www.nonsolocronache.com

LO SPAZIO PIU' CULT DELLA RETE
attualità, arte e cultura

Cerca nel sito

Condividi su...

Bookmark and Share
Visualizzazione post con etichetta Facebook. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Facebook. Mostra tutti i post

venerdì 5 dicembre 2014

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO !!!

Nuovi progetti in corso... follow me!  :-)  

Salve a tutti! Dato che riscontro che questo mio vecchio blog che ho curato per tanti anni viene ancora costantemente visitato, vi informo che se vi fa piacere seguirmi, potrete farlo prossimamente su un prossimo sito web. Ci sto lavorando da mesi, ma il tempo libero che ho a disposizione è davvero molto limitato.

Cisco's official website is coming

image: idea - graphic Francesco Favia © All rights reserved







Ho tuttavia ripreso a scrivere in maniera più assidua e potete leggere i miei pensieri e i miei racconti sulla pagina Facebook Uno scugnizzo nel mondo . 



























Vi segnalo anche il mio canale su Youtube, CiscoChannel




Vi ringrazio per l’attenzione.  

Un abbraccio.


~ Cisco ~

venerdì 30 novembre 2012

Sprecare la vita

Parole di  Charles Bukowski.
Fonte immagine, Facebook

Cisco, il mondo e gli incubi

Sentimenti intrinseci di rabbia e sofferenza. La restituzione. 

Nella vita ho imparato che qualunque cosa fai e soprattutto qualsiasi lavoro si svolga, che sia impiegatizio o da operaio, la gente ti giudicherà e ti criticherà. Antoine aveva ragione.



La gente è anche sempre pronta a invidiarti e a portarti sfiga se accenni a un sorriso o se magari fai vedere che non te la passi male economicamente.
Sono stato un attimo sereno e qualcuno mi ha esplicitamente invidiato. Ho perso tutto. E non riesco più a riprendere le redini della mia vita.
Gira molto su Facebook questa frase : “Non raccontare mai a nessuno i tuoi problemi. Al 20% non interesserà e il restante 80% sarà felice che tu li abbia.
Mi trova d’accordo ed eviterei di esprimere i cazzi miei al mondo, così come eviterei quella gente che si sente suprema, pronta lì a puntare il dito e a dire come fare e cosa fare. Ma chi, cosa, perché, ma che ne sapete della mia vita.

Parole di Vasco Rossi

Parole di Luigi Pirandello

Nel contempo sento di scrivere delle mie vicissitudini, per restituire al mondo una minima parte della mia sofferenza. Non è questione di vittimismo, sono dati di fatto. Chiamatela sfiga o inettitudine, ma da quando sono nato mi gira male. Poi, se vogliamo divagare nella retorica, c’è sicuramente chi sta peggio.

Egocentrici, un po' tutti lo siamo, chi esterna le proprie sensazioni con scritti, musica, dipinti, lo è ancora di più. Vogliamo tutti avere una voce che risuoni fra la gente, vogliamo tutti esser visti...ognuno a modo suo.
Tiziana Di Gravina


Incubi e lacrime

Ore 4:30 a.m. Svegliato come al solito dall'ennesimo incubo. Se continua così, di questo passo morirò nel sonno per qualche infarto. L'incubo di questa notte era la chiara metafora della mia lotta contro il mondo.

Le parole succitate sono tratte da un mio recente status della mia pagina personale di Facebook.
Facebook è diventato il mio Moleskine. Appunto di tutto, anche nel cuore delle notte, magari svegliato di soprassalto dai fantasmi del mio subconscio.
Avevo sognato un’ardua lotta con un gruppo ragazzi, miei coetanei. A un certo punto riesco ad afferrare per il collo il capobranco, ma nello stesso tempo vengo preso anch’io per il collo e più stringevo la mia mano per uccidere, più soffocavo io.
Il mondo mi sta facendo fuori e in me s’intensifica  un forte desiderio di repulsione ad esso.
Non sono così, sono le circostanze avverse a rendermi furioso. Quando le situazioni avverse perdurano da un anno, permettetemi di essere incazzato.
"Sorridi un po' di più nelle foto" mi scrivono su Facebook.
Se volete vedere delle foto nelle quali sorrido, dovete sfogliare altri album, quelli prima di 'sto merdoso 2012.
Non so più a che santo votarmi.

