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domenica 11 ottobre 2009

Il nuovo portale per chi cerca e offre lezioni-private

Il servizio è gratuito, iscriviti ora!

E' nato www.lezioni-private.net, il nuovo portale per chi cerca e offre lezioni private. Attraverso il sito offriamo i migliori servizi per la ricerca e la pubblicazione dei vostri annunci su lezioni private individuali, sostegno per i compiti a casa, lezioni per gruppi di studenti. Inoltre potete trovare o offrire lezioni private di musica, di lingue straniere e molto altro ancora. Cercate lezioni private nella vostra provincia o tra i profili dei docenti e fatevi contattare dall'insegnante! Tra i servizi offerti anche la possibilità di ricerca in base al prezzo e alle fasce orarie in cui si svolgono le lezioni.


Per gli Studenti

Il sito offre diversi servizi volti a soddisfare le esigenze degli studenti. Tra questi la possibilità di cercare nel sito gli annunci sulla base di diversi criteri tra cui il prezzo, la disponibilità per lezioni a domicilio, le materie insegnate, le provincie e i comuni di interesse, i giorni e gli orari di disponibilità dell'insegnante, e tanto altro ancora. E' inoltre possibile visualizzare le informazioni relative all'insegnante e al luogo in cui si svolgono le lezioni.

Per gli Insegnanti


Per chi vuole valorizzare le proprie conoscenze ed aumentare la propria professionalità il sito mette a disposizione un efficiente ed intuitivo sistema di gestione del proprio account e delle proprie informazioni. Registrandovi al sito e iscrivendovi come insegnante potrete pubblicare i vostri annunci e decidere quali informazioni rendere disponibili agli utenti interessati al vostro profilo. Il sistema inoltre garantisce la privacy e il completo anonimato fino al momento del vostro contatto con lo studente!

www.lezioni-private.net
, il portale italiano di chi cerca e offre lezioni private

Per comunicazioni e informazioni contattare gli amministratori all'indirizzo email info@lezioni-private.net



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sabato 10 ottobre 2009

La forza dell'amore

Coppia sequestrata nella propria abitazione da un evaso

Un prigioniero riesce, dopo 15 lunghi anni, a evadere dal carcere.
Come prima cosa, decide di irrompere in una casa per procurarsi dei vestiti nuovi, qualcosa da mangiare e magari un arma.
Entra nella prima casa che gli capita e ci trova una giovane coppia nel letto.
Ordina all'uomo di uscire dal letto e lo lega a una sedia; si rivolge poi alla giovane donna e la lega al letto, dopodichè le si avvicina, la bacia sul collo e corre in bagno.
Il marito si piega in avanti e sussurra alla moglie: "Dai vestiti che indossa, si direbbe che il tipo è appena scappato da prigione, e sicuramente sono anni che non fa l'amore con una donna.
Ho visto come ti ha baciata sul collo, sicuramente vuole fare sesso con te.
Qualunque cosa succeda, non opporre resistenza e permettigli tutto quanto ti chieda, soddisfalo.
So che fa abbastanza schifo, ma sembra un tipo pericoloso, ed è l'unico modo per uscirne illesi.
Sii forte amore, ti amo sopra ogni cosa!"
La donna risponde: "Non mi ha baciata sul collo! Mi ha sussurrato nell'orecchio che è gay e ti trova dolcissimo.
Poi mi ha chiesto della vaselina, e gli ho detto che sta in bagno.
Sii forte amore, ti amo anch'io!"


Barzelletta abbastanza nota, tratta in questo caso da Facebook

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domenica 20 settembre 2009

La tragedia del sopravvivere

Quattro morti al giorno sul lavoro, non succede nulla. Sei militari morti, tutti in lutto?

