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lunedì 26 marzo 2012

Vicissitudini beffarde di una nazione alla deriva

E mentre si varano riforme, il popolo fa la fame. Le drammatiche testimonianze dei laureati sul web



Navigando sulla rete, mi sono imbattuto su affaritaliani.it in questa serie di testimonianze, inviate alla redazione, dopo un articolo pubblicato qualche giorno addietro. L’articolo parlava di una 29enne scartata in quanto laureata.
Storie simili accadono non di rado e anch’io ne ho incontrati, soprattutto nei call center, di ultratrentenni che erano arrivati ad eliminare dal curriculum le lauree e i master conseguiti, poiché come un boomerang, venivano usati come  pretesto per scartare il candidato ai colloqui di lavoro.
“Troppo qualificato, non corrisponde al profilo da Noi ricercato” oppure “Lei aspirerà ad un posto migliore, insisti a cercare”. Ricordo la disperazione, la rassegnazione, lo stupore sdegnato negli occhi delle gente che mi raccontava questi spiacevoli aneddoti lavorativi.
Queste storie, tantissime, le ho rilette sbalordito, ma non tanto, sul web. Potrete trovarle ciccando su questo link http://affaritaliani.libero.it/cronache/laurea-colloquio230312.html?refresh_ce
Vi riporto testualmente quelle che mi hanno colpito di più, ma vi invito a leggere anche le altre, all’indirizzo sopra riportato.


 "A sei tu, mi dispiace tanto ma mi ha chiamato una scuola e mi mandano una tirocinante, sai io lei non la pago...veramente mi dispiace tanto sara per una prossima volta. Ciao" click del telefono... credo non serva aggiungere altro. Da quel giorno ho riposto il mio curriculum con laurea e titoli nel cassetto, ed oggi dopo tante ricerche lavoro in un call center e vi posso assicurare che è un lavoro difficilissimo e veramente duro anche se viene considerato lavoro di serie B. Se vi può interessare concludo dicendo che mio marito non ha più trovato lavoro come geologo, da gennaio si e buttato nel mondo dei venditori agenti e commerciali, anche perché queste erano le uniche posizioni dove almeno gli hanno permesso di fare il colloquio, visto che oltre ad essere laureato ha anche 36 anni....!!!! Incrociate le dita per me visto che oltre a dover mangiare abbiamo un affitto di 600euro da pagare!!! Avrei tante altre storie da raccontarvi, vicende che quando si ascolta si rimane sempre un po' increduli, ma preferisco fermarmi qui... Saluti!

M.Cristina


Leggete quest'altra testimonianza, è davvero agghiacciante: Ho contattato tre cooperative sociali della provincia di Venezia per trovare lavoro in qualche impresa di pulizie. Come ripeto le ho tentate tutte, senza disdegnare i lavori che solitamente sono considerati più umili o che sono estremamente distanti da quello che ho studiato. Ben ben tre volte mi è stato ripetuto che non potevano darmi un lavoro perché ho studiato troppo e fregherei il posto a gente che ha studiato meno e che quindi ha più bisogno di me. A causa della crisi, con il lavoro del mio compagno arriviamo a 500 Euro netti al mese; è ovvio che dobbiamo farci aiutare dai genitori per coprire le spese. In una di queste tre occasioni mi è stato detto inoltre che hanno la priorità i disabili e gli ex galeotti (testuali parole!) che devono essere reinseriti nella società. Mi è quindi venuto in mente di modificare il mio cv e scrivere che ho passato un paio di anni in carcere. Chissà, forse così sarò degna di un lavoro! Vi ringrazio per l'attenzione, distinti saluti

Linda Armano


Son rientrata a casa mia cinque mesi fa! Ho trascorso più di un anno a Milano, sopravvivendo tra mille lavoretti anche provvisori! Zero contributi.... contratto a tempo determinato/progetto... stipendio in base alle ore di prestazione ( quindi o si lavorava con la febbre o no money!).... nessun avanzamento di carriera nonostante gli sforzi e i risultati sempre soddisfacenti... nessuna svolta per una ragazza terrona DI SANI PRINCIPI.... !!! Questa è l'Italia! Maledire il SUD, suona come una bestemmia, (anche peggio) considerando che il problema è a monte e riguarda gravemente tutto lo Stivale!