OGGI CHIEDERE E CERCARE LAVORO STA DIVENTANDO UMILIANTE QUASI QUANTO CHIEDERE L'ELEMOSINA!!!!!!!!! 
Fonte: utente Facebook

Poi magari qualcuno, che vuol darti una mano, non fa che alimentare il mio malessere.

Ho solo dei nemici fuori adesso 
... che mi vogliono tutti bene 
che mi dicono devi stare attento, devi stare meglio... 
'devi stare bene!' 
Come puoi pensare tu 
di difendermi da me 
lascia stare amico 
bevi un caffè... 
Abbiam bisogno di un ambulatorio 
di una chiesa, di un amore...di un pronto soccorso 

e chi sta male deve vergognarsi 

e anche chi è grasso 

...anche 'fare dei piaceri' (sai) 

si può sbagliare... 

magari tu volevi fare del bene 

e hai fatto male... 



E riprendendo le parole di un amico di Facebook, non so più cosa vuol dire sabato sera.
L'io pensante fa paura [cit.] E vorrei davvero certe volte spegnere la mente con un semplice click. Il vortice dei miei pensieri non si ferma nemmeno quando dormo. Al di là degli incubi notturni, un recente pomeriggio mi sentivo particolarmente stressato e giù di tono. Decisi di mettermi a letto. Mi addormentai. Un sonno profondo, un sonno pesante.
Era una sera, ero in macchina con papà. Ero disteso su di un fianco sui sedili posteriori della sua auto.  Occhi chiusi. Parlavamo di sci acrobatico. - Si, le classiche scene senza senso dei sogni. Mai seguito lo sci, nemmeno di sfuggita e mio padre conosce solo il mare. Comunque… - Mi si proietta più volte la scena di uno sciatore che effettua una capriola. Al rallenty, tipo rovesciata di Pelè nel leggendario film “Fuga per la vittoria”. Io resto in silenzio, sempre a occhi chiusi. Mio padre mi chiede a cosa stessi pensando. Rispondo, a quanti allenamenti e sacrifici saranno serviti per diventare così bravo. Mio padre dice che ci vuole anche talento innato per essere così. Non vedo più l’immagine dello sciatore, ma solo il volto di mio padre. Sono sempre steso sui sedili della Punto. Ho il volto paralizzato in un’ espressione di dolore, invoco "papà, papà" , e pian pano cresce un indescrivibile dolore, una sofferenza d'animo che non si può spiegare a parole. Come un vulcano, strabordano le lacrime e le grida.
E tutt’ora, mentre descrivo questo sogno, grazie a degli appunti che presi quando mi risvegliai, mi si inumidiscono gli occhi.
Ho paura che io abbia superato la soglia della tristezza e della preoccupazione...
Il sogno si materializzò. E la mia espressione paralizzata dal dolore represso, restò tale anche quando il cervello uscì dal sogno. Ero desto, ma sempre con gli occhi ben serrati. E qualche secondo dopo, l’argine della mia resistenza non resse. Aveva retto per tanti mesi. Un fiume in piena di lacrime m’invase. Avreste dovuto vedermi. Mi facevo pena da solo. Distorcermi dal dolore. Solo che non era un dolore fisico. Disperato in singhiozzi e pianto, affogato nell'impotenza, neanche stessi vivendo un lutto.
Dopo un bel po’ mi calmai, ma stetti male tutto il resto della giornata.
Va be',  cosa volete che v'importi.

