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giovedì 22 marzo 2012

Che fine faremo…

Impressioni deliranti di Francesco Favia, blogger oramai esaurito

“L’ottimismo è il profumo della vita”, diceva Tonino Guerra, sceneggiatore, poeta, scomparso di recente. Oggi una frase del genere ha decisamente un amaro sapore di sberleffo.
Non c’è niente che vada bene e le prospettive sono tutt’altro che rosee.
Vorrei prescindere dal mio umore nero,  dettato dalle mie vicissitudini.  Mi sembra di vivere un’infinita crudele candid camera, nella quale tutto il mondo mi si è rivoltato contro senza un apparente motivo: azienda dove lavoravo, anzi collaboravo dato il contratto; ragazza con la quale stavo o che frequentavo, dato che forse sono stato solo usato per quasi sei anni; villacchioni[1] di pseudo amici con i quali mi vedevo ogni tanto; tutti. C’ mal so fatt[2]?
Secondo la profezia Maya , il 21 dicembre 2012, dovrebbe avvenire un evento importante tale da condizionare il futuro del mondo e dei suoi abitanti, se non proprio la fine di esso. Forse questi Maya avevano in mente solo me. Tuttavia, io sono pugile, cado al tappeto, ma mi rialzo, pronto per un altro round. A volte ci si rialza proprio a fatica.
So che ogni volta finisco a finire a parlare di me, dei miei cacchi girati. Sarà l’egocentrismo, sarà che forse dovrò anche sfogarmi in qualche modo, ma alla fine va a finire così. Ma alla fine chi se ne frega, questo blog è mio e ci scrivo quel che mi pare.
Le lamentele che volevo porvi, però, riguardano un po’ tutti noi. Quindi, bando ai miei piagnistei, volevo dire: la benza a due euro!!? Sono matti!!??? Nessuno si ribella, che diamine!
E’ un furto legalizzato! Con venti euro si hanno dieci litri, giusto per percorrere da qua a là.
La gente va a lavoro per arricchire le compagnie petrolifere.
A mio parere, hanno alzato così tanto il prezzo della verde e del diesel, perché essendo crollato il mercato dell’auto (e non solo dell’auto), vogliono spingerci ad acquistare un’auto nuova a metano o gpl. Peccato che gli italiani sono tutti in cassa integrazione o disoccupati. E se non tutti sono a spasso, quelli che lavorano ancora, sono sommersi dai debiti, tra mutui, famiglie o ex tali a carico, spese varie. Insomma, la solita frase, a fine mese non ci si arriva.
Adesso, inoltre,  è quasi certo che l’articolo 18 verrà abolito. I sindacati hanno minacciato lo sciopero generale. Per quel che serve scioperare. La classe politica e dirigente non può far altro che rispondere agli scioperi con un disinvolto “sti cazzi”.
Qualche giorno fa’, l’ennesimo suicidio. Stavolta non era proprio un uomo di mezza età. Un mio coetaneo, un mio corregionale. 
Che fine faremo…

Francesco Favia


22 marzo 2012, ore 17:15



[1] Baresismo: vigliacchi, codardi
[2] In barese: cos’ho fatto di male, che male ho fatto 


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sabato 20 dicembre 2008

Topo notturno muore schiacciato

Predone viene ucciso dal suo bottino

Clemente Caruso, trentatreenne pregiudicato di Ceglie del Campo, quartiere periferico del capoluogo pugliese, è morto schiacciato dalla cassaforte di un fast food, facente parte del colosso McDonald, nel tentativo di portarla via con l’uso di un muletto. Caruso e altri complici -secondo i carabinieri che portano avanti le indagini, coordinate dal col. Gianfranco Cavallo-, nella nota area commerciale di Casamassima (Ba), dove tra l’altro hanno sede il Warner Village e l’Auchan, hanno atteso nascosti al buio che gli addetti alle pulizie finissero il loro lavoro, per poi introdursi nel ristorante, scassinando senza difficoltà la vetrata dell’ingresso.
L’azione si è svolta con tutta probabilità tra le cinque e le sette di questa mattina. I malviventi si sono diretti nella stanza dove si trovava la cassaforte, l’hanno divelta e Caruso nel trasportarla, si è fatto schiacciare dai cinque quintali dell’armadio blindato, alto due metri con una base di 80 cm per 80 cm. Al suo interno c’erano settemila euro in contanti.
I complici inizialmente lo hanno trascinato, per poi abbandonare il corpo, quando ha irrimediabilmente smesso di respirare. Il cadavere di Caruso è stato trovato con ancora il passamontagna, per non farsi riconoscere dalle immagini dalle telecamere di sorveglianza, e con alle mani dei guanti. La macabra scoperta è stata fatta dai dipendenti dell’azienda all’apertura dell’esercizio, i quali hanno avvisato i carabinieri.


Francesco Favia

martedì, 25 marzo 2008


Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001


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venerdì 19 dicembre 2008

La violenza non si placa facendo vittime tra la gente onesta

Giovane operaio muore per difendere la propria auto
Ennesimo episodio di fatale microcriminalità


Modugno, sobborgo industriale del capoluogo pugliese. Michelangelo De Palo, operaio ventitreenne, aveva quasi finito la pausa pranzo. Doveva accingersi a tornare al lavoro in una delle tante aziende presenti nel territorio modugnese, quando verso le 14:00, ieri pomeriggio, si vedeva portar via l’automobile da due balordi. In un disperato tentativo, riusciva ad afferrarsi alla portiera del lato passeggero, per giunta aprendola. Avrebbe voluto saltar nell’abitacolo per bloccare i malviventi, intenti a sottrargli il frutto del sacrificio di svariati sudatissimi stipendi. Invece il giovane operaio, vola sull’asfalto, sbattendo violentemente la testa e, forse, schiacciato dalla stessa auto; referti autoptici chiariranno.
Ennesimo episodio di microcriminalità fatale, in un territorio, quello pugliese, dove l’atto delinquenziale è presente quotidianamente. Sarebbe potuta sembrare una delle tante scene ricostruite dalle varie produzioni cine-televisive susseguitasi nell’ultimo decennio in Puglia. I protagonisti, in questo caso, non erano attori, non erano stuntman. Erano dei veri schifosissimi balordi, era un vero ragazzo che voleva avere almeno la soddisfazione di un’auto sportiva da guidare. Due criminali hanno spezzato una giovane vita. Una vita spezzata che non farà più otto in fabbrica e non potrà gustarsi il ritorno a casa a bordo della sua Alfa 147.
Questo è l’esito di un episodio di “piccola” delinquenza, che al contrario della ben camuffata (dai politici e non solo) macrocriminalità, colpisce in prima persona il cittadino, il lavoratore, la persona onesta. Colpisce causando traumi personali, danni alla persona, fino ad arrivare a dei veri drammi familiari, togliendo un figlio a della gente per bene.


Francesco Favia

mercoledì, 28 novembre 2007


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http://ciscofavia.blogspot.com/

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