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martedì 18 giugno 2013

Ritagli di Lisbona

Voce di un emigrante, dal diario di bordo del Cisco

Lisbona, maggio 2013

Una zona peculiare di Lisbona si trova ad Alcantara terra. Un' ex area industriale, dove capannoni e fabbriche sono stati ristrutturati e adeguati a librerie, teatri, laboratori d'arte, musei, discoteche e ristoranti. In alcuni di questi posti sono ancora presenti vecchi macchinari industriali che fungono da arredamento.

Il ponte 25 aprile, giganteggia su Alcântara-Terra

Il posto che mi ha colpito di più è una libreria in un gigantesco capannone, una ex fabbrica su due livelli, con soppalco in acciaio e enormi macchinari a vista che si fondono con lo scenario colorato di imponenti pareti di libri.

libreria succitata



Lisbona, giugno 2013 

Qui è festa tutto giugno, la città è piena di addobbi e alcune strade la sera sono chiuse al traffico per far posto a grandi tavolate. Ieri sera mangiammo fuori, al centro della strada. Oltre a celebrare santi vari, questi giorni è anche la festa delle sardine e ci sono souvenir a forma di tali pesci ovunque.


Lisbona, quartiere Santos

Il culmine si ha la notte tra il 12 e il 13 per Sant'Antonio.  Ieri sera nella zona di Bica, c'era praticamente una discoteca a cielo aperto, un fiume di gente (comprese signore anziane) a ballare, e c'era un deejay e un vocalist/animatore e mettevano canzoni portoghesi.
Un'altra cosa caratteristica è che c'era gente che abitava da quelle parti che vendeva dalle loro case roba da mangiare e da bere, in stile "signore delle sgagliozze" a Barivecchia.

Bica


Cisco e la pastel de nata, dolce caratteristico del Portogallo


Cisco, marinaio provetto, sul lungo Tejo
Francesco Favia, Lisbona 2013


idee, racconti e scatti Francesco Favia
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Francesco Favia
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giovedì 17 maggio 2012

Consiglio di uno sfigato, siate egoisti

Resoconto, riflessioni, rimpianti


Stavo bene. Mi ero ripreso del tutto, più o meno. Adesso me ne sto andando di nuovo in paranoia.
Ho tanta voglia di partire. Qui non mi è rimasto più niente. E una volta che si prova a viaggiare da soli, restare a casa è deprimente e fa riemergere vecchi fantasmi. Completamente libero da ogni impegno, mai come in questo momento nutro in me l’esigenza di partire e di immergermi in un’avventura intensa come può essere quella di una stagione estiva presso una struttura turistica.
Mi ero candidato come web reporter di recente, per un’agenzia di animazione, ma ora partirei anche per fare l’animatore. Era l’ultimo turno di selezione, l’ottavo. Molti posti erano già stati assegnati.
Alla fine come web reporter hanno preso una bella ragazza. Al di là delle competenze, una bella presenza è più allietante e agevola il  far firmare una liberatoria.
La paga sarebbe stata misera e ci sarebbe stato da lavorare tutto il giorno, ma la voglia di partire e il fare un qualcosa che mi appassiona era impagabile.
Una settimana lì a Montesilvano, vicino Pescara, è stata un’esperienza entusiasmante. Date un’occhiata a Mini-reportage 8° turno SamAcademy . Ho conosciuta tanta gente, soprattutto tante belle ragazze.
Sono molto tentato dal voler “fare la stagione”. Pensare che per due volte fui in procinto di partire. La prima volta ci rinunciai a malincuore, poiché mi chiamarono per lavorare in un grande supermercato della mia città.
Ero entusiasta di partire, fui apprezzato per la mia parlantina, la voglia di fare, di darmi da fare. Ricordo il colloquio a 50 km dalla mia città, ne approfittai per lavorare anche in quella zona; in quel periodo rappresentavo commercialmente uno studio grafico. Fu apprezzata dagli esaminatori la mia intraprendenza e mi proposero il ruolo di organizzatore di tornei.  Optai per la scelta che pensavo fosse più giusta, una scelta responsabile, che qualsiasi persona adulta avrebbe fatto. Avevo 23 anni.
La seconda volta che declinai, non ero tanto in vena. Sarà stato tre, quattro anni fa’, me lo propose una persona che conoscevo, la quale collaborava da anni con quest’agenzia. Non la cercai personalmente quell’occasione. Era l’ennesimo periodo di disoccupazione. Avrò avuto 25, 26 anni.
In entrambi i casi, quello che mi frenava davvero, molto probabilmente, era il dovermi staccare da quello che pensavo fosse il grande amore, la persona giusta tra tante.
Ho buttato solo anni preziosi assieme a quella ingrata.
Avere una storia importante limita sotto molti aspetti. Soffoca entusiasmi, progetti personali, voglia di fare e di evadere.
Lei, però, non ci ha pensato due volte a lasciarmi  - con pretesti del piffero - per partire e seguire le sue aspirazioni. Sei anni distrutti in un breve lasso di tempo.
Un consiglio da quello che ho appreso dalla mie vicissitudini?
Amico che leggi le mie parole, impara ad essere egoista. Siate egoisti!
Purtroppo c’è da dire che ognuno pensa al proprio tornaconto, molti lo sanno. Lo sanno da quando sono rimasti fregati per esser stati troppo accondiscendenti. In nome dell’amicizia, dell’amore o del voler essere semplicemente gentili col prossimo si tende ad assecondare le esigenze degli altri. Sicuramente non ci si aspetta niente in cambio, ma se si fanno due conti, ci si rende conto di aver perso parecchio.
Già vedo chi additerà le mie parole come patetici tentativi di rinfacciare quel che è stato.
Non m’importa nulla. A mio avviso, questo post, vuol esser il semplice consiglio di uno sfigato: siate egoisti.
Le fregature si prendono sempre, ma anni preziosi gettati al vento “per amore” - o altro - sono difficili da digerire e soprattutto da recuperare.
Cerco di guardare avanti, di continuare a provarci, nonostante il cellulare non suoni e nonostante le porte sbattute in faccia dai selezionatori.
Se penso a tutti gli scrupoli che mi ponevo per non farle del male. Alla fine lei mi ha usato rubandomi letteralmente gli anni migliori. Mentre mi approprio di questa frase fatta, penso che seppur li stia evitando, alla fine mi ritroverò di nuovo in un call center. Tutti i lavori sono dignitosi e più volte ho difeso i call center, ribadendo di non voler sputare nel piatto dove ho mangiato per tanto tempo, ma l’idea di finire di nuovo in cuffia, mi spaventa moltissimo.