Vorrei che ci fosse un solo giorno in cui io non debba sentirmi così confuso e non debba provare la sensazione di vergognarmi di tutto.
Jim Stark (James Dean)

Francesco Favia

Venerdì 30 novembre 2012

© riproduzione riservata

Francesco Favia, blogger

- Potere del Photoshop -
idea & grafica Francesco Favia 
© riproduzione riservata

www.nonsolocronache.com 

Di' la tua, lascia un commento





Francesco Favia
Francesco Favia
Crea il tuo badge

mercoledì 28 novembre 2012

Come uccidere qualcuno senza lasciare tracce

Qui il rischio di far venire un infarto al malcapitato è davvero elevato



www.nonsolocronache.com 

Di' la tua, lascia un commento



venerdì 2 novembre 2012

Appunti d’insonnia


...sono molto pensieroso. Mi sono addormentato che non erano neanche le 23:00 . Ora mi sono svegliato per i soliti incubi, sono l'1:30. So che dovrei evitare di scrivere quanto stia male, che la gente gode a leggere delle mie sofferenze, ma come detto, io scrivo da sempre, a prescindere dai social network. È una mia esigenza personale. Sin da bambino avevo un diario personale e crescendo ho iniziato ad esprimere i miei stati d'animo attraverso varie forme letterarie, dai versi alla prosa. Se sto bene scrivo di quello, se sto sto male, scrivo delle mie angosce. Io scrivevo, scrivo e scriverò. Se alla gente non sta bene, 'sti cazzi? Nessuno è costretto a leggermi. So che comunque mi leggerà, perché la gente non si è mai e non si farà mai gli affaracci propri. E i social network amplificano il fenomeno. Mi è capitato anche altre volte di svegliarmi di notte e appuntare dei pensieri su un block notes. Ora esistono gli smartphone, che siano benedetti. Chi li critica è perchè gli rode che non ne possiede uno. Credo. Come credo che chi mi disprezza è solo perchè vorrebbe ricevere la mia attenzione che riservo a pochissima gente. Poi per esempio il mio profilo Facebook è pubblico e aggiungo chiunque mi faccia richiesta. Però basta pochissimo per farvi rimuovere e/o bloccare dai miei contatti. Io non mi sogno nemmeno lontanamente di andar a far "lo splendido" su bacheche di gente che non frequento o di persone che non conosca affatto. Il rispetto é la base della società civile. Poi non è questione di essere permalosi. Ognuno ha la sua storia, io la mia. Nessuno può capire quante ne ho passate e quanto abbia sofferto in quasi trent'anni di vita, dunque nessuno deve osare fiatare sulla mia persona, a maggior ragione se non mi conosce. I soprusi dai bulletti li ho sempre subiti, sin da piccolo. Da adulto nessuno ha mai osato, se non dietro a un monitor. 'Sta gente venisse a guardarmi in faccia. Lo sguardo torvo di chi ha sofferto fa paura, vero? Due spalle larghe, un vocione e la parlata dialettale vi fanno cagare sotto? Il rischio di avere un paio di ceffoni vi terrorizza? 'A vigliacchi, potete pestare solo la tastiera. Basta. Riprovo a dormire.

Francesco Favia

2 novembre 2012 ore 1:30 a.m.

© riproduzione riservata


www.nonsolocronache.com 

Di' la tua, lascia un commento





giovedì 1 novembre 2012

Bluff


idea, testo, grafica di Francesco Favia 

© riproduzione riservata

www.nonsolocronache.com 

Di' la tua, lascia un commento






sabato 20 ottobre 2012

Evitare fregature? Su Facebook c'è NO AL KIRBY

Mix di pensieri di Francesco Favia tratti dal gruppo Facebook "No al Kirby!!!"

