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martedì 25 agosto 2009

Teletruffe in tv

Attenti a quel numero!

Gli 899 e altri numeri mangiasoldi non riguardano solo quelli pubblicizzati da donnine svestite, ma spesso sono delle vere e proprie truffe e le forze dell’ordine dovrebbero intervenire per porre fine a quest’opera criminosa che si approfitta dell’ingenuità di molta gente.
Sembra davvero assurdo cascarci, eppure c’è molta gente che pensando di vincere allettanti premi in modo facile, ci casca con tutte le scarpe. Spesso sono giochini stupidi con la soluzione a portata di mano, eppure nella presunta diretta, la gente che chiama dà risposte inverosimili.
Gente, non vi dico di non lasciarvi abbindolare, perché mi sembra difficile farsi raggirare così, ma se vi accorgete che qualcuno sta per telefonare per dare la soluzione, fermatelo prima che componga quel numero maledetto!!!

Francesco Favia


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mercoledì 4 marzo 2009

Colpaccio di Fabio e Mingo. Portano allo scoperto le malefatte di un venditore di auto.

Auto vendute e mai consegnate. Truffa ai danni di centinaia di cittadini per un affare di svariate migliaia di euro.

Striscia la Notizia si è occupata un po’ di tempo fa’ del caso di un rivenditore di auto, il quale aveva lo strano vizio di prendere i soldi e non consegnare la merce pagata.
Mingo e Fabio andarono a beccare il furbetto e riuscirono a fargli strappare la promessa di restituire i soldi ad un disabile che acquistò un’autovettura senza mai entrarne in possesso.
La promessa si è rilevata la classica cazzata da venditore di automobili e i due inviati di Striscia sono tornati da quel mentecatto a chiedere spiegazioni.
Lo hanno trovato nella bella Trani, a fare il figo con i suoi amici, usufruendo dei suoi soldini rubati. I due inviati delle Puglie non sono stati accolti benissimo e tra spintoni e parolacce, quei ladri hanno detto a Mingo di andare a lavorare! Da che pulpito!!!
Per quanto non mi siano simpatici Mingo e Fabio, devo dire che hanno fatto bene a sputtanare quei farabutti che se la spassano con i soldi sudati dei lavoratori!
Anche il sottoscritto non ha una piacevole esperienza con i venditori di auto. Non vorrei fare di tutta un'erba un fascio, ma mi viene spontaneo dire che i venditori sono una brutta razza.
Molti non ti fanno fare giri di prova. Ti dicono cazzate del tipo “ho un altro cliente che la voleva, l’ho bloccata per te”. Ti incantano con classici discorsi da piazzista, per poi rifilarti auto con sospensioni malridotte, contachilometri manomesso, difettucci vari che inizialmente sembrano invisibili e spesso queste auto le piazzano ad un costo ben sopra al reale valore di mercato.
Probabilmente in tempi di crisi, è meglio affidarsi ad un buon usato, che spendere diverse migliaia di euro per delle auto nuove che dopo tre, quattro anni, diventano già demodé. Certo è che bisogna stare molto, ma molto attenti ai rivenditori di auto usate.
Tornando al servizio di Striscia, non ci resta che complimentarci con Mingo e il buon Fabio, augurandoci che venga fatta giustizia e che le forze dell’ordine possano compiere le dovute azioni legali, per il rispetto delle centinaia di onesti cittadini che si sono assurdamente permessi di compiere un normale acquisto, inconsapevoli di trovarsi di fronte al Totò della Fontana di Trevi.

Francesco Favia



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sabato 20 dicembre 2008

Topo notturno muore schiacciato

Predone viene ucciso dal suo bottino

Clemente Caruso, trentatreenne pregiudicato di Ceglie del Campo, quartiere periferico del capoluogo pugliese, è morto schiacciato dalla cassaforte di un fast food, facente parte del colosso McDonald, nel tentativo di portarla via con l’uso di un muletto. Caruso e altri complici -secondo i carabinieri che portano avanti le indagini, coordinate dal col. Gianfranco Cavallo-, nella nota area commerciale di Casamassima (Ba), dove tra l’altro hanno sede il Warner Village e l’Auchan, hanno atteso nascosti al buio che gli addetti alle pulizie finissero il loro lavoro, per poi introdursi nel ristorante, scassinando senza difficoltà la vetrata dell’ingresso.
L’azione si è svolta con tutta probabilità tra le cinque e le sette di questa mattina. I malviventi si sono diretti nella stanza dove si trovava la cassaforte, l’hanno divelta e Caruso nel trasportarla, si è fatto schiacciare dai cinque quintali dell’armadio blindato, alto due metri con una base di 80 cm per 80 cm. Al suo interno c’erano settemila euro in contanti.
I complici inizialmente lo hanno trascinato, per poi abbandonare il corpo, quando ha irrimediabilmente smesso di respirare. Il cadavere di Caruso è stato trovato con ancora il passamontagna, per non farsi riconoscere dalle immagini dalle telecamere di sorveglianza, e con alle mani dei guanti. La macabra scoperta è stata fatta dai dipendenti dell’azienda all’apertura dell’esercizio, i quali hanno avvisato i carabinieri.


Francesco Favia

martedì, 25 marzo 2008


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venerdì 19 dicembre 2008

La violenza non si placa facendo vittime tra la gente onesta

Giovane operaio muore per difendere la propria auto
Ennesimo episodio di fatale microcriminalità


Modugno, sobborgo industriale del capoluogo pugliese. Michelangelo De Palo, operaio ventitreenne, aveva quasi finito la pausa pranzo. Doveva accingersi a tornare al lavoro in una delle tante aziende presenti nel territorio modugnese, quando verso le 14:00, ieri pomeriggio, si vedeva portar via l’automobile da due balordi. In un disperato tentativo, riusciva ad afferrarsi alla portiera del lato passeggero, per giunta aprendola. Avrebbe voluto saltar nell’abitacolo per bloccare i malviventi, intenti a sottrargli il frutto del sacrificio di svariati sudatissimi stipendi. Invece il giovane operaio, vola sull’asfalto, sbattendo violentemente la testa e, forse, schiacciato dalla stessa auto; referti autoptici chiariranno.
Ennesimo episodio di microcriminalità fatale, in un territorio, quello pugliese, dove l’atto delinquenziale è presente quotidianamente. Sarebbe potuta sembrare una delle tante scene ricostruite dalle varie produzioni cine-televisive susseguitasi nell’ultimo decennio in Puglia. I protagonisti, in questo caso, non erano attori, non erano stuntman. Erano dei veri schifosissimi balordi, era un vero ragazzo che voleva avere almeno la soddisfazione di un’auto sportiva da guidare. Due criminali hanno spezzato una giovane vita. Una vita spezzata che non farà più otto in fabbrica e non potrà gustarsi il ritorno a casa a bordo della sua Alfa 147.
Questo è l’esito di un episodio di “piccola” delinquenza, che al contrario della ben camuffata (dai politici e non solo) macrocriminalità, colpisce in prima persona il cittadino, il lavoratore, la persona onesta. Colpisce causando traumi personali, danni alla persona, fino ad arrivare a dei veri drammi familiari, togliendo un figlio a della gente per bene.


Francesco Favia

mercoledì, 28 novembre 2007


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