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giovedì 13 agosto 2009

Trattato sulla Rima (“De Rimae”)

Spazio culturale a cura di Federica Cicchelli

La rima è un artificio letterario utilizzato sovente nei componimenti poetici fin da tempi antichi.
Ha la peculiarità di donare ritmicità e musicalità al testo, tant’è che ben si presta all’accompagnamento musicale (dando origine alle “canzoni”).
A partire dall’avvento della cosiddetta “metrica libera o poesia libera e dei versi sciolti” tipici della poesia novecentesca,oggi il suo utilizzo è diminuito largamente ,a causa del suo connotativo ambivalente.
La rima non è uno strumento di facile utilizzo, nonostante le comuni credenze; essa è connotata da regole precise ed inoltre impone inevitabilmente condizionamenti nell’uso del vocabolario, proprio per questo chi voglia utilizzarla deve essere ricercato. Il rischio che si presenta è, infatti, la perdita di raffinatezza del testo,in altre parole un autore poco esperto può finire per sottomettere la ricercatezza lessicale a favore della ricerca “rimica”. Una conseguenza di tale perdita è la decadenza dell’originalità del testo, che diviene mediocre e prevedibile.
La rima funziona quando:1) i termini implicati sono per lo più imprevedibili, eleganti(se essi non sono eruditi devono per lo meno essere pochi );2)La rima viene accostata ad altre figure retoriche;3)Non vi è eccessiva frequenza della stessa tipologia di rima (in particolare per la rima baciata);4)è meglio gradita se essa è sparsa tra i versi, non definendo uno schema geometrico,in quanto potrebbe apparire eccessivamente meccanico.
Concludendo, citiamo qualche brevissimo riferimento al “rap”.
“ Il rap (“poesia orale urbana”) è uno stile musicale sorto(prima in forma orale successivamente in forma scritta e,infine,mediata)negli Stati Uniti,in particolare a New York,ad opera degli afroamericani verso la metà degli anni settanta (il primo rap inciso su disco risale al 1979con “Rapper’s delight”della Sugar hill gang”), e diventato parte di spicco della cultura moderna,soprattutto americana,ma ultimamente diffuso estesamente in tutto il mondo. Tipicamente il rap consiste di una sequenza di versi molto ritmati, incentrati su tecniche come rime baciate, assonanze ed allitterazioni. Chi scandisce tali versi, cioè il rapper, lo fa su una successione di note ("beat") realizzata tramite il beatmaking, suonata da un dj e fornita da un produttore o più strumentisti. I testi delle canzoni affrontano perlopiù tematiche a sfondo sociale,la vita vera della strada e dei ghetti afroamericani.”

Mia personale opinione al riguardo è che nella cultura italiana, con il nostro vocabolario, fare rap sia più complicato per quanto riguarda i testi, in particolare a causa delle parole lunghe e non tronche come in inglese; tuttavia, non per questo impossibile. Nonostante non vi sia una ricetta, credo che per fare anche qui un buon testo, occorra un ampio bagaglio culturale (attenzione!non intendo la laurea) riguardo al genere suddetto; una ricchezza di vocabolario(per non ripetersi e non scadere nel banale e volgare); infine, potrà apparire scontato ma in realtà non credo che lo sia, qualcosa di importante e sensato da dire.


Federica Cicchelli

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Indelebilmente notevole

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martedì 4 agosto 2009

Gossip e vicende di cronaca per conquistare il mondo

Che sia voluto o no, se amoreggi con una persona che conta, il mondo parlerà di te

Fortuna? Caso? Attrazione? Pianificazione di una rinascita professionale? Il flirt con l’attore, regista e produttore hollywodiano George Clooney capita a fagiolo sulla declinante carriera dell’ex velina Elisabetta Canalis.
Vero o finto, questo scoop ha portato alla ribalta internazione la bella italiana. Molti siti e giornali esteri parlano di lei, ma soprattutto mostrano le sue foto. Per George, Elisabetta è una delle tante conquiste, idem per la starlette italiana, che di ex ne può vantare a iosa, soprattutto tra le file dei calciatori.



