.
Qui non c’è posto per tutti, Sono stanco anch’io e mi domando: “…ma perché vado a vedere le inserzioni di (pseudo)lavoro…” Mi deprimono ancora di più. Cercano solo piazzisti e personale prettamente femminile e ovviamente di bella presenza. In parole povere “bonazze”.
Oltre ad emigrare, ogni tanto salta in mente di mettersi in proprio, così da essere io ad assumere la fig…ura femminile di presenza. Ovviamente meglio prenderla a ridere, dato che ho esaurito le lacrime. Poi ci ripenso, perché il rischio di passare dalla padella alla brace, in Italia, è davvero alto. Allora insistiamo a trovare un’occupazione da dipendente, da collaboratore, ma invio curriculum a valanga, niente. Il vuoto. La desolazione in stile villaggio abbandonato del Far West.
Invio e invio curriculum, ci fosse qualcuno che mi chiamasse per un colloquio. Nemmeno avessi scritto tra le competenze “specializzato in spaccio e rapina a mano armata.”
E che ca…spita!
Con le candidature spontanee non si muove nulla, allora proviamo con le inserzioni. E qui si evince lo specchio degli italiani che votano e ammirano i potenti che mettono le gnocche nei consigli regionali o in parlamento. Leggo e nemmeno m’incazzo più, ma mi cadono letteralmente le braccia.
Vi riporto giusto un paio di esempi.
http://www.subito.it/offerte-lavoro/cesare-paciotti-bari-49865340.htm , annuncio fresco fresco, uno dei tanti... "addettA vendite, bella presenza" se non è discriminazione questa... Poi dicono che le donne non sono avvantaggiate.
http://www.subito.it/offerte-lavoro/addetta-alla-segreteria-ben-retribuita-bari-49860782.htm , uno dietro l'altro, non me li sto inventando, basta andare su subito.it "AddettA alla segreteria, bella presenza" Perchè non mettere, addettA a sotto la scrivania.
Sembra non esserci davvero speranza. Cerco di cervellarmi per trovare una soluzione, ma mi vengono solo quelle idee che la notte ti sembrano eccezionali e la mattina dopo ti rendi conto di quanto fossero strambe.
Poi leggo questo fior fior di articolo su corriere.it. http://www.corriere.it/cronache/12_ottobre_01/sorpresine-diventano-azienda_de0e6e4a-0bca-11e2-a626-17c468fbd3dd.shtml Dateci un’occhiata, sembra un po’ l’idea della fabbrica di molliche. Inverosimile, ma a quanto pare questi tre stanno facendo soldi a palate. Hanno anche un dipendente e guarda caso è donna. Magari è la moglie o la compagna di uno dei tre soci. Mi sa che per trovare lavoro o cambio sponda o cambio nazione.

Francesco Favia

2 ottobre 2012

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Francesco Favia, disoccupato

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giovedì 19 aprile 2012

Crisi economica, se ne parla continuamente, ma nessuno prova a tamponare questa emorragia

La crisi, le parole, i fatti, le vane speranze, un blogger.


In Italia le cose non cambieranno mai, da Mani Pulite cos'è cambiato? C'è sempre corruzione e abuso di potere.
L’antipolitica avanza, è una suggestiva ipotesi che si fa sempre più concreta. L’antipolitica esclama una domanda retorica: “ancora dietro ai politici andate?”
Qui c'è da scappare, ci sono da fare le valigie e lasciare questa repubblica sudamericana che si trova in Europa solo per sbaglio.
Se avessi un po' di soldi da parte avrei provato ad andare all'estero. Qui non c'è proprio futuro.
Siamo tutti precari, tutti sottopagati e col tempo si fa sempre più accesa la guerra fra generazioni. Qui è uno schifo, e non è solo una questione di crisi, ma è proprio che qui manca l'organizzazione e la cultura presenti in molti Paesi europei e d'oltreoceano.
Ridondanti discorsi sovvengono nella mia testa, che le mie mani riportano su questa povera tastiera, pestata dalla mia frustrazione.
Un po’ tutti i media sono monotematici negli ultimi tempi. Si parla del governo Monti, di tasse, di lavoro che manca, di riforme che non arrivano. Si pronuncia continuamente la parola crisi. L’avrò sentita ripetere milioni di volte da quando mi sono diplomato. Migliaia i tentativi di cercare un lavoro stabile, di cercare un’irraggiungibile serenità. Centinaia le porte sbattute in faccia e le aziende che mi hanno usato e gettato. Ti ritrovi anche tu nelle mie parole… E’ capitato anche a te, lo so.
Continuiamo a parlarne, magari un giorno disperato di speranza, in Italia accadranno i fatti.

