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venerdì 5 dicembre 2014

LAVORARE in PORTOGALLO. La storia di Cisco.

Lambrenetto presenta : Storie di Emigranti Italiani. 

Ringrazio Lambre di esser venuto a Lisbona. È stata la mia voce. Da tempo rassicuravo i miei cari che a Lisbona sto bene, che in Portogallo si vive bene. Lambrenedetto ora ha documentato tutto ciò. Sono stati pubblicati vari video sul canale Youtube di Lambrenedetto XVI riguardanti la città di Lisbona e sugli italiani che hanno trovato lavoro in questa splendida terra. Iscrivetevi al suo canale. 

 ~ Cisco ~

lunedì 17 settembre 2012

Trasferirsi dall’altra parte del mondo

Australia, terra lontanissima, terra di emigranti.


L’Italia sta conoscendo una nuova emigrazione di massa. Piccole ditte, multinazionali, privati cittadini stanno fuggendo da un Paese economicamente e moralmente alla deriva.
Della serie “si salvi chi può” si abbandona la nave che affonda e si cerca una via di salvezza, magari anche a migliaia di chilometri di distanza.
Trasferirsi non è mai facile, soprattutto oltreoceano, ma si può. Francesco Massimiliano Maglio, caro amico di Francesco Favia, il fondatore e curatore di NonSoloCronache, ci racconta in esclusiva la sua esperienza.

Francesco Massimiliano Maglio, emigrante

Francesco Favia
Good morning. Appena svegliato?



Francesco Massimiliano Maglio
Si, sono sveglio da un’ ora e pronto a lavorare. Sto sentendo Radio Deejay, c'è il programma Dee Notte.



Grazie al web, l' Italia è più vicina, anche Radio Deejay.



Francesco Favia
Io invece, nonostante la stanchezza, non riesco a dormire. Troppi pensieri. Qui sono mezzanotte e trenta minuti.



Un’intervista che parte al contrario. E lui a porgermi la prima domanda.



Francesco Massimiliano Maglio
Come ti va in Puglia? Lascia tutto e vieni in Australia.



Francesco Favia
Tra le mie maggiori letture in rete, ci sono proprio i blog di gente che ha mollato tutto per trasferirsi in Sudamerica o in Australia. Com'è l'Australia? Raccontami un po'.



Francesco Massimiliano Maglio
L'Australia è tante cose. Ma se non provi non sai.



Francesco Favia
Ti volevo dire, sei un grande!



Francesco Massimiliano Maglio
Ahah perchè?



Francesco Favia
Stare dall'altra parte del mondo, non è da tutti.



Francesco Massimiliano Maglio
Eh lo so. L'importante è realizzarsi e esser felici. In Italia non ce la facevo. Qui ho tante cose da fare. Conta che sono già stato qui nel 2007.

Francesco Favia
Ricordo anche dei tuoi viaggi negli States.



Francesco Massimiliano Maglio
Vedo molti amici che se ne stanno andando via dall’ Italia.



Francesco Favia
Si, c'è un’emigrazione di massa.



Francesco Massimiliano Maglio
E tu?!



Francesco Favia
Io ho passato un brutto periodo, dopo due anni e mezzo in T. (multinazionale del settore call center), dove bene o male, mi sentivo sereno. Ora non è che vada meglio, ma è un periodo dove mi stanno venendo tante idee in testa. Solo che in Italia è tutto più difficile.



Francesco Massimiliano Maglio
Io spero di rimanere qui il più a lungo possibile. Se mi dovesse andare male, ho già pronto il piano B.



Francesco Favia
Ormai lo sanno tutti che siamo il Paese più tassato del mondo, mettersi in proprio è da suicidio e anche le grandi aziende fuggono all'estero, lasciando tante famiglie per strada.



Francesco Massimiliano Maglio
Stavi al call center? E ti hanno mandato così dopo due anni e mezzo?



Francesco Favia
Si, dopo tanti contrattini a progetto.



Francesco Massimiliano Maglio
Che bastardi. Mi vien da pensare a 'Tutta la vita davanti' quando sento dei call center.
Mio consiglio: fai un 'esperienza all'estero, prima che sia troppo tardi.