Un'altra signora che grazie a varie vicende di cronaca, marcate di rosa, può godersi la speranza di ottime prospettive professionali è l’escort barese Patrizia D’Addario. Escort forse non lo è più, ma forse è meno escort lei che certe donzelle che bazzicano la televisione e le pagine delle riviste di gossip.
Da Parigi a Bari, da Bari pronta a ripartire per la Spagna per altre partecipazioni televisive, magari un reality. A 42 anni, i sogni di fama di Patrizia sembrano avverarsi.
Rispetto alla Canalis, o chiunque altra showgirl, sembrerebbe che nel suo caso sia stata la stampa a cercarla, dopo che la magistratura l’ha chiamata in causa per avere dei chiarimenti, alla quale lei sembra aver dato semplicemente delle risposte.
Chissà se adesso la D’Addario rimarrà una meteora dello spettacolo, certo, deve ancora entrarci in quel mondo, ma all’estero sembra che sia molto richiesta. Comunque sia, in un mondo di starlette e amanti di gente che conta, la D’Addario verrà ricordata per sempre come colei che soddisfò le voglie del Presidente del Consiglio in carica nel 2009, anno di una tremenda crisi economica e del catastrofico terremoto dell’Abruzzo e della strage di Viareggio.




Francesco Favia



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venerdì 3 luglio 2009

Tocca a noi… esser presi in giro

Marketing sporco da parte di Mtv e dei cantanti

Tocca a noi. A chi? A noi, a noi… A far che? A cambiare le cose. Che cose? Le cose che non vanno. Ah, bene. E come fare? Proponendo proposte di legge. Sembra interessante.
Si, ma sembra anche una grande presa in giro, l’ennesimo sberleffo ai danni delle generazioni contemporanee. Come se non bastassero le prese in giro che affrontiamo nella vita quotidianamente, ce le dobbiamo beccare anche in tv e sul web.
L’iniziativa di Mtv è una chiara strategia di marketing che può incantare giusto una parte di adolescenti, ignari di com’è davvero la vita, mentre sono al momento rifugiati tra le mura scolastiche.
“Tocca a noi” dovrebbe promuovere una società aperta, dedita alla meritocrazia. Così si legge sul sito di Mtv. Peccato che dei diritti dei lavoratori, l’azienda di Mtv Italia, se ne frega come tante altre imprese presenti sul mercato. Così testimoniano su Facebook alcuni (presumibilmente ex) lavoratori della nota televisione musicale, che hanno aperto un gruppo dal nome inequivocabile
“ Stufi del precariato in Mtv Italia”
Predicano bene e razzolano male i capi di questa Mtv. Dai ragazzi, provate a cambiare il mondo, noi tuttavia facciamo parte del mondo e come nel resto del mondo vi propiniamo contratti a progetto e se non vi sta bene ve ne potete anche andare, perché là fuori c’è una marea di gente che vorrebbe lavorare in Mtv. In sostanza è proprio così.
Ed artisti che si sono prestati all’iniziativa, sono anche alcuni di quelli che hanno sfruttato un’immane tragedia per farsi pubblicità in questo momento difficile per la musica italiana. La solidarietà si fa in silenzio e cantare pseudo parole solidali procura solo un rabbrividente fastidio. Ci sono tanti altri artisti che hanno sempre espresso con i propri lavori la sofferenza dell’individuo su questo mondo ed anche per questo la gente li ama e li ha amati e continua ad amarli.
Canzoni retoriche negli ultimi anni ce ne sono state fin troppe e non solo legate ad iniziative benefiche, ma solo puramente per vendere dischi.
Con i video di “Tocca a noi” si è raggiunto l’apice della paraculaggine. E la gente non ci sta e almeno sul web reagisce.
Ecco alcuni commenti estrapolati da Facebook sotto uno dei video di “Tocca a noi”

Mario Panzone solo marketing.. sfruttano la crisi. e poi passano musica di plastica... è incoerente fino al midollo sta roba..

Mario Panzone il rap è una cosa seria.. se mtv passasse rap di qualità non servirebbero gli spot.. è tutta ipocrisia.. e poi i rapper che passa parlano di puttane e droga... ma dai...

Alberto Costa MTV è una rete che si limita a trasmettere sempre lo stesso tipo di musica mainstream, ripetendola allo sfinimento per formare il cattivo gusto degli adolescenti, idem dicasi per i format, che propongono modelli orientati al consumo acritico. Dubito che da queste premesse possa uscire qualcosa di diverso da una presa in giro, specie se si hanno testimonial del pensiero profondo del calibro di Jovanotti (siamo nella merda? nooo, siamo come il sole a mezzogiorno BEIBE).

