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mercoledì 7 gennaio 2009

Fanno sesso in garage e muoiono asfissiati

E’ accaduto in Austria, dove una giovane coppia si era addormentata in auto col motore acceso.

Tragico epilogo di una dolce serata per una coppietta austriaca. In cerca d’intimità Reinhard Wallecker e Stefanie Panzer, due fidanzati di Ternitz, Austria, si sono rigufiati nell’auto del ragazzo. Per via del freddo, -15 gradi, hanno deciso di spostarsi nel garage di Reinhard. Il freddo entra nelle ossa e hanno la malaugurata idea di accendere il motore dell’auto per mettere in funzione il riscaldamento. Dopo essersi coccolati ed aver fatto sesso, si sono addormentati. Le esalazioni di monossido di carbonio, emanate dalla Mazda del giovane, non li ha fatti più risvegliare.
I corpi sono stati ritrovati la mattina seguente, dopo che per tutta la notte i genitori della ragazza hanno girato in lungo e in largo per trovare i due giovani.
Reinhard Wallecker, 18 anni e Stefanie Panzer, 17 formavano una gran bella coppia, stando alle testimonianze della gente del posto. Si amavano molto e si scambiavano tenerezze anche in pubblico. E’ rammaricante che un amore così puro si sia spezzato così, per la ricerca di un po’ di calda intimità, in una gelida notte invernale.

Francesco Favia

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venerdì 19 dicembre 2008

La violenza non si placa facendo vittime tra la gente onesta

Giovane operaio muore per difendere la propria auto
Ennesimo episodio di fatale microcriminalità


Modugno, sobborgo industriale del capoluogo pugliese. Michelangelo De Palo, operaio ventitreenne, aveva quasi finito la pausa pranzo. Doveva accingersi a tornare al lavoro in una delle tante aziende presenti nel territorio modugnese, quando verso le 14:00, ieri pomeriggio, si vedeva portar via l’automobile da due balordi. In un disperato tentativo, riusciva ad afferrarsi alla portiera del lato passeggero, per giunta aprendola. Avrebbe voluto saltar nell’abitacolo per bloccare i malviventi, intenti a sottrargli il frutto del sacrificio di svariati sudatissimi stipendi. Invece il giovane operaio, vola sull’asfalto, sbattendo violentemente la testa e, forse, schiacciato dalla stessa auto; referti autoptici chiariranno.
Ennesimo episodio di microcriminalità fatale, in un territorio, quello pugliese, dove l’atto delinquenziale è presente quotidianamente. Sarebbe potuta sembrare una delle tante scene ricostruite dalle varie produzioni cine-televisive susseguitasi nell’ultimo decennio in Puglia. I protagonisti, in questo caso, non erano attori, non erano stuntman. Erano dei veri schifosissimi balordi, era un vero ragazzo che voleva avere almeno la soddisfazione di un’auto sportiva da guidare. Due criminali hanno spezzato una giovane vita. Una vita spezzata che non farà più otto in fabbrica e non potrà gustarsi il ritorno a casa a bordo della sua Alfa 147.
Questo è l’esito di un episodio di “piccola” delinquenza, che al contrario della ben camuffata (dai politici e non solo) macrocriminalità, colpisce in prima persona il cittadino, il lavoratore, la persona onesta. Colpisce causando traumi personali, danni alla persona, fino ad arrivare a dei veri drammi familiari, togliendo un figlio a della gente per bene.


Francesco Favia

mercoledì, 28 novembre 2007


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