Francesco Favia
Va be' , dopo quel guaio, ne ho subito un altro esistenziale... Va be', è stato un 2012 difficile. Magari un giorno ci prenderemo un caffè a Sidney e ne parliamo.



Francesco Massimiliano Maglio
Come no, io ti aspetto qui . Guai esistenziali ne capitano a tutti, se ti consola. E per venire qui ci vogliono le palle quadrate.



Francesco Favia
E certo, hai ragione, ci vogliono gli attributi. Non è mica un'ora di aereo. E in Australia com'è la vita, la gente, l'economia ?



Francesco Massimiliano Maglio
Il tenore di vita è alto, i costi della vita altissimi, l'economia va bene, ti sfruttano anche qui.
Anzi qui se non sfruttano a te, italiano, arriva il cinese o l'indiano a fare il tuo lavoro.
Però c'è tanta gente che viene qui a provare a rimanerci.

Francesco Favia
Ho letto di molti imprenditori trasferiti all’estero, compreso l’Australia, disperati dalle tasse e dalla gente che non pagava i lavori.
A tal proposito, non vorrei farti far tardi a lavoro.



Francesco Massimiliano Maglio
Sto andando. La mattina sto a casa e tra un paio d'ore vado a lavoro.
Mah… guarda, qui c'è tanta gente coi soldi come in Italia. Se hai i soldi, stai bene dappertutto.
Qui almeno si può provare a fare un po’ di grana. Quel che sto facendo io, poi tutto quel che arriva è benvenuto.



Francesco Favia
Come mai hai optato per l'Australia e non la Gran Bretagna o gli Stati Uniti che già conosci bene?



Francesco Massimiliano Maglio
La Gran Bretagna è satura e gli Stati Uniti sono un contesto difficile. In più qui in Australia l'economia è buona.
Scappo. Stammi bene, se hai Skype aggiungimi.




Si tratta di coraggio, voglia di evadere, voglia di affermarsi, voglia di avventura?
Quello che traspare dalle parole dell’amico Francesco Massimiliano è la voglia di vivere una vita normale, una vita dignitosa, ciò che in Italia è ormai solo un’utopia.
Per maggiori dettagli sul trasferirsi all’estero sapete benissimo che basta fare una semplice ricerca su Google per trovare una marea di informazioni, dunque non aggiungo altro.
L’emigrazione storicamente per l’Italia non è una novità. In Australia dopo gli anglosassoni, gli italiani sono la comunità più numerosa.
In era di globalizzazione trasferirsi all'estero sembra un’ovvietà, basti guardare anche come si sia moltiplicata l’immigrazione in Italia, rispetto a soli quindici, venti anni fa’.
Molti di noi sono frenati dal saltare su un aereo e guardare al di là dell’orizzonte. Mollare tutto, affetti, cari, non è facile. Impossibile trasferirsi per chi non ha niente, nemmeno i soldi per il tram.



Francesco Favia




Per gli amici che in Italia pagano la benzina 2€ al litro: PREZZI AUSTRALIANI.








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lunedì 20 agosto 2012

L'importanza della fiducia in se stessi



[Sulla vittoria degli US Open 1999] Quando sei così giovane giochi contro avversarie che partono favorite e tu non hai niente da perdere. Nonostante questo, in quell'anno avevo molta fiducia di poter vincere. La fiducia è un fattore che non mi ha mai abbandonato durante la mia carriera.

- Serena Williams -


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venerdì 27 luglio 2012

Esclusivo!!! Un Vito Diomede al veleno si confessa su NonSoloCronache!!!

In esclusiva su NonSoloCronache, intervista allo showman Vito Diomede, autore e ideatore del format STELLA DEL SUD. Artista solare che non si è risparmiato in qualche frecciatina verso enti e tv private. Parla inoltre della splendida talentuosa Marina Maniglio.

