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giovedì 1 novembre 2012

I giorni di un disoccupato


idea, testo, grafica di Francesco Favia 

© riproduzione riservata

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giovedì 26 aprile 2012

Cosa fareste per contrastare la crisi economica?

L’Italia fuori dall’Euro e dall’Europa potrebbe essere una soluzione? Sei il Popolo fosse al Governo, cosa farebbe? Dite la vostra, proponete le vostre idee nello spazio riservato ai commenti.

Con la moneta unica si è seriamente compromessa l'economia europea e sopratutto dei Paesi del Mediterraneo. E' mancata la regolamentazione. Non si può creare una moneta unica per sistemi organizzativi ed economici profondamente diversi.
In Italia, il governo Monti è stato il colpo di grazia. Con tasse aumentate, molte create ad hoc e aumenti di carburante, elettricità, gas, le multinazionali spostano la produzione all'estero e le piccole imprese chiudono. I suicidi di piccoli imprenditori e lavoratori ne sono una chiara drammatica testimonianza.
Ho parlato svariate volte della crisi e di tutte le conseguenze che comporta. Una mancanza di stabilità economica, che spesso sfascia le famiglie e lascia la gente sola, abbandonata fino all’estremo gesto.
Negli ultimi post ho ribadito che qui non c’è futuro e l’unica soluzione sembra solo quella di emigrare all’estero, come si è spesso fatto nel secolo scorso per contrastare la mancanza di opportunità, che portava irrimediabilmente alla fame.
Ma se invece di andare via da questa assurda situazione, si potessero cambiare le cose, voi cosa fareste?
Vorreste un Paese anacronisticamente autarchico?
Desiderereste un Paese fuori dall’Europa, dalla globalizzazione economica mondiale e soprattutto dalla moneta unica europea?
Cosa ne pensate? NonSoloCronache vi pone questa domanda, dite la vostra nello spazio riservato ai commenti, qui in basso.

Francesco Favia


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sabato 21 aprile 2012

Il passaparola sul web per la grande rivolta in piazza

Da Facebook alle piazze. 12 maggio grande manifestazione contro il Governo, contro la crisi


Giro una lettera di Giovanni Crispino da Napoli
Ragazzi vi prego a tutte le pagine di Facebook di riunirci in una sola rivolta...... qui la gente non ne può più....non riesce a dare da mangiare ai propri figli.... solo noi se ci uniamo tutti in un solo grande evento possiamo fare qualcosa..... lo dovete fare per il vostro futuro, per i vostri genitori, per i vostri figli...... siamo tutti giovani lo so.... ma non potete rimanere indifferenti a tutti questi padri che si stanno suicidando giorno per giorno....... la nostra rivolta è il 12 maggio a Roma, piazza San Giovanni, ore 14, con gli indignados ....... tutti uniti c'è la possiamo fare....... grazie.
Vamonos a revolutionar..!!


Fonte: Facebook



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venerdì 13 aprile 2012

Popolo e democrazia

Francesco Favia, blogger


…se il popolo è antidemocratico, non c'è da stupirsi che lo sia la gente che usufruisce delle auto blu.

Francesco Favia


14 aprile 2008



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lunedì 26 marzo 2012

Vicissitudini beffarde di una nazione alla deriva

E mentre si varano riforme, il popolo fa la fame. Le drammatiche testimonianze dei laureati sul web



Navigando sulla rete, mi sono imbattuto su affaritaliani.it in questa serie di testimonianze, inviate alla redazione, dopo un articolo pubblicato qualche giorno addietro. L’articolo parlava di una 29enne scartata in quanto laureata.
Storie simili accadono non di rado e anch’io ne ho incontrati, soprattutto nei call center, di ultratrentenni che erano arrivati ad eliminare dal curriculum le lauree e i master conseguiti, poiché come un boomerang, venivano usati come  pretesto per scartare il candidato ai colloqui di lavoro.
“Troppo qualificato, non corrisponde al profilo da Noi ricercato” oppure “Lei aspirerà ad un posto migliore, insisti a cercare”. Ricordo la disperazione, la rassegnazione, lo stupore sdegnato negli occhi delle gente che mi raccontava questi spiacevoli aneddoti lavorativi.
Queste storie, tantissime, le ho rilette sbalordito, ma non tanto, sul web. Potrete trovarle ciccando su questo link http://affaritaliani.libero.it/cronache/laurea-colloquio230312.html?refresh_ce
Vi riporto testualmente quelle che mi hanno colpito di più, ma vi invito a leggere anche le altre, all’indirizzo sopra riportato.


 "A sei tu, mi dispiace tanto ma mi ha chiamato una scuola e mi mandano una tirocinante, sai io lei non la pago...veramente mi dispiace tanto sara per una prossima volta. Ciao" click del telefono... credo non serva aggiungere altro. Da quel giorno ho riposto il mio curriculum con laurea e titoli nel cassetto, ed oggi dopo tante ricerche lavoro in un call center e vi posso assicurare che è un lavoro difficilissimo e veramente duro anche se viene considerato lavoro di serie B. Se vi può interessare concludo dicendo che mio marito non ha più trovato lavoro come geologo, da gennaio si e buttato nel mondo dei venditori agenti e commerciali, anche perché queste erano le uniche posizioni dove almeno gli hanno permesso di fare il colloquio, visto che oltre ad essere laureato ha anche 36 anni....!!!! Incrociate le dita per me visto che oltre a dover mangiare abbiamo un affitto di 600euro da pagare!!! Avrei tante altre storie da raccontarvi, vicende che quando si ascolta si rimane sempre un po' increduli, ma preferisco fermarmi qui... Saluti!