Leggo sul sito de “L’Unità” un articolo che mi inquieta non poco. “Laureato, perde il posto da muratore e si uccide” Vi riporto un passo di questa notizia “L'uomo, che fino al 2000 ha lavorato come vigilantes in un istituto di sicurezza, da otto anni si arrangiava con lavori saltuari, contratti a tempo determinato presso il Comune e presso alcune ditte in attesa della chiamata per l'insegnamento. Ieri l'epilogo di una situazione economico-finanziaria e psicologica ormai devastante: la ditta, dove era impiegato come muratore da un paio d'anni, ha comunicato al quarantanovenne che da lunedì non avrebbe più lavorato.”
L’uomo che ha lasciato, oltre la moglie, due bambini di sei e tre anni, era laureato in Matematica e Fisica. La morte fa parte della vita, ma al sottoscritto dispiace molto più questa tragedia umana, di una persona che non riesce a tener testa alla vita, che altri tipi di tragedie, magari legate a conflitti bellici. Nessuno nei Paesi industrializzati è costretto a partire per certe missioni, chi ci va è consapevole che potrebbe incappare in un atroce destino. E non mi venite a dire che chi parte in certe terre, lo fa per la famiglia, perché mio padre è sempre stato lontano dai propri cari per portare qualche soldo in più, ma non è mai andato in guerra. Soldatini, vi piace giocare alla guerra, perché non provate ad imbarcarvi sui pescherecci come mio padre? Perché non andate a mangiare la polvere in qualche cantiere? Perché non andate a spaccarvi la schiena in qualche supermercato o in qualche ditta di trasporti? Non vi dico di mettervi sui libri, perché se non hai la giusta conoscenza, col titolo di studio ci si pulisce solo il culo, tanto vale andare a fare gli operai e guadagnare i soldi per una propria dignitosa indipendenza.
La vita, per quel che se ne dica, è brutta. E non ci son cazzi. Fa parte della natura, lottare per sopravvivere. Lo fanno tutti gli esseri viventi, esseri umani compresi. Chi dice che la vita è bella, la confonde con la bella vita, che la fanno quelli con tanti soldi, spesso non guadagnati onestamente. Funerali di Stato per uno che è morto di vecchiaia nel lusso di Montecarlo. Fanculo! Io farei un funerale di Stato per ogni povero Cristo che muore sputando sangue sul lavoro.
La vita può essere fatta di momenti belli o piccole cose piacevoli come possono essere la solidarietà fra colleghi, l’abbraccio di un amico, fare l’amore con la donna che si ama.
Per la gran parte del tempo si soffre e pur stringendo i denti, ci si accorge che gran parte degli sforzi restano vani.
Forse bisognerebbe passare dalla parte del ragionier Casoria, come diceva Totò ne “La banda degli onesti” o forse arrendersi e farsi ammazzare dalla vita. Perché il suicidio non è una morte voluta, ma solamente una resa, ci si lascia trasportare dalla corrente della depressione, finché la vita ti scaraventa di forza in una chiassosa cascata assassina.

Francesco Favia
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martedì 25 agosto 2009

“I Sottanos”, ecco le origini di Checco Zalone

In un cast stellare, si fece notare nella serie che ridicolizzava i clan mafiosi

Telenorba, la più importante televisione locale d’Italia, che tanto locale non  è, dato che è visibile in gran parte del sud della Penisola, dal Molise alla Calabria, sta riproponendo una sit-com lanciata qualche anno fa’.
Merito di aver riunito i maggiori attori pugliesi, che non si dilettano esclusivamente in ruoli comici -si ricordi la superba interpretazione di Dino Loiacono, nei panni di un boss, nel film “Mio Cognato” , accanto ad un mostro cinematografico come Sergio Rubini-, la produzione conversanese si aspettava molto da tale lavoro.
Colma di comicità innovativa e satira intelligente, prendeva di mira la criminalità locale, spesso legata al culto dei santi, alla sottomissione delle donne, alle vendette sanguinose. Un altro aspetto che sottolineava quella serie, intitolata “I Sottanos” - facendo il verso alla celeberrima serie statunitense “The Sopranos”- era come le piccole emittenti locali, siano di proprietà o in qualche modo legate alle famiglie mafiose. D’altronde Roberto Saviano nel best seller “Gomorra” indicava come il denaro delle attività illecite viene continuamente riciclato dai malavitosi in attività pulite, spesso legate al turismo e alla ristorazione, ma a quanto pare anche il business televisivo non viene disprezzato, non solo per ricavarne profitto dalla raccolta pubblicitaria, ma anche per propagandare i loro cantanti dalle dubbie qualità artistiche, i quali spesso lanciano sottomessaggi criminosi, magari celati dalla solidarietà verso chi è in cella che soffre. Dal mio punto di vista personale, sono convinto che nelle carceri sovraffollati si stia malissimo e lo Stato debba intervenire al più presto per trovare una, seppur ardua, soluzione, ma canzoni come “O’ latitante”, non fanno che mitizzare certe condotte poco inclini alla legalità. Perché non cantare una canzone dal titolo “L’emigrante”, per sottolineare come tanta gente del sud, parta per il nord o all’estero per lavorare ed avere una vita dignitosa?
Io amo la musica e non faccio discriminazioni, dunque non ce l’ho con lo stile neomelodico, tant’è che trovo Nino D’Angelo, per citare un noto esempio, un artista grandioso, il quale seppur “gorgheggiando”, intona spesso versi di autentica poesia.
I testi della canzoni di certi elementi goliardici che si vedono in certe piccole emittenti, per chi non li prende sul serio, fanno scappare un sorriso. L’avrà capito Luca Medici, che proprio ne “I Sottanos” diede vita nel 2005 al personaggio di Checco Zalone, che ben presto ebbe uno strepitoso successo di scala nazionale, calcando i palcoscenici di Zelig e delle varie piazze d’Italia.
Nonostante abbia  preso spunto da Piero Scamarcio, uno dei migliori personaggi comici interpretati da Emilio Solfrizzi -prima di calarsi nei panni dell’attore impegnato- Checco Zalone era una macchietta divertentissima, uno dei punti di forza della trasmissione.
A me bastò riproporlo agli amici, cantando i testi di “Mimma” o “La ginnastica” e sculettare e muovermi come faceva il bravo Luca Medici, per scatenare le risate degli amici, che tutt’ora mi danno il merito di avergli fatto scoprire il superlativo Checco Zalone.
Quando lo si è visto a Zelig, mi sono preso un sacco di complimenti dagli stessi e francamente anch’io mi sono sentito, a quel punto, un grande scopritore di talenti.
Oggi devo dire che Luca Medici non mi fa ridere come allora. Un po’ come tutti i comici di Zelig, lo trovo ripetitivo e spero per lui che trovi presto nuovi spunti comici e che si rigeneri come i namecciani, abitanti del pianeta Namec nell’anime “Dragon Ball”, che se perdono un arto, hanno appunto il potere di rigenerarsi.
Insomma, “I Sottanos” fu una gran bella produzione, che come avete letto, oltre a lanciare il personaggio di Checco Zalone, poneva degli spunti di riflessione su certe realtà. Tra i protagonisti ricordiamo Nicola Salatino nei panni di San Nicola; Gianni Colajemma, Pinuccio Sinisi e Enzo Sarcina nei panni dei tre fratelli, boss malavitosi; Lia Cellamare e Mariolina De Fano, attrici di grande esperienza, nei panni delle donne della casa; Giacinto Lucariello, nella parte di un bambino cresciuto, è famoso per essere stato un’importante spalla ai celeberrimi Toti e Tata; altre figure importanti sono i già citati Dino Loiacono e Luca Medici e ancora Teodosio Barresi, Brando Rossi, Lucia Coppola, Tracy Fraddosio, Gemma Magistro e Pietro Ciciriello.