Francesco Favia

17 maggio 2012

ore 12:25

© riproduzione riservata

Ecco come mi sento: stanco, invecchiato, sovrappeso, un po' pugile, un po' cabarettista da quattro soldi





Quando ho cominciato ad amarmi davvero, mi sono liberato di tutto ciò che non mi faceva del bene: cibi, persone, cose, situazioni e da tutto ciò che mi tirava verso il basso allontanandomi da me stesso, all’inizio lo chiamavo “sano egoismo”, ma oggi so che questo è AMORE DI SE’

Charlie Chaplin






Metaforizzando, estremizzando, citando l'umorismo nero di Kubrick, il mio stato d'animo è pressappoco così 



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domenica 13 maggio 2012

Mini-reportage 8° turno SamAcademy

Talento e passione selezionati per garantire l’alta qualità che contraddistingue Samarcanda e Bluserena

Ormai nel vivo dell’8° e ultimo turno del SamAcademy, i partecipanti sono concentratissimi. 
Arrivati da tutta la nazione qui a Montesilvano, sulla costa pescarese, sono pronti per questo percorso, che porterà i più lodevoli a vivere un’intensa avventura professionale all’interno di una delle splendide strutture Bluserena.


Il secondo giorno dà inizio alla formazione settoriale. In una cornice di rigogliose palme, sul campo da tennis del Serena Majestic, perla del gruppo Bluserena, possiamo notare gli aspiranti istruttori ascoltare il coch Andrea.


 Dalla teoria si passa alla pratica…



 Il coach scruta accuratamente. Quale sarà il suo responso?


 Intanto sul versante piscina il gruppo degli animatori di contatto è immerso nel proprio training.



A supervisionare  il lavoro svolto c’è l’occhio vigile di Marco, responsabile della selezione e della formazione del personale, figura storica di Samarcanda, opera da oltre vent’anni nel settore.
Il gruppo Bluserena si affida all’efficienza di qualificati professionisti, che ha portato, insieme al prestigio delle proprie strutture, a una progressiva fidelizzazione del cliente.


Samarcanda lavora a 360° , curando ogni aspetto dall’animazione in ogni dettaglio.

Mettendosi alla prova con gioia e passione, la soddisfazione nasce nel veder sorridere gli ospiti, anche quelli più piccoli. Alcuni dei partecipanti della SamAcademy stanno capendo come fare. Sono i ragazzi del miniclub.




La stagione estiva è alle porte, Samarcanda sarà ben lieta di accogliervi nelle  oasi rigeneranti di Bluserena, da 30 anni al centro di una vacanza unica.