Maty Sambo Fatta da MTV questa campagna non ha alcun senso, sono pienamente con tutti i commenti che dicono che è assolutamente ridicolo! ai teen ager che ascoltano queste canzoni non frega un bel niente della democrazia e di quello che potrebbero fare gli basta ascoltarsi questa FANTASTICA canzone sul' i-pod e ripeterla a pappagallo, visti anche i "cantanti" che hanno fatto questa canzone trovo difficile pensare che non sia solo una delle tante stronzate che fa MTV e la TV in generale, la vedo solo una gran presa in giro, soprattutto se a farla è proprio MTV che fa di tutto, come ogni programma televisivo, per maciullare i cervelli e non far più ragionare con la propria testa ma imponendo un'omologazione di massa di pensiero e di personalità!

Topa Da Laboratorio alle 11.16 del 28 giugno
Non saprei a chi dare ragione.Mtv,tolta la programmazzione notturna,propina merda,questo è poco ma sicuro!E che sia proprio questo canale a lanciare questo tipo di messaggi in effetti è un pò paradossale.In compenso qualcosa si muove!Ma li avete sentiti gli adolescenti di oggi?!?!?Per la stragrande magg non hanno un cazzo di idee,se non quella di possedere assolutamente l'ultimo capo alla moda!Ben venga allora la mossa di mtv,se non illumina la stanza almeno una piccola fiamma l'accende!Illuminiamoci d'immenso!:)

Daniele Rapisarda alle 11.23 del 28 giugnoMTV propone soltanto un distillato di feci.
Questa è politica all'acqua di rose, la politica del click e chi se ne frega.
Tempo fa faceva un programma alla sera dove chiamavano un politico serio ( mi ricordo che in pieno periodo riforma invitarono Sacconi) e lo mettevano a farsi sbranare in mezzo a 100 ventenni incazzati. Quello era molto bello ma non lo hanno più riproposto. Anche avere 20 anni è defunto.
Ora , capisco che debbano farsi dei soldi, ma bisogna anche avere il coraggio di fare le cose giuste. Altrimenti tanto vale salire su una cassetta della frutta e sbraitare le proprie verità.

BAku SenzaStato alle 11.34 del 28 giugno
Miriam ma capisci che c'è di fondo una contraddizione abnorme? Tocca a noi è solo una stronzata "finto alternative" per prendere per culo ed attirare i ragazzini...

Davide Conigliaro alle 13.30 del 28 giugno
Trovo molto retorico il discorso di MTV. E già che questo video passa all' interno dei Promo pubblicitari, anzichè nella scaletta dei programmi, dovrebbe dar da pensare. E' come quei cantanti (senza far nomi per non offendere nessuno) che si sono improvvisati cavalieri anti-crisi e accaniti denunciatori sociali ma, gratta-gratta, vivono e lavorano per alimentare avidamente il proprio buisness. La storia insegna che i migliori denunciatori sono stati proprio quelli che si sono visti poco ma sentiti molto. Mi riferisco a De Andrè, Guccini, Rino Gaetano, etc.... loro hanno "solletivato" le opinioni senza bisogno di passare per le pubblicità. Sarà perchè avevano REALMENTE qualcosa da dire? Mah...lascio a voi la risposta, questo è il mio pensiero che vale tutto per me e nulla per il mio prossimo...

Andrea Maida alle 14.49 del 28 giugno
mi rendo conto che mtv possa sembrare la sede meno indicata per lanciare un messaggio del genere...ma gli utenti di MTV,nella stragrande maggioranza dei casi, sn idioti che si depilano e rifanno le sopracciglia e troiette in erba con la frangetta che non hanno mai visto un telegiornale né letto un giornale,il tutto grazie anche alla vuotezza dei genitori figli degli anni 80.quindi l'unico modo x far loro sorgere il ragionevole dubbio che ci siano delle problematiche sociali che possono prendere una via piuttosto che un'altra grazie alla loro condotta è farglielo vedere su mtv!
ps. sono sicuro che ci sono teenager che si distinguono dal format da me descritto,ma purtroppo la norma sono loro

Sara Marchetti alle 15.12 del 28 giugno
ma che lo sforzo di mtv nel sensibilizzare i giovani è tutt'altro che da criticare!!!purtroppo allo stesso tempo sono loro che propinano certe indegenze, solo xkè è quello che attualmente fa tendenza!!!!non dico si far trasmettere continuamente i led zeppelin (MAGARI!!!), me neppure martellandoci con tutti cantanti e gruppi che ,come dico sempre,sono braccia tolte all'agricoltura!!!!