Vito Diomede, showman
26 luglio 2012, piena estate. L’ora è tarda  Gli artisti non dormono mai. Anzi,  proprio quando il giorno riposa e s’illumina la notte, la creatività inizia a scombussolare l’anima solitaria della gente di spettacolo.  Ci troviamo a Mola di Bari, solamente per NonSoloCronache, sono state aperte le porte dello studio di Vito Diomede, showman, autore e ideatore del fortunato format “STELLA DEL SUD”, storico programma girato per le piazze della festosa Puglia, in onda da ben dodici anni, prima su Telenorba e attualmente su Teleregione.
Vito Diomede è stato molto cortese e disponibile, considerando anche che è in pieno tour con Stella del Sud, immerso tra gli impegni e lo stress dell’organizzazione.
Da lodare, infatti, non solo le doti artistiche di chi balla, canta e intrattiene il pubblico con un talento fresco e spontaneo che lo contraddistingue, ma anche la sua costanza, la determinazione e la sua professionalità. Qualità che gli permettono di  preparare tali eventi, impresa tutt’altro che semplice, e coordinare i vari staff di lavoratori che ruotano intorno ad un programma televisivo , affrontando con prontezza tutte le problematiche e gli imprevisti che possono insorgere.
Budget limitato, tempi ridotti, Vito Diomede è imperterrito, presente da dodici anni, orgoglioso difende la sua idea nata oltre un decennio fa’, quasi per caso, sui lidi delle dorate spiagge pugliesi.

Vito Diomede e il corpo di ballo di Stella del Sud. Tiziana Loconsole sulla sinistra. A destra, Marina Maniglio. Foto tratta dalla prima tappa di "Stella del Sud in tour 2012", Bisceglie, anfiteatro Mediterraneo.

Sempre dalla prima tappa di "Stella del Sud in tour 2012", Bisceglie, anfiteatro Mediterraneo,
l'eleganza di Marina Maniglio


L’ora è tarda, gli impegni tanti, il suo cellulare suona di continuo 24 ore su 24, ma Vito Diomede, persona molto riservata,  si confessa e si leva qualche sassolino dalla scarpa in esclusiva per NonSoloCronache.
Trapela anche l’orgoglio e la soddisfazione di aver scoperto e lanciato Marina Maniglio, quest’anno co-conduttrice di Stella del Sud. Qualche ora prima dell’intervista, Vito Diomede ha appreso che la bella e brava Marina Maniglio sarà la protagonista del musical “La febbre del sabato sera” in scena dal prossimo 18 ottobre al Teatro Nazionale di Milano.
Ironico, scherza e sa stare alle mie battute, un Vito Diomede un po’ al veleno, parla in via del tutto eccezionale alle telecamere di NonSoloCronache. Ne ha per tutti, critiche positive e negative. Dagli operatori delle tv locali, ai personaggi noti come Fiorello, Bonolis, Baudo. Non mancano considerazioni sul palinsesto autunnale di Mediaset e persino sulla campagna acquisti del  Milan. Un Vito Diomede  da non perdere!
Buona visione, enjoy it !

Francesco Favia

venerdi 27 luglio 2012 





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venerdì 4 maggio 2012

Adottare un cane, una scelta importante

NonSoloCronache incontra Pallino e la sua padroncina


Periferia barese, è il 1° maggio scorso quando NonSoloCronache incontra Imma e il suo simpatico Pallino.
Pallino è un meticcio accolto da Imma e la sua famiglia quand’era ancora un cucciolo. E’ stato cresciuto tra tante coccole e mille attenzioni.
In un video molto improvvisato, nato quasi per scherzo, Imma ci rammenta che il cane non è un giocattolo, ma in quanto essere vivente, ci si deve prendere cura  per tutta la sua esistenza. Ergo, dimenticatevi di prendere un cane per sfizio o per soddisfare un capriccio momentaneo.
Un mio personale consiglio, è quello di occuparsi per qualche giorno del cane di un amico o di un parente, così da chiarire meglio le idee su ciò che comporta tale responsabilità.
Un cane va portato fuori, gli si deve preparare da mangiare e lo si deve portare dal veterinario. Tutto questo ha un costo, non solo economico, ma anche in termine di tempo, che oggigiorno è difficile da trovare nell’arco di una giornata.
Sono sacrifici vero, ma che verranno ripagati da una peculiare gioia, che solo un’anima pelosa può darvi.  Con un cane non vi sentirete mai soli, anzi facilita anche la socializzazione. Inoltre, è capace di intenerire chiunque, anche la gente più inasprita dalla vita, basta osservare come vi guarda per sciogliersi in pochi istanti.
In conclusione, prendete un cane dal canile, non spendete soldi, e come vi ricorda la padroncina di Pallino, dategli amore, perché è incommensurabile l’affetto incondizionato e la riconoscenza che può darvi il migliore amico dell'uomo.