Francesco Favia, blogger
Da notare i titolari, i soci di quei call center dove pagano 3 euro lordi l'ora, ovvero poco più di 2 euro netti. Firmatissimi e con super auto di lusso. Questo non è nemmeno più da definirsi sfruttamento, ma è una vera e propria SPECULAZIONE della fame di lavoro. E' la legge del mercato, le basi della borsa. Molta domanda, si alza il prezzo del prodotto. Nel mercato del lavoro è l'esatto contrario, ma rende bene alle imprese. Poca offerta di lavoro, molta domanda di esso. Ok, ti diamo il lavoro, ma ti pago ai minimi termini. E questa storia non vale solo per gli imprenditori locali, ma anche per le multinazionali che spostano le loro sedi in nord Africa, in est Europa, Asia e anche nel mezzogiorno italiano. E noi, se ci va bene, riusciamo a conquistarci qualche lavoro a chiamata, qualche contratto a progetto con paghe al limite dell'elemosina.
venerdì 19 ottobre 2012 ore 20:03

in questo gruppo si cerca di evitare le fregature, di cooperare nel smascherare coloro che ci farebbero perdere tempo e carburante prezioso per dei colloqui fasulli. Altrimenti non avrebbe senso di esistere "No al Kirby". Il lavoro fisso non c'è, noi più che mandare curriculum non possiamo fare altro.
Venerdi 19 ottobre 2012 ore 19:50

La sua operazione però non ha avuto buon esito: “Me l’hanno devastato sentivo come dei corpi estranei che uscivano fuori. Ma lo rifarei, anche se con un chirurgo diverso. Perchè no? Potete fare anche un sondaggio mettete una ragazza orribile e una bella, poi speditela a un colloquio di lavoro. Secondo voi chi prendono?”. (leggo.it)
Giovedì 18 ottobre 2012 ore 16:07

Con la scusa della mia poca esperienza, e del "dover prima imparare", mi sono ritrovata tutti i giorni per 8 mesi a lavorare all'interno di un laboratorio da sola, senza nemmeno un'assicurazione (obbligatoria per uno stage), mentre il personale retribuito si "divertiva in giro a perdere tempo per l'ospedale". 
Durante questa lunga fase, otre alle umiliazioni ricevute e alle violenze psicologiche, i vengono promessi rimborsi spese per la benzina, l possibilita' di ottenere una collaborazione, e dunque nonostante tutto, pur di ottenere un lavoro che avesse a che fare con i miei studi, decido di provare, stringendo i denti e andando avanti nonostante le mortificazioni
non aveva senso non pagarmi, se non per poter dar vita ad uno schiavismo,e ad una subdola forma di ricatto (prima il lavoro gratis poi l'assuzione). Tuttavia gli è convenuto "truffarmi" a discapito della mia famiglia che per aiutarmi spese oltre 1000€ di benzina, e a discapito mio, che pur di trovare un lavoro ho accettato di piegare la testa,al punto di perdere la dignita' lavorando gratis, anzi andandoci a rimettere!!!! Oltre il danno poi, anche la beffa, quando decido di andarmene, il contrattista, che mi fece affiancamento mi fa anche presente di non essere stata una persona di volonta', e che fosse colpa mia di non aver ottenuto un contratto poichè mostrai poco impegno(dopo 8 mesi in cui tutti i giorni lavoravo al suo posto gratis????)
http://affaritaliani.libero.it/cronache/laureati-protesta171012.html?refresh_ce

·                                 ho fatto un riassunto, ma vi invito a leggere tutta la testimonianza
·                                
Cisco Man cmq non vale solo per i laureati, quante volte mi sono capitate situazioni simili
·                                
Cisco Man http://www.youtube.com/watch?v=ZgaGPuLDBG4esistono ancora 
gli sfruttati malpagati e frustrati 
mio fratello e' figlio unico sfruttato 
represso calpestato odiato
mio fratello è figlio unico rino gaetano immaggini suoni poesia
·                                
Cisco Man "e non ha mai vinto un premio aziendale"
Giovedì 18 ottobre 2012 ore 10:30