Quando decisi di andare all'università 1988 avevo vinto un concorso per andare a lavorare all'ENEL come Perito con contratto a tempo indeterminato, un sogno di questi tempi, decisi di rinunciare a quell'impiego per andare all'università perchè ero bravo negli studi, da un servizio al telegiornale, credo che si trattasse del TG1 facevano vedere delle statistiche che dicevano che mediamente un laureato guadagnava mediamente il 50% in più un diplomato, così mi ero fatto due conti, ho detto,se sono bravo negli studi è c'è questo vantaggio economico, vale la pena di andare all'università,bene andò a finire che ho sempre avuto delle paghe medio basse, molto meno di quello che avrei preso all'ENEL e senza contare gli anni spesi all'università. Con il tempo ho riflettuto su questa questione e ho capito dove stava l'errore di quella statistica del telegiornale, era una media sui grandi numeri, ma non teneva conto dell'effetto "Figlio di papà",io ero figlio di un pinco pallino, è chiare che i figli d'arte vanno all'università e accedono alle posizioni lavorative migliore, ma per i figli del popolo non c'è spazio, è molto meglio non andare all'università ed imparare un buon mestiere. Bernardo Ing. Panizzo

Francesco Favia

26 marzo 2012, ore 18:00

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giovedì 22 marzo 2012

Cocktail del giorno, Bronx



 3.0 cl gin
 1.5 cl vermouth rosso
 1.0 vermouth dry
 1.5 cl succo d'arancia

Viene preparato nello shaker con l’aggiunta di ghiaccio. Si serve nella coppetta cocktail e non presenta guarnizioni.

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Tonino Guerra, una goccia più grande




« Non è vero che uno più uno fa sempre due; una goccia più una goccia fa una goccia più grande. » 

Tonino Guerra


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Che fine faremo…

Impressioni deliranti di Francesco Favia, blogger oramai esaurito

“L’ottimismo è il profumo della vita”, diceva Tonino Guerra, sceneggiatore, poeta, scomparso di recente. Oggi una frase del genere ha decisamente un amaro sapore di sberleffo.
Non c’è niente che vada bene e le prospettive sono tutt’altro che rosee.
Vorrei prescindere dal mio umore nero,  dettato dalle mie vicissitudini.  Mi sembra di vivere un’infinita crudele candid camera, nella quale tutto il mondo mi si è rivoltato contro senza un apparente motivo: azienda dove lavoravo, anzi collaboravo dato il contratto; ragazza con la quale stavo o che frequentavo, dato che forse sono stato solo usato per quasi sei anni; villacchioni[1] di pseudo amici con i quali mi vedevo ogni tanto; tutti. C’ mal so fatt[2]?
Secondo la profezia Maya , il 21 dicembre 2012, dovrebbe avvenire un evento importante tale da condizionare il futuro del mondo e dei suoi abitanti, se non proprio la fine di esso. Forse questi Maya avevano in mente solo me. Tuttavia, io sono pugile, cado al tappeto, ma mi rialzo, pronto per un altro round. A volte ci si rialza proprio a fatica.
So che ogni volta finisco a finire a parlare di me, dei miei cacchi girati. Sarà l’egocentrismo, sarà che forse dovrò anche sfogarmi in qualche modo, ma alla fine va a finire così. Ma alla fine chi se ne frega, questo blog è mio e ci scrivo quel che mi pare.
Le lamentele che volevo porvi, però, riguardano un po’ tutti noi. Quindi, bando ai miei piagnistei, volevo dire: la benza a due euro!!? Sono matti!!??? Nessuno si ribella, che diamine!
E’ un furto legalizzato! Con venti euro si hanno dieci litri, giusto per percorrere da qua a là.
La gente va a lavoro per arricchire le compagnie petrolifere.
A mio parere, hanno alzato così tanto il prezzo della verde e del diesel, perché essendo crollato il mercato dell’auto (e non solo dell’auto), vogliono spingerci ad acquistare un’auto nuova a metano o gpl. Peccato che gli italiani sono tutti in cassa integrazione o disoccupati. E se non tutti sono a spasso, quelli che lavorano ancora, sono sommersi dai debiti, tra mutui, famiglie o ex tali a carico, spese varie. Insomma, la solita frase, a fine mese non ci si arriva.
Adesso, inoltre,  è quasi certo che l’articolo 18 verrà abolito. I sindacati hanno minacciato lo sciopero generale. Per quel che serve scioperare. La classe politica e dirigente non può far altro che rispondere agli scioperi con un disinvolto “sti cazzi”.
Qualche giorno fa’, l’ennesimo suicidio. Stavolta non era proprio un uomo di mezza età. Un mio coetaneo, un mio corregionale. 
Che fine faremo…

Francesco Favia


22 marzo 2012, ore 17:15



[1] Baresismo: vigliacchi, codardi
[2] In barese: cos’ho fatto di male, che male ho fatto 


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