Francesco Favia

4 maggio 2012 ore 10:22

© riproduzione riservata

Imma, la camerachild Miry e la superstar Pallino

La preziosissima baby-operatrice Miry, senza il suo aiuto, non avremmo potuto realizzare (consentitemi il termine) l'intervista


Francesco Favia, Miry e Pallino

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venerdì 6 marzo 2009

Direttamente da Japigia, Geryl Mc, talento puro

Astro nascente dell’hip hop nostrano, acclamato sul web, ne sentiremo certamente parlare.

Gerardo Spagone, in arte Geryl Mc, a soli diciotto anni, strabocca di pensieri ed idee e le trasmette al resto del mondo a suon di mirabolanti rime. Voce radiofonica, talento da vendere, il prode Gerardo da Japigia, riceve consensi a destra e a manca dai navigatori del web.
Oltre ai strepitosi testi che ben farciscono ironici ed orecchiabili beat, il successo “internettiano” di Geryl è dovuto al videoclip girato tra le strade di uno dei quartieri periferici del capoluogo pugliese. Nel grigio cemento di Japigia, quartiere in questione, s’impone la pestifera faccia del rapper barese che ci guida alla scoperta di quel mondo suburbano, solitamente dimenticato dal resto della città. Merito va anche a chi ha realizzato e montato il video, ossia Giulio Spagone, fratello maggiore di Geryl. Professione grafico, Giulio è riuscito con mezzi limitati, a metter su un simpatico video, capace non solo di attirare l’attenzione di centinaia e centinaia di internauti, ma anche di metter bene in evidenza il messaggio della canzone.“Il gioco del silenzio” è il disco di Geryl Mc. Sei tracce autoprodotte, compongono questo cd che diverrà presto un pezzo da collezione. Per poterlo acquistare si deve contattare direttamente i fratelli Spagone. I link dei loro My Space sono i seguenti: http://www.myspace.com/gerylmc e http://it.youtube.com/giuspa84
Il disco parte sgommando con la coinvolgente musica di Space Jam, sulla quale Geryl ricama la presentazione di sé stesso, prosegue poi con l’acclamatissima “Non si scappa”. Segue poi la canzone che dà il titolo all’album, vale a dire “Il gioco del silenzio”, dalla musica torbida, spezzata sapientemente dalla squillante voce della vocalist Roby. La quarta traccia è probabilmente quella di maggior rilievo. “Testa o Croce”, presente sul suo My Space; in questo pezzo Geryl sfoggia tutto il suo talento di paroliere, o per meglio dire, giocoliere: gioca con le parole, conia rime spericolate, dando un gran spettacolo da ascoltare a palla con uno impianto stereo da minimo 100 watt.
La metropolitana “Crepe nell’asfalto” mostra un Geryl maturo, segnato da vicissitudini personali: “esperienze che hai dentro lasciano il segno, ricordi profondi come crepe nell’asfalto” fa il ritornello. E forse le delusioni che si hanno a diciotto anni sono le più dolorose proprio perché sono le prime. Tradimenti da parte di amici e non solo. Quando si cresce si impara a non dare più peso alle persone. Difficilmente si odia, ma allo stesso tempo è difficile amare intensamente. Frase degna di nota di questo splendido pezzo è “il tempo scorre come un nastro, ma non si riavvolge…” Splendida metafora, a mio parere.
Chiude questo superlativo mini-album un remix dell’inno dei ragazzi di periferia, probabilmente tratta da una prima demo.A questo punto non ci resta che conoscere meglio il padre di questo eccellente lavoro. Molto gentilmente Geryl si è confessato per NonSoloCronache.
Ciao Geryl. Come stai vivendo questo consenso che stai ricevendo dagli utenti web?
Il mio obiettivo è essenzialmente COMUNICARE con ogni mezzo, mettendo a nudo alcune situazioni di cui posso parlare e soprattutto la cosa che mi entusiasma di più è ricevere l'ASCOLTO della gente: essermi trovato all'improvviso nel web, mettendomi alla prova, verificando il giudizio degli altri , ha cominciato a farmi capire che alcuni modi per comunicare sono più riusciti di altri e attraverso quello che so fare, mi piacerebbe scoprirne sempre di nuovi.