Se incontrate certe cape bianche che conosco, provate a fargli qualche domanda sul codice della strada. Se sono entrati con regolare concorso, avranno studiato, e saranno di certo preparatissimi.
Uahauahauahauahauahauaha. C'è chi è eterno disoccupato e precario e poi c'è certa gentaglia col posto fisso. M' ven u scitt
Martedì 16 ottobre 2012 ore 15:34

‎"E come mai sei venuta in Italia?" "Per cercare lavoro, mi servono soldi?" Ah capì..." "Tu conosce qualcuno dare lavoro?" "Si... come no... ce ne sono tanti... Proprio un mio amico stava assumendo. Offre vitto, alloggio, auto aziendale, si lavora solo tre mesi, il resto dell'anno sono tutte ferie pagate." "Ma tu prendere per il culo?" "Si, ma hai iniziato tu. Trovare lavoro in Italia..."
3 ottobre 2012 ore 20:55

Amici, colleghi precari e disoccupati, compagni si sventura. Io nei giorni scorsi ho adeguato il mio curriculum al formato europeo e ho tagliato il 90% della mia odissea lavorativa (90% che era già privato di tante altre esperienze). Spero che almeno adesso, qualcuno, non dico tanti, mi chiami almeno per un colloquio, non dico per lavorare, ma almeno per un primo incontro conoscitivo. Ora ho trovato un articolo proprio su come presentare un curriculum efficace. Spero che può tornarvi utile. http://affaritaliani.libero.it/economia/curriculum-dieci-errori-da-evitare191012.html    
E forza ragazzi. Io sono il primo a essere depresso, ma non voglio pensare che non ci siano soluzioni, speranze, che tutto sia perduto. Se così fosse, prepariamoci tutti ad andare a mangiare alla Caritas, a far la fila per un posto in un dormitorio o saltare la fila alla posta con un passamontagna e un taglierino. Su forza e coraggio... che ne abbiamo bisogno.
Venerdi 19 ottobre 2012 ore 20:38


e non consideriamo i contratti a progetto, ovvero il 90% delle offerte di lavoro, dove prima ti spolpano e poi ti gettano. E nonostante sia un contratto di collaborazione che non garantisce nulla, ma dovrebbe offrire piena autonomia, si viene comunque trattati alla stregua di Fantozzi.
Sabato 20 ottobre 2012 ore 11:25

e c'è chi lavora, magari col contratto fisso, e si lamenta perchè mille euro sono pochi. Devono dire grazie di averlo uno stipendio di questi tempi.
sabato 20 ottobre 2012 ore 9:30

Francesco Favia

© riproduzione riservata

www.nonsolocronache.com

Di' la tua, lascia un commento









lunedì 15 ottobre 2012

Per chi dice di alzare le chiappe dalla sedia

Tratto dal gruppo Facebook "No al Kirby!!!"