 Blueserena e Samarcanda sono pronte a regalarvi una vacanza indimenticabile


Francesco Favia

8 maggio 2012

Scatti di Francesco Favia

© riproduzione riservata

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Backstage, Francesco Favia in azione









Altro materiale è visionabile sul gruppo Facebook 8° turno Samacademy 2012 

lunedì 30 aprile 2012

Atmosfere e colori di una calda giornata primaverile ad Otranto

Blando tentativo di reportage turistico



25 aprile scorso. Gita fuori porta. Direzione sud. Otranto ci aspetta. Giornata molto calda. Un sole primaverile si fa estivo, picchia forte, tanto che la sera rientrerò un po’ stordito.
Ci si incontra intorno alle 9:00 a casa di A., intenta ancora nel preparare i panini. Si scherza, si ride, c’è entusiasmo, c’è voglia di relax e di cambiare aria, anche se solo per una giornata.
Si monta in auto. Si va. Prima sosta per il rifornimento, c’è parecchia gente al distributore. E’ quello col marchio di un noto gruppo di centri commerciali. E’ quello con i prezzi più bassi.
Seconda sosta, altro centro commerciale, stavolta per far colazione. Siamo invasi da queste strutture, e nonostante la crisi che documenta un suicidio al giorno, straboccano continuamente di gente.
Di nuovo sulla strada, dritti alla meta. Si chiacchiera, si ascolta musica. Io faccio il pagliaccio e improvviso battute di continuo.





Ad un tratto scorgo dal finestrino le famigerate scie chimiche. Saranno semplici gas di scarico di aerei, ma mi colpisce molto che ce ne siano così tante e soprattutto come persistano nell’azzurro intenso del cielo di primavera.




Scie chimiche sulla strada per Otranto
Dopo due ore e mezza di viaggio e dopo aver superato Lecce città, grazie anche al GPS del mio adorato melafonino, si arriva nella ridente località salentina.
Otranto, come ben sapranno i wikilettori, è il comune più orientale d’Italia, nel quale vivono 5.535 abitanti.
Si affaccia sulla parte più bella dell’Adriatico. Non avendo niente da invidiare ai mari caraibici, le acque salentine colpiscono per la vivacità dei loro colori. Un mare,che definii anni fa’, colorato con i pastelli. Ora che ci sono tornato, posso tranquillamente affermare che non tendono per niente a sbiadire queste brillanti sfumature che concede la natura a queste terra, la quale porta ogni anno sempre più turisti. Ormai meta cult, ogni estate viene presa d’assalto, a discapito di altre zone turistiche storiche italiane, su tutti la Riviera Romagnola. La scorsa estate riuscimmo a trovare posto qualche giorno prima, a prezzi modici, nonostante fosse alta stagione. E per essere alta stagione, l’atmosfera era abbastanza desolante, se paragonata a un po’ di anni fa’. Erano presenti molte famiglie, delle quali molte tedesche. Ormai la movida si è spostata in Puglia. E tornando al Salento e nella Otranto che ci ha ospitati nel giorno della liberazione d’Italia, potrete ammirare il castello, importante anche per aver dato il titolo al primo romanzo gotico della storia. Da segnalare le varie chiese, San Pietro, Santa Maria dei Martiri, Santa Maria del Passo e la Cattedrale dell’Annunziata.
Molto scenografico, inoltre, il Lungomare degli Eroi.
Rispetto ad altre zone del Salento, Otranto alterna alle dorate spiagge, tratti rocciosi a picco sul mare, che offrono uno stupendo panorama, ideale soggetto per foto ricordo. Otranto, oltre che meta turistica, è uno storico comune di pescatori, quindi potete approfittare per vedere da vicino un po’ di imbarcazioni, e perché no, fare un po’ di pescaturismo.





Francesco Favia & suo figlio  :-)






Monumento agli Eroi e ai Martiri Otrantini





Francesco Favia, blogger



Tra corse sulla sabbia, passeggiate sotto il sole, scalinate, immersione nei vicoli del centro storico, colmi di negozi di souvenir, la giornata volge al termine e stanchi, soprattutto per il caldo e il sole pungente, si rientra. Alle porte di Bari, lunga coda per un incidente, e non posso non raccontarvi di come ad un certo punto, abbiamo spento l’auto e come il più classico delle gag, siamo scesi, progettando di preparare un barbecue lì sul posto. Arrampicati in seguito sull’auto, siamo scoppiati a ridere nel guardare la gente nelle altre vetture, ma mai come nel sgranare gli occhi alla vista di uno del gruppo della macchina davanti, scesi anche loro. Questo inizia, per sgranchirsi evidentemente, a mettere in atto la cosiddetta mossa , resa celebre da quella gran gnocca di Marisa Laurito. Ovviamente lacrimanti, tutti a ridere nel vedere quest’omone di mezza età, agitarsi come una danzatrice del ventre. Non respiravo dalle risate.
Pian piano si riprosegue e il traffico gradualmente defluisce.
Arrivati allo svincolo, ci addentriamo nella grigia ansiosa città. Gli allegri colori di Otranto sono ormai lontani alle nostre spalle.

Francesco Favia

30 aprile 2012 ore 18:00

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