Concordi con me che internet sia l’invenzione del secolo, unico mezzo per poter comunicare senza compromessi, una manna per la democrazia e l’espressione individuale?
Certamente..... internet è un'invenzione fantastica, rende disponibile l'uso della comunicazione a tutti... cosa che, naturalmente, bisogna SAPER USARE; io sono convinto del fatto che in questi ultimi tempi la comunicazione abbia fatto passi da gigante e sia sempre più alla portata di tutti. Secondo me, è l'arma per cambiare il mondo.
Precursori forse lo furono le radio libere. Oggi, malgrado tanti aspetti negativi di vita quotidiana, le generazioni odierne sono fortunate. Possono esprimere le proprie opinioni, i loro pensieri in totale libertà e condividere le loro idee con tantissima gente sparsa per il mondo.
E la fortuna è anche leggere le opinioni, i commenti, le recensioni di gente comune. A volte c’è chi per mancanza di buon senso e ignoranza, ti scrive un commento negativo, non propriamente critico. Come vengono accolte da te queste provocazioni?
Sto imparando a distinguere le critiche costruttive da quelle distruttive: quelle costruttive servono a crescere sostanzialmente, perché fanno capire cosa realmente "non va" in quello che fai e il modo di migliorarlo; quelle distruttive sono fatte da gente che non vuole il tuo BENE, ma vuole solo scoraggiarti, oppure semplicemente persone che hanno altre visioni della realtà e non comprendono il fondo di quello che si vuole trasmettere.Faccio un esempio per parte:una critica costruttiva che ho ricevuto è stata "il video mi piace,ma aggiusta le movenze che sembri una rana";una distruttiva che ho letto è stata "cosa volevi fare il Jovanotti dei poveri, sembri uno dei tanti che si è messo a rappare dopo 8 mile."
Gli dico di non ascoltarli e gli confesso che mi sarebbe piaciuto saper rappare. Mi dice sorridendo che mi darà qualche dritta un giorno…
Può anche esser vero che dopo la diffusione del fenomeno di Eminem molti ragazzi abbiano voluto rappare, ma non tutti ne sono capaci e non tutti hanno il tuo talento…
GRAZIE. Purtroppo è successo che in questo periodo il rap, che a mio avviso è un mezzo di comunicazione molto riuscito, sia finito in mano a molta gente, soprattutto a Bari con l’uscita di “8 mile” e l'apertura di Union Square in centro, che l'ha usato per divagare senza neanche pensare a cosa dire, ma questa gente lo deve fare perché è la moda; quindi chi esce in questo periodo con album o video, deve passare dal giudizio di molti che si vedono questa sfilza di "pseudo-eminem" e devono distinguere chi ha iniziato per moda da chi lo ha fatto perché aveva veramente qualcosa da dire.
“Non si scappa” pubblicato su Youtube è il videoclip di una tua canzone dedicata alle periferie, prendendo come punto di riferimento il quartiere nel quale vivi. Com’è abitare in periferia? Qual è il tuo rapporto con il quartiere?
Sono convinto che la periferia è diversa da qualunque altro luogo di una città. E’ affascinante e al contempo grezza. E’ inevitabilmente la parte più trascurata della città, è quella dove c'e' un giro di cui ti accorgi solo quando viene scoperto. Tutta la canzone "Non si scappa" comunica che la periferia è il luogo da cui devi andartene forzatamente per fare carriera o successo… ed io nel ritornello sottolineo che c'e' gente che prende la decisione di andarsene o di restare, ma chi ci è nato non "scappa" dal luogo che l'ha formato nel BENE e nel male.
Altro pezzo da poter apprezzare sul web e precisamente sul tuo My Space è “Testa o croce”.