Premesso che qui nel gruppo si parla di esperienze personali e non di sentito dire. Premesso che io personalmente non offendo nessuna di queste s.r.l. , ma anzi, più volte ho detto agli utenti “è un porta a porta, è un call center, se te la senti, prova”. Premesso che io scrivo da sempre e da sempre ci metto la faccia e il mio nome. Premesso che voi non conoscete la storia di ognuno di noi, tanto meno quella del sottoscritto, che da oltre dieci anni va sbattendo per il lavoro. Ho fatto di tutto: supermercati, ditte di trasporto, call center, inventari, volantinaggio, ect. Mi sono spaccato spesso letteralmente la schiena per due soldi e li ho dovuto anche rincorrere. Lo sappiamo, a Bari c’è la “malattia” di non pagare. E’ capitato anche che non abbia visto un euro, nonostante gli “ettolitri”  (parafrasando Mario Brega) di sudore versati. Vengo da due anni e mezzo di lavoro in un grosso call center, una multinazionale alla quale ho dato l’anima. Per premio mi hanno buttato fuori. Ero sereno nonostante i contrattini a progetto di un mese. Lo stipendio arrivava. Ora è quasi un anno che non riesco a trovare niente. Invio quotidianamente curriculum. A valanga. Sarà l’età, sarà il periodo. Andai a vivere anche da solo prendendo una stanza in affitto. Ovviamente in nero come di buona abitudine a Bari. Quindi alla faccia dei “bamboccioni”, mera invenzione politica, io tra precariato e sfruttamento, sono sempre riuscito a mantenermi. Affitto, bollette, imprevisti, assicurazione, bollo (una delle tasse assurde con le quali finanziamo papponi e escort accomodati su agiatissime poltrone istituzionali), benzina, fidanzate.
Comunque, cercando di mantenere la calma, vi racconto di come arrivai a quella multinazionale sopraccitata.
In Transcom ci sono capitato per caso, per arrotondare. In quel periodo lavoravo la mattina a Leroy Merlin, ennesimo lavoro sotto le festività procuratomi da un’agenzia interinale; il pomeriggio in Transcom sulla terribile campagna definita “Prospect” ovvero una sorta di porta a porta, nel tentativo di acquisire nuovi clienti per un importante gestore telefonico , quello che fanno tutti i medio piccoli call center;
la notte mi facevo 20/30 km per andare a fare degli inventari in altre multinazionali, sempre tramite agenzia interinale. In quel periodo poi ero in mezzo una strada, in pratica mi ospitavano i nonni.
In Transcom iniziai a guadagnare poche centinaia di euro alla volta, ma erano entrate sicure, a differenza di tanti altri lavori offertomi da “imprenditori” locali, che mi hanno spolpato vivo e alle volte nemmeno hanno pagato. Lo sfruttamento, miei cari fake e infiltrati, che ci invitato ad alzare le chiappe dalle sedia, a noi  povera gente, senza conoscerla e che magari se la guarda in faccia non ha nemmeno il coraggio di fiatare, lo sfruttamento IO lo conosco da tempo, da quando frequentavo le scuole superiori e l’estate andavo ad appendere locandine per mezza Puglia, su delle auto scassate, guidate da capizona sfigati peggio di me e dormendo nella controra sulle panchine come dei barboni.
Per un paio d’anni ho fatto anche l’università, una decina di esami li diedi e ogni tanto andavo a farmi sfruttare da quegl’altri “villacchioni” delle agenzie di volantinaggio.
Dopo aver lasciato l’università, decine e decine di lavori: commesso, rappresentante, nonché uagnone, o per meglio dire apprendista, ma siccome sono pignolo, preferisco definirlo schiavo, straccio da terra, presso ditte di trasporti, ditte edilizie varie, salumerie, supermercati, lavorando dalle 11 alle 15 ore al giorno. (Molte delle mie vicissitudini lavorative le ho spesso riportate in dei miei romanzi e racconti vari.)
In quest’epoca, in questo misero sud, va male a molti, ma non mi permetto di giudicare chi cerca di guadagnarsi il pane.
Vi ricordate la strage del maglificio di Barletta. La sopravvissuta sapete cosa disse? Prima guadagnavo 4 euro l’ora, ora nemmeno quelli, come farò?
Sono stato prolisso, lo so. Detto questo, invito i fake a tacere. In quanto fake, non sono degni di esprimersi, dato che si nascondono. Ultima cosa, ribadisco che non dovete MAI più permettervi di giudicarci e di dirci di andare a lavorare. Puntate il dito, ma voi che sostenete di non essere degli sfigati, cosa ci fate su Facebook, invece di produrre?

Francesco Favia

venerdì 12 ottobre 2012 ore 17:27

© riproduzione riservata

www.nonsolocronache.com

Di' la tua, lascia un commento