Mamo Santospirito alle 15.37 del 28 giugno
prima depurare cazzate varie ( i vari paris Hilton best friends e cazzate varie +musica italiana di qualità le stronzate le diamo a Merdaset ) e poi si può parlare di questa lodevole iniziativa. Prima però - Cazzate varie ( a mè dei cazzi dei vip americani non ne può frecare....) + Cose serie

Molto interessante l’intervista ad un dipendente di Mtv, rilasciata a un blogger. La potete trovare a quest’indirizzo http://www.7yearwinter.com/2009/05/avere-ventanni-e-lavorare-a-mtv/
Concluderei proprio con un ironico commento lasciato alla succitata intervista da parte di Faust VIII “Com’è divertente l’epoca in cui viviamo! La Coca Cola ci insegna i veri valori della vita, MTV ci insegna ad essere “fuori dal coro”, c’è la Carfagna ministro delle pari opportunità…Cos’altro ci deve essere? La Chiesa che si batte contro la pedofilia?”

Francesco Favia

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martedì 30 giugno 2009

Da Pier Paolo Pasolini a Michael Jackson, scissione tra uomo e personaggio

Casi e condanne di personalità dell’arte e della finanza. Differenze tra giustizia americana e giustizia italiana

Vorrei segnalarvi questo link http://www.loccidentale.it/autore/daniela+coli/su+pasolini+ricordiamoci+la+lezione+di+polanski.003286 , dove potete trovare un pezzo scritto da Daniela Coli su “L’Occidentale”. Il post è datato 21 giugno 2007 e coglieva la decisione di Walter Veltroni, allora sindaco di Roma, di far riaprire le indagini sull’uccisione di Pier Paolo Pasolini, per parlare di come si sarebbe dovuto condannare il suo andare con i ragazzini, prendendo l’esempio oltreoceano del caso Polanski.
A mia volta, vorrei cogliere la palla al balzo, per discutere di come alla gente famosa sia stato e sia concesso ciò che i comuni mortali non dovrebbero nemmeno osare pensare.
Daniela Coli ricorda al lettore delle insane abitudini dello scrittore di rimorchiare ragazzini di borgata “adescandoli col miraggio di una comparsata in uno dei suoi film, oppure anche solo con l’illusione di entrare nel suo giro dorato” o magari, aggiungerei io, semplicemente offrendogli un po’ di prezioso denaro.
La Coli cita, poi, anche un altro personaggio illustre, Roman Polanski , il regista del film cult, uscito nel ’68, il celebre “Rosemary's Baby”, nonché premio Oscar nel 2003 per la pellicola “Il pianista”.
Polanski, qualche anno dopo la brutale perdita di sua moglie incinta, trucidata dai compari del noto criminale Charles Manson, fuori di testa e sotto effetto di droghe e alcool sodomizzò una ragazzina di tredici anni. Condannato dal tribunale americano nel ’78, il regista fuggì in Europa per evitare il carcere.
Due esempi pesanti, di due grandi menti illustri del ‘900. Io per primo sono un estimatore di “Ragazzi di vita”, del demoniaco “Rosemary’s Baby” o anche, per assurdo della canzone “Gabri” di Vasco Rossi (per il quale rocker Polanski girò il video del singolo “Gli Angeli”), ispirata dall’indimenticabile trasmissione pomeridiana “Non è la Rai”, dove si esibivano non solo indiavolate quindicenni, sedicenni, diciassettenni, ma anche tredicenni e quattordicenni. Bah… non so se con l’avvento del XXI secolo siamo diventati più bigotti, ma le minorenni, seppur oggi istigate dal velinismo nel praticar la sfacciataggine, dovrebbero esser considerate poco più che bambine e non guardarle sotto certi punti di vista, soprattutto le under quindici.
E quello che vorrei puntualizzare fermamente è che se un pinco pallino qualunque molestasse una minorenne, verrebbe linciato, mentre una persona famosa è tuttavia tollerata da molti!
Io sono il primo a scindere l’artista dall’uomo, ma comunque, pur non denigrando le opere di certi maestri, gli uomini quanto tali, dovrebbero pagare le proprie colpe, soprattutto se così gravi.
Pasolini e Polanski sono solo due esempi, ma ultimamente ci sono stati diversi casi.
Nei scorsi mesi si è discusso molto sulla rete del fenomeno del web lanciato dalla Gialappa’s e da Maccio Capatonda, ossia Alessio Saro, alias Billy Ballo, che magari provocato o meno, doveva evitare di portare a spasso sulla sua cabriolet una tredicenne e passare la notte con lei, nemmeno fosse una comune ventitreenne.
