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venerdì 27 luglio 2012

Esclusivo!!! Un Vito Diomede al veleno si confessa su NonSoloCronache!!!

In esclusiva su NonSoloCronache, intervista allo showman Vito Diomede, autore e ideatore del format STELLA DEL SUD. Artista solare che non si è risparmiato in qualche frecciatina verso enti e tv private. Parla inoltre della splendida talentuosa Marina Maniglio.

Vito Diomede, showman
26 luglio 2012, piena estate. L’ora è tarda  Gli artisti non dormono mai. Anzi,  proprio quando il giorno riposa e s’illumina la notte, la creatività inizia a scombussolare l’anima solitaria della gente di spettacolo.  Ci troviamo a Mola di Bari, solamente per NonSoloCronache, sono state aperte le porte dello studio di Vito Diomede, showman, autore e ideatore del fortunato format “STELLA DEL SUD”, storico programma girato per le piazze della festosa Puglia, in onda da ben dodici anni, prima su Telenorba e attualmente su Teleregione.
Vito Diomede è stato molto cortese e disponibile, considerando anche che è in pieno tour con Stella del Sud, immerso tra gli impegni e lo stress dell’organizzazione.
Da lodare, infatti, non solo le doti artistiche di chi balla, canta e intrattiene il pubblico con un talento fresco e spontaneo che lo contraddistingue, ma anche la sua costanza, la determinazione e la sua professionalità. Qualità che gli permettono di  preparare tali eventi, impresa tutt’altro che semplice, e coordinare i vari staff di lavoratori che ruotano intorno ad un programma televisivo , affrontando con prontezza tutte le problematiche e gli imprevisti che possono insorgere.
Budget limitato, tempi ridotti, Vito Diomede è imperterrito, presente da dodici anni, orgoglioso difende la sua idea nata oltre un decennio fa’, quasi per caso, sui lidi delle dorate spiagge pugliesi.

Vito Diomede e il corpo di ballo di Stella del Sud. Tiziana Loconsole sulla sinistra. A destra, Marina Maniglio. Foto tratta dalla prima tappa di "Stella del Sud in tour 2012", Bisceglie, anfiteatro Mediterraneo.

Sempre dalla prima tappa di "Stella del Sud in tour 2012", Bisceglie, anfiteatro Mediterraneo,
l'eleganza di Marina Maniglio


L’ora è tarda, gli impegni tanti, il suo cellulare suona di continuo 24 ore su 24, ma Vito Diomede, persona molto riservata,  si confessa e si leva qualche sassolino dalla scarpa in esclusiva per NonSoloCronache.
Trapela anche l’orgoglio e la soddisfazione di aver scoperto e lanciato Marina Maniglio, quest’anno co-conduttrice di Stella del Sud. Qualche ora prima dell’intervista, Vito Diomede ha appreso che la bella e brava Marina Maniglio sarà la protagonista del musical “La febbre del sabato sera” in scena dal prossimo 18 ottobre al Teatro Nazionale di Milano.
Ironico, scherza e sa stare alle mie battute, un Vito Diomede un po’ al veleno, parla in via del tutto eccezionale alle telecamere di NonSoloCronache. Ne ha per tutti, critiche positive e negative. Dagli operatori delle tv locali, ai personaggi noti come Fiorello, Bonolis, Baudo. Non mancano considerazioni sul palinsesto autunnale di Mediaset e persino sulla campagna acquisti del  Milan. Un Vito Diomede  da non perdere!
Buona visione, enjoy it !

Francesco Favia

venerdi 27 luglio 2012 





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domenica 22 febbraio 2009

Mediaset colonizza Sanremo

La 59° edizione del Festival è vinta da Marco Carta. In finale anche l’inquietante presenza della De Filippi.

