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Ieri sera ero al centro commerciale con la mia compagna. Parlavamo. Chiacchieriamo molto. Lei ad un certo punto mi fa: “Conosci Fernanda Pivano?” Ed io: “Eccome, certo!”
la sua vita, che fu amica di Hemingway, che intervistò Bukowski, che conobbe Kerouac, Burroughs e altri esponenti della beat generation.
La sua perdita, ha lasciato un vuoto incolmabile nella cultura italiana. Non solo per la sua vita, la Pivano era da stimare per come non avesse mai messo da parte il suo fermento letterario e artistico pur avendo raggiunto una ragguardevole età. Qualche tempo fa’ la si vide da Fazio con Morgan, per presentare il remake dell’album di De Andrè “Non al denaro, non all’amore né al cielo”, basata sull’Antologia di Spoon River, che come già detto, la Pivano tradusse.
Avete visto Sanremo? O avete fatto come me e altri milioni di italiani che si sono sorbiti quel supplizio solo un po', giusto l'inizio, per poi cambiare canale?
Raro momento di grande televisione su Raiuno la sera di Natale. Si è potuto assistere ad uno spumeggiante Roberto Benigni, in formissima, saltellare a destra e a sinistra, tra la l’orchestra e le prime file della platea, a suon di musica, prima che introducesse la favola musicale di “Pierino & il lupo”. E dopo aver omaggiato poeticamente l’uomo, l’unico in natura in grado di produrre quella magia che è la musica, ha presentato i vari personaggi della favola e gli strumenti musicali che li interpretano, concludendo con chi bada a tutti i musicisti: il maestro Abbado. E tra giochi di parole e metafore, Benigni ha dato il meglio di sé, nell’introduzione allo spettacolo.