Francesco Favia

19 aprile 2012 ore 16:53






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mercoledì 28 marzo 2012

Italiani esasperati si ammazzano o fuggono all’estero

L’Italia fa la fame. Il popolo compie gesti estremi

La situazione è drammatica, e già da un po’ di anni, quest’articolo è del 2010 http://archiviostorico.corriere.it/2010/ottobre/05/Perde_lavoro_call_center_Laureato_co_9_101005018.shtml .  L’ho trovato casualmente in rete questa mattina e mi ha dato lo spunto per lo sfogo che oggi riporto qui, sul mio sito.
Francesco Favia, blogger
Questo è uno dei tanti suicidi per la mancanza di lavoro, quest’epoca sta facendo una carneficina, almeno in Italia. Spesso ho parlato di simili tragici episodi su NonSoloCronache.
Un altro dato rilevante è l’aumento dell’emigrazione. Non parlo di meridionali che si trasferiscono al nord. Sto riscontrando sul web una marea di gente, di italiani,  trasferitasi dall’altra parte del mondo, dall’Oceania al Nord America. Siamo tornati all’inizio del ‘900.
Tra tutta questa gente non mi stupirei che ci fossero dei leghisti che volevano sbattere fuori gli immigrati dall’Italia. Questo è un altro discorso.
In Europa la situazione è quella che è. L’Italia, ormai da terzo mondo, è la repubblica delle banane europea. Sistema politico dittatoriale da sempre, in questa era di globalizzazione, dove i Paesi in via di sviluppo, si sono pienamente sviluppati economicamente, in Italia si fa letteralmente la fame. La corruzione dilagante è a dir poco sconcertante. La meritocrazia, un’utopia.
Ripeto le solite cose che si sentono e che si vedono in tv: famiglie, o più spesso padri separati, alle mense della Caritas, sempre più gente finisce per strada, sempre più suicidi e sempre più gente che scappa dall’Italia. Di questi ultimi, non sono solo i cervelli in fuga, ma anche molti imprenditori, esasperati dalle tasse, dalla burocrazia e dalla crisi che anche se alle volte risparmia le commesse, porta spesso a lavorare gratis, perché si sa, in Italia pagare chi ha effettuato un lavoro è un optional.
Questo recente caso è l’apoteosi del lavoro non retribuito http://www.you-ng.it/index.php?option=com_easyblog&view=entry&id=633&Itemid=89
Le banche o lo Stato, che ha creato Equitalia, ente usuraio, ehm pardon, non vorrei prendere querele, ma i loro tassi d’interesse sono sotto gli occhi di tutti, dicevo, non perdono occasione per procedere con confische varie o pressare psicologicamente un essere umano disperato, pronto ad impiccarsi, per non sopportare oltre.
Scappano tutti, disoccupati, precari, ma anche chi ha un lavoro più o meno stabile, perché con lo stipendio non ci arriva neanche alla metà del mese. Fuggono in tanti, indistintamente, da soli, in coppia o spesso con la famiglia, soprattutto per dare ai propri figli un futuro. In Italia non c’è futuro. Leggete qui, è esplicativo http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2012/03/21/news/i_nuovi_poveri-31531713/?ref=NRCT-31531713-2
Vi invito digitare su Google “trasferirsi in”, “italiani all’estero”, “italiani in fuga”. C’è davvero tanto materiale, tra testimonianze e informazioni utili per sapere tutto quello che occorre per lasciare questo nostro Paese, bello sì, ma ingrato. Vi segnalo su questo tema qualche sito, ma ce ne sono tanti altri. Visitate http://www.voglioviverecosi.com , http://nuke.mollotutto.com/ , http://www.trasferirsiaustralia.com/ , http://www.italiansinfuga.com/ .
Non proseguo oltre, ripeto, questa nostra situazione è sotto gli occhi di tutti, non dico nulla di nuovo. E’ ovvio poi che chi non risenta di tutto questo è chi dovrebbe cercare di risolverla, chi governa il nostro Paese. Hanno la pancia piena, sono ciechi di fronte a tanta disperazione, oppure, oltre ad essere ciechi, sono indegnamente egoisti, poiché impegnati a far manovre che favoriscano i potenti industriali. A pensar male degli altri si fa peccato, ma spesso ci si indovina, nota citazione di uno di loro, un potente come questi qui che ci stanno mandando al patibolo.

Francesco Favia


28 marzo 2012 ore 13:00

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