Riporto testualmente: “Deciditi alla svelta, il mondo non ti aspetta prima che tu rifletta, perennemente in bilico, a volte il mondo è cinico…” Classe ’89. Sei giovanissimo, una vita davanti. Hai paura del futuro? Cosa ti aspetti?
Allora....... Il pezzo "Testa o croce" tenta di mettere in rima un po’ di ambiguità della quale ci circondano e da cui noi giovani dobbiamo tenerci distanti. Più precisamente parla del destino, con l'allegoria del "testa o croce" poiché, indecisi sul nostro destino, ci affidiamo a mezzi come la moneta per venirne fuori, per far scegliere a qualcun altro al posto nostro. Tornando alla tua domanda, ho la paura di avere rimpianti dal futuro, per non aver provato esperienze che mi lasciassero qualcosa.
Spero che tu abbia tante soddisfazioni. Sono certo che ne avrai più della tua squadra del cuore alla quale hai dedicato delle rime. Hai cercato di coprire con una base spassosa, l’amarezza che un tifoso biancorosso non può che avere oggigiorno. Le parole della canzone, oltre ad essere un’iniziativa legata al progetto creato dal sito www.compriamola.it, vogliono essere un’autoironia, una provocazione o una seria, per quanto chimerica, proposta di metter su una cooperativa calcistica di stampo professionisitico?
Il pezzo "compriamola" è stata una mia iniziativa, in seguito accettata dal sito. Non mi aspettavo che la mettessero nella pagina iniziale. La cosa è nata dal rimorso che sento come tifoso innanzitutto, e dalla voglia di musicare tutto quello che ho attorno. Mi sono fatto una base musicata per prenderla ironicamente e faccio i salti di gioia pensando al fatto che sia stata ascoltata da centinaia di persone e qualcuno l'abbia sul cellulare e poi mi è piaciuto approcciare col mondo degli sconfortati ultras baresi.
Cosa ne pensi di chi ha sfondato nell’hip hop come Fabri Fibra? Credi che durerà o sarà solo un altro fenomeno che tenderà ad eclissarsi come se ne sono visti tanti negli anni ’90 come per esempio Piotta, Articolo 31, Sottotono.
Fabri Fibra, come Piotta, gli Articolo e i Sottotono fanno un genere diverso da quello che spingevano agli inizi. Ora è molto più commerciale perché va di moda e soprattutto perché a loro porta più soldi, l'hanno detto loro stessi!! Comunque Fabri Fibra è sempre stato un grande provocatore e forse ha trovato il modo per far arrivare il suo messaggio alla grande massa.
Curatore dell’ormai noto video girato nel quartiere periferico di Japigia, dove stradoni e grigi caseggiati fanno da sfondo e cornice, è tuo fratello. Si occupa anche della tua immagine e dei contatti. Devi avere un ottimo rapporto con lui. Spesso tra fratelli si bisticcia, ma forse la vostra comune passione per l’hip hop vi ha uniti ben oltre il legame di sangue, vero?
Già… Non abbiamo scoperto da molto tempo di avere questa passione in comune, e ne sono rimasto abbastanza sorpreso! Lo considero il mio "curatore d'immagine e manager" e che sia della mia famiglia aiuta , oltre al fatto che si sono rafforzarti i rapporti ed è aumentata la fiducia reciproca.
Geryl sei stato gentilissimo. Per concludere, vogliamo dire ai nostri lettori, almeno a chi risiede in Bari e provincia, dove possono venire a vedere le tue performance live?
Sul mio space www.myspace.com/gerylmc aggiorno le mie date di esibizione. Comunque dovrei esibirmi al Nordwind il 3 febbraio, se dovessi passare il turno eliminatorio! Speriamo.
Ti ringrazio Geryl. Ti faccio gli “in bocca al lupo” augurandomi di vedere presto un tuo disco sugli scaffali dei negozietti, dei megastore e degli ipermercati d’Italia e, perché no, anche oltre confine.
Qui si scrivono le rime, senza fine, sperando un giorno di passare il confine.

Francesco Favia


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