Il 59° Festival di Sanremo, bisogna ammetterlo, è stato un trionfo di ascolti. Merito di Bonolis e della sua conduzione fresca, scherzosa, frizzante, mai sottotono. Ho guardato per intero solo la finale, poiché ero a casa di amici. Ed è stato anche piacevole assistere allo spettacolo e commentare quel che accadeva in diretta.
Un Sanremo poco sanremese. Uno storico show televisivo, che si è adeguato ai canoni televisivi odierni. Televoto, polemiche, demagogia. Non sono mancati i titoli sui giornali che hanno definito questo Sanremo, un’edizione targata Raiset o Mediarai.
Al bando i fiori e la tradizione si è assistito ad uno spettacolo più elastico, i quali stando ai sondaggi, anche i giovanissimi hanno seguito e apprezzato.
Parlando della gara, la vittoria di Marco Carta, non può che suscitare polemiche. Canzone orecchiabile, lui un tipetto simpatico, ma resta comunque un ragazzo della Maria De Filippi. E caso strano, c’era anche lei nella serata finale. Presenza insignificante, si è fatta notare solo per la leccata di mucca che aveva in testa, il trucco pesante e abiti ridicoli, indossati non proprio con nonchalance.
A mio avviso, ascoltando un po’ le canzoni del Festival, guardando le esibizioni sul web non ho notato nessuna canzone che si contraddistinguesse dalle altre. Il livello qualitativo musicale non credo che si possa reputare basso. Probabilmente c’è stato di peggio in passato. Non ho ascoltato però niente di eccezionale. Sono stati affrontati nelle canzoni molti temi sociali, elevando la demagogia spiccia e elargendo retorica a profusione.

In finale sono arrivati, alla fin fine, le tre migliori. O forse no. Troviamo un troppo sottovalutato Sal Da Vinci, che ha una lunga carriera alle spalle, che non si può proprio definire gavetta. Cinema, teatro, musica hanno pervaso il suo cammino artistico, in cui ci sono stati dei momenti di difficoltà, che gli hanno fatto pensare a mollare tutto. Alla fine è arrivato a Sanremo, dove il pubblico l’ha ripescato e portato in finale. Dopo tanti anni ha calcato un palco importante e sono comprensibili le lacrime di commozione che gli sono scappate ieri sera, quando arrivato tra i primi tre, ha ricantato la canzone. L’impronta di Gigi D’Alessio nella sua canzone, purtroppo, si sente. Dico purtroppo, non perché le canzoni di D’Alessio non le gradisco, ma perché Sal Da Vinci non è l’imitazione del più noto artista partenopeo, ma è Sal Da Vinci. Non amo il genere e non credo che sia un delitto, ognuno è libero di avere i propri gusti, ma chi ha sempre seguito Sal Da Vinci, sa che egli ha una sua personalità e delle gran doti canore.
Hanno poi ragione quelli che hanno etichettato Povia come un furbo. La sua furbizia però lo ha ripagato, dando uno schiaffo a tutte le polemiche che si è voluto tirare addosso per farsi pubblicità.
Acclamato dalla platea dell’Ariston, si è visto in finale, un Giuseppe Povia piuttosto esaltato.
Alla fine, però è stata molto meglio la sua provocazione, contornata da una musica accattivante e orecchiabile, che altre canzoni buoniste presentate alla kermesse.
Lascia tuttavia perplessi la vittoria di Marco Carta. Proprio quest’anno che ha presenziato Maria De Filippi, ha partecipato un ragazzo lanciato da lei e per di più ha vinto il festival. Molti non sanno chi sia questo ventiquattrenne sardo. C’è chi ha anche criticato la sua presenza tra i big.
Resta però che il signor Carta ha una gran schiera di giovanissimi seguaci che comprando il suo disco, hanno permesso all’ex concorrente di “Amici” di affermarsi nell’olimpo della musica italiana.
I più maliziosi, ma anche i meno, non possono pensare che ci sia stata la volontà di Mediaset nel far trionfare il vincitore di “Amci”.
Dopo tante meteore lanciate dalla trasmissione condotta dalla De Filippi, c’era bisogno di una forte riscossa, che permettesse di ridare credibilità al programma scopritore di talenti. Soprattutto dopo il boom di Giusy Ferreri, nata artisticamente da un programma Rai. Il dar risalto ai talenti è solo un pretesto, l’anima del programma firmato Maria De Filippi e targato Mediaset, come molti sanno, sono solo le infuocate polemiche, al pari degli altri show della compagna di Maurizio Costanzo. Adesso che un ragazzo di “Amici” ha vinto Sanremo, sempre più giovinetti di belle speranze, prenderanno d’assalto Cinecittà per i vari provini. E, ahinoi, adesso sentiremo parlare di codesto programma ancora per molti anni.
Da sempre si pensa che Sanremo non sia proprio regolare. Clamorosa fu l’edizione alla quale presero parte Elio e le Storie Tese, i quali dominarono il festival, per poi non trovarsi primi proprio la sera finale.
Quest’anno niente classifiche, televoto da casa ed eliminazione diretta. La storia del televoto non ha mai convinto nessuno e Striscia la notizia, di recente, non ha fatto che dimostrare esplicitamente l’inganno di tale presunto metodo che decreterebbe la vittoria. D’altronde siamo in Italia, dove non sono regolari i concorsi pubblici, figuriamo una trasmissione dove girano tanti interessi economici.
Ci sono sempre stati gli interessi delle case discografiche a prevalere a Sanremo. Oggi grazie al web, che non solo ha portato la crisi del mercato discografico, ma porta al successo perfetti sconosciuti o comunque artisti indipendenti, il potere delle major è caduto. Entra in gioco il potere televisivo. Ecco che Mediaset ha colonizzato il festival di Sanremo, infilzando nel terreno della Rai, la bandiera del loro prodotto di punta, “Amici”.