Un altro caso è stato Michael Jackson, martoriato probabilmente da squallide illazioni, al solo scopo di spillargli denaro, ma col risultato di contribuire alla sua inarrestabile depressione che lo ha portato alla prematura morte. Jackson si è sempre dichiarato innocente ed effettivamente non ci sono mai state prove che confermassero le sue molestie, tant’è che fu assolto dai giudici. E’ difficile pensare che chi amasse tanto i bambini, da costruire a proprie spese un grande parco divertimenti nella sua proprietà privata, anche per quei bambini meno fortunati economicamente o prossimi alla morte, perché malati terminali, potesse esser capace di gesta a dir poco spregevoli.
Si potrebbe anche ipotizzare di un complotto architettato da potenti discografici, con i quali Jackson rifiutò di rinnovare il proprio contratto. Tutto si può supporre, però mentre molti ragazzi, tra cui Macaulay Culkin, descrissero Jackson come una persona eccezionale, non capace di certi atti, per Pasolini, invece, erano risaputi i suoi vizi, tant’è che fu così che andò incontro alla morte. E se davvero lo volevano far fuori Pasolini, in quanto esprimeva pesanti, seppur sacrosante, verità, si vede che i suoi nemici conoscevano benissimo le sue cattive abitudini.
Così come la sinistra gioca sui vizi del Premier per far cadere questa dittatura democratica. Un altro presunto caso di abuso su minori sembrerebbe essere quello di Silvio Berlusconi su Naomi Letizia, ma anche qui, si parla di supposizioni o illazioni della stampa di sinistra. Illazioni che si basano su un’evidenza, che seppur si cela nel dubbio, eclatante.
E se non è Berlusconi, è comunque abitudine di molta gente fare come Pasolini, promettere importanti gratificazioni economiche o professionali in cambio di gustose attenzioni sessuali. Il caso della D’Addario è esplicito, lo ha ammesso lei stessa che si aspettava un aiuto burocratico per delle concessioni edilizie. E’ tuttavia discutibile che la gran parte degli italiani giustifichi i comportamenti di Re Silvio, infatti dovrebbero sapere che tale tolleranza ad ognuno di loro non sarebbe concessa dall’opinione pubblica.
E’ ovvio che in Italia, come la pubblica opinione, la legge è uguale per tutti solo in teoria, soprattutto se si tratta di un uomo di immenso potere, non solo politico, ma soprattutto economico, ma nel gran puttanaio del nostro Paese, dove è normale darla per far carriera o avere altri tipi di favori, si dovrebbe condannare duramente chi plagia ragazzine, mostrandole in anticipo lo squallore della società.
Negli Stati Uniti, e la notizia è proprio di oggi, è stato condannato proprio un potentissimo, Bernard Madoff. Certo, la natura del reato è diversa da quella di cui vi sto parlano, ma è da apprezzare la fermezza della giustizia statunitense e della pesantissima sentenza emessa: centocinquant’ anni di carcere. In Italia tale Madoff si sarebbe fatto qualche anno di carcere, per poi passare ai domiciliari. Si pensi a Tanzi, condannato a dieci anni di reclusione, niente in confronto dei centocinquant’ anni di Madoff. Certo che insieme a Tanzi l’avrebbero dovuta pagare tutti quei potenti della politica, delle banche e dei giornali, organizzati con egli nella grande truffa ai piccoli risparmiatori.
In Italia se si ammazza qualcuno, con tutte le attenuanti inventate dagli avvocati, si può rimanere in carcere dai 15 ai 20 anni. Trent’anni se si è commesso un efferato delitto, magari legato alla mafia, al terrorismo o alla pedofilia. Negli States per tali reati, se non condannano a morte, comunque buttano la chiave, come urla la parodia di Franco Ordine.
Gli USA sono un Paese dove non tutto funziona con senso, ma credo che il mondo dovrebbe prender esempio dalla severità della sua giustizia. E non parlo delle discriminazioni che avvengono sulla gente di colore o sui poveri, perché quelle avvengono anche in Europa, nonché in Italia se non hai i soldi per pagare un avvocato decente, ma mi riferisco essenzialmente alle pene.
Se in Italia si condannasse pesantemente uno scippo, penso che ci sarebbero molti meno reati di pedofilia e di stupro.

Francesco Favia


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