Ho parlato de "I Sottanos" anche con uno dei principali protagonisti della serie, ossia Pinuccio Sinisi, attore barese dalle immense doti comiche, mattatore a teatro e che vanta anche partecipazioni in pellicole di carattere nazionale. Un mito per molti ragazzi di Bari, cresciuti con le sue performance.

Pinuccio ti sto riguardando in Sottanos, sei troppo forte, mi fai troppo ridere!

Questa è una replica, e mi sembra che adesso stia avendo il successo che non ebbe quando uscì... ma sai, per le cose veramente innovative ci vuole sempre un po' di tempo prima che vengano apprezzate da tutti...


Ricordo perfettamente quando fu trasmessa la prima volta e ricordo le polemiche che furono fatte per la satira sui santi. All'epoca comunque mi piacque molto e una replica l'ho sempre attesa, ma non essendo mai arrivata, fino ad oggi almeno, credevo che fosse stata archiviata per sempre.
C’era gran parte del cast di “Medici al Capolinea”, una squadra vincente. Non ti chiedo come mai non avete fatto altre produzioni televisive, perché quel mercato è strano e difficile, per via di investimenti e non solo, ma volevo chiederti se avete lavorato ancora insieme al teatro. Mi riferisco a te, Gianni Colajemma, Teodosio Barresi, Brando Rossi e Enzo Sarcina.


A teatro, tra tutti loro, ho lavorato solo con Brando Rossi, ottimo attore di palcoscenico e grande impareggiabile spalla.. e con Michele Loprieno... anzi, a giorni, proprio con quest'ultimo, torniamo con lo spettacolo Sexyslalom...

In bocca al lupo per lo spettacolo e la nuova stagione teatrale. Da tempo vorrei vederti al teatro, ma sono sempre a corto. Una volta vidi uno spettacolo fatto da dei ragazzi, al teatro di Gianni Colajemma. Il teatro è una delle arti più interessanti senza dubbio. Spero di venirti a vedere al più presto, così magari potrò scrivere anche una recensione sullo spettacolo.

Come no... a presto, allora.


Francesco Favia

Nel video, Pinuccio Sinisi, in una delle più comiche interpretazioni della sua carriera, tratta dalla sit-com "Fuori Sede". Memorabile.






Sulla sinistra Pinuccio Sinisi, attore. Sulla destra Francesco Favia, blogger.

















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Francesco Favia
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Teletruffe in tv

Attenti a quel numero!

Gli 899 e altri numeri mangiasoldi non riguardano solo quelli pubblicizzati da donnine svestite, ma spesso sono delle vere e proprie truffe e le forze dell’ordine dovrebbero intervenire per porre fine a quest’opera criminosa che si approfitta dell’ingenuità di molta gente.
Sembra davvero assurdo cascarci, eppure c’è molta gente che pensando di vincere allettanti premi in modo facile, ci casca con tutte le scarpe. Spesso sono giochini stupidi con la soluzione a portata di mano, eppure nella presunta diretta, la gente che chiama dà risposte inverosimili.
Gente, non vi dico di non lasciarvi abbindolare, perché mi sembra difficile farsi raggirare così, ma se vi accorgete che qualcuno sta per telefonare per dare la soluzione, fermatelo prima che componga quel numero maledetto!!!

Francesco Favia


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