Francesco Favia


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mercoledì 18 febbraio 2009

59° Festival di Sanremo. Serata d’apertura tra eleganza e cultura.

Mina ci porta per mano verso il festival. Bonolis lo conduce. Benigni lo esalta.

Avete visto Sanremo? O avete fatto come me e altri milioni di italiani che si sono sorbiti quel supplizio solo un po', giusto l'inizio, per poi cambiare canale?
Partenza di gran classe con la sigla cantata da Mina che intona “Nessun dorma”. Seppur sembra difficile che molti italiani possano resistere ad un Sanremo senza addormentarsi davanti a tale costosissimo show. Il 59° festival della canzone italiana apre i battenti con gran stile e Bonolis si mette a citare anche Cesare Pavese “a che serve passare dei giorni se non si ricordano?” Di certo di Sanremo non si ricorda mai nessuno. A proposito, chi vinse l’anno scorso?
Tornando alla sigla di apertura, mi è parso che la voce di Mina fosse ben lontana da quella di un tempo. Comunque sia è stata creata l'atmosfera ricercata da Bonolis e il suo staff, ossia una sobria eleganza culturale.
E la perla della prima sera del festival, è stata proprio colui che sta esportando la nobile cultura italiana in giro per il mondo. L’immenso Roberto Benigni.
Benigni non si tocca. Genio puro, è quel che resta di veramente artistico in un' Italia dominata da reality e film su adolescenti straviziati e i loro amori. Grandioso fu il suo regalo di Natale con la sua interpretazione di "Pierino e il lupo", della quale performance, ne parlai su NonSoloCronache. Restano comunque troppo pochi i momenti di buona televisione e se Sanremo fosse uno di quelli, tuttavia non ha la capacità di entusiasmare come uno show di Benigni ,o per assurdo, di un brillante Fiorello.
Sono l’una del mattino, dunque prima di sentenziare, sarà meglio attendere i verdetti dell’auditel e sapremo quanto saranno veritiere le parole di Del Noce, che ha dichiarato che se gli ascolti non premiassero il festival, esso correrebbe forti rischi di sparire dalla televisione.

Francesco Favia


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