M.Cristina


Leggete quest'altra testimonianza, è davvero agghiacciante: Ho contattato tre cooperative sociali della provincia di Venezia per trovare lavoro in qualche impresa di pulizie. Come ripeto le ho tentate tutte, senza disdegnare i lavori che solitamente sono considerati più umili o che sono estremamente distanti da quello che ho studiato. Ben ben tre volte mi è stato ripetuto che non potevano darmi un lavoro perché ho studiato troppo e fregherei il posto a gente che ha studiato meno e che quindi ha più bisogno di me. A causa della crisi, con il lavoro del mio compagno arriviamo a 500 Euro netti al mese; è ovvio che dobbiamo farci aiutare dai genitori per coprire le spese. In una di queste tre occasioni mi è stato detto inoltre che hanno la priorità i disabili e gli ex galeotti (testuali parole!) che devono essere reinseriti nella società. Mi è quindi venuto in mente di modificare il mio cv e scrivere che ho passato un paio di anni in carcere. Chissà, forse così sarò degna di un lavoro! Vi ringrazio per l'attenzione, distinti saluti

Linda Armano


Son rientrata a casa mia cinque mesi fa! Ho trascorso più di un anno a Milano, sopravvivendo tra mille lavoretti anche provvisori! Zero contributi.... contratto a tempo determinato/progetto... stipendio in base alle ore di prestazione ( quindi o si lavorava con la febbre o no money!).... nessun avanzamento di carriera nonostante gli sforzi e i risultati sempre soddisfacenti... nessuna svolta per una ragazza terrona DI SANI PRINCIPI.... !!! Questa è l'Italia! Maledire il SUD, suona come una bestemmia, (anche peggio) considerando che il problema è a monte e riguarda gravemente tutto lo Stivale!

Quando decisi di andare all'università 1988 avevo vinto un concorso per andare a lavorare all'ENEL come Perito con contratto a tempo indeterminato, un sogno di questi tempi, decisi di rinunciare a quell'impiego per andare all'università perchè ero bravo negli studi, da un servizio al telegiornale, credo che si trattasse del TG1 facevano vedere delle statistiche che dicevano che mediamente un laureato guadagnava mediamente il 50% in più un diplomato, così mi ero fatto due conti, ho detto,se sono bravo negli studi è c'è questo vantaggio economico, vale la pena di andare all'università,bene andò a finire che ho sempre avuto delle paghe medio basse, molto meno di quello che avrei preso all'ENEL e senza contare gli anni spesi all'università. Con il tempo ho riflettuto su questa questione e ho capito dove stava l'errore di quella statistica del telegiornale, era una media sui grandi numeri, ma non teneva conto dell'effetto "Figlio di papà",io ero figlio di un pinco pallino, è chiare che i figli d'arte vanno all'università e accedono alle posizioni lavorative migliore, ma per i figli del popolo non c'è spazio, è molto meglio non andare all'università ed imparare un buon mestiere. Bernardo Ing. Panizzo

Francesco Favia

26 marzo 2012, ore 18:00

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Tutto sul lavoro e sulla crisi economica, leggi

lunedì 19 ottobre 2009

Cos'è la politica?

Parabola tratta dal web sul vero significato della politica

Un bambino domanda al padre:"Papà che cos'è la politica?"
Il padre risponde facendogli un esempio:
* Io porto a casa i soldi, quindi sono il CAPITALISMO
* Tua madre gestisce il denaro, per cui è il GOVERNO
* Il nonno controlla che tutto sia regolare, quindi è il SINDACATO
* La nostra cameriera è la CLASSE OPERAIA
* Noi tutti ci preoccupiamo solo che tu stia bene. Perciò tu sei il POPOLO
* E il tuo fratellino che porta ancora il pannolino, è il FUTURO.

Hai capito figlio mio?

Il bambino ci pensa su e dice a suo padre che vuole dormirci sopra per capire bene.
Nella notte però il bambino viene svegliato dal fratellino piccolo che piange perchè ha sporcato il pannolino.
Visto che non sa cosa fare, va nella camera dei suoi genitori.
Lì c'è solo sua madre che dorme profondamente e lui non riesce a svegliarla.
Così va nella camera della cameriera, dove trova il padre che se la spassa con lei, mentre il nonno sbircia dalla finestra!!
Tutti sono così occupati che non si accorgono della presenza del bambino.
A questo punto decide di tornare a dormire.

Il mattino dopo il padre chiede se ora sa spiegargli in poche parole che cos'è la politica.
"Sì" risponde il figlio:
"Il CAPITALISMO approfitta della CLASSE OPERAIA, il SINDACATO sta a guardare, nel frattempo il GOVERNO dorme, il POPOLO viene completamente ignorato e il FUTURO è nella merda.
Dal web

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