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domenica 18 marzo 2012

Generation, Marco Masini

Ma è la vita che con un ciao, poi ti lascia a piedi come Charlie Brown



Cinquemila giorni fa 

spaccavamo la città 

ripetendo come una poesia 

"Oggi cambio il mondo e così sia!" 

Generation my tristescion! 

Le tue mani nelle mie 
correvamo dietro a quelle nostre idee 
masticando sogni e amori a metà 
come i corsi all'università 

Generation my delusion! 

Non devi credere 
che è stato inutile 
sentirsi innamorati eroi 
di un mondo marginale 
gridare rabbia in faccia 
a questo eterno show 
anche se oggi no non si può 
perché gli ultimi non esistono 

Ma è la vita che con un ciao 
poi ti lascia a piedi come Charlie Brown 
e ti perdi nell'imbecillità 
che ha prodotto la politica 

Sputtanescion par-condition 

E ti arrendi anche tu 
e tuo figlio segue ormai la sua tribù 
ma quei suoi occhi azzurri gridano già 
a questo mondo senza l'anima 

Evolution no bombescion 

Lasciagli credere 
che si può vivere 
con la vergogna che hai di te 
e delle tue illusioni 
che si potrà sognare fino all'ultimo 
anche se tu lo sai...io lo so... 
che le favole non esistono 
ma i miracoli forse accadono...! 

Here we go everyday it's the same situation 
trouble.problems is all that we get 
we need a change world to breath new life 
so i'll kids can see brighter days 

As one we can march if it's comin' from your heart 
From the past to the present to the future see the sun 
as a boy growin' up in the south south bronx 
it was fun and games, but guns and pain 

So I kiss my mother and I hugg my brother 
Strenght and Unity and Love Community 
Strenght and Unity and Love Community 
Strenght and Unity and Love Community 

Hand to hand united we stand 
people of the planet let's shout it out 
Strenght and Unity and Love Community 
Let's make this place a home...

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Marco Masini, Fino A Tutta La Vita Che C'è






Guarda te 
che senso hai? 
tiri avanti aspettando il Domani! 
Guarda me 
senza fremi 
sempre fuori dal tempo 
dei miei Trentatré. 
Troppo bello 
questo tuffo nel cielo 
ciao fratello 
tu cammini io volo per te! 
Perché vivo al Limite 
di una vita sola 
e mi sento libero 
di tradire il mondo 
e salvarmi da me! 

Guarda te 
ci sei o ci fai? 
Gli Ideali 
non vincono mai! 
guarda me 
che darei 
per riuscire ad amare 
oltre i limiti miei. 
Troppo bello 
questo stallo nell'Anima 
ciao fratello 
tu cammini io volo per te! 

Perché vivo al Limite 
ma senza il cuore in gola 
e mi sento libero 
di tradire il Niente 
e salvarmi da me! 

Troppo bello che non voglio più scendere 
e allora 
ciao fratello ciao! 
Tu cammini 
io volo per te! 

E me ne frego 
se mi perdo 
dentro questo universo a forfait 
io mi voglio libero 
fino a tutta la vita che c'è! 
Fino a tutta la vita che c'è!



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martedì 1 marzo 2011

‎questo mondo non guarda più in faccia a nessuno...

...ma perché per avere bisogna rubare come poveri diavoli nell'immondizia, una storia di sesso che sembra un amore o l'immenso miracolo di un'amicizia...




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mercoledì 11 marzo 2009

E' un Paese l'Italia, che ci ha rotto i coglioni

Nel collasso economico, tangenti e magagne sembrano non soffrire della crisi.

La crisi è mondiale come l’effetto trash dei reality, ma in Italia magagne e furberie sono più accentuate. Le aziende chiudono o tagliano il personale, da Ponente al Levante. Negli Stati Uniti la disoccupazione ha superato l’8% e gli americani senza lavoro sono più di dodici milioni. Persino il Giappone, dall’altra parte del mondo, soffrendo di questa crisi globale, sta lasciando molta gente per strada.
L’Italia arranca, è lì lì per cadere nel baratro, ma mentre il premier Berlusconi inneggia ad un ottimismo fuori luogo, manco fosse Tonino Guerra, il Paese cerca di non arrendersi e di tirare avanti.
Dall’angosciante puntata di “Presa Diretta”, andata in onda il 15 febbraio scorso, ma che ho scoperto qualche giorno fa’ su Youtube (vi invito a vederla), si può scorgere un’Italia distrutta.
La puntata intitolata “Senza lavoro” ci conduce in un viaggio da nord a sud, nei vari settori industriali italiani, che sentendo fortemente questa crisi, stanno lasciando intere famiglia nella merda più totale.
Dalla Murgia pugliese, centro del mondo del salottificio, all’indotto metalmeccanico che in questo circolo vizioso, risente della crisi del settore automobilistico, passando dalla ricca Emilia, fino a quel che era considerato l’Eden d’Italia, ovvero il nordest, dove fabbriche storiche, stanno chiudendo i battenti o a malapena si reggono in piedi.
Ciò che lascia perplessi è come gli imprenditori del nord, lavoratori da sempre, artigiani da generazioni, lavorano ogni giorno affianco ai pochi operai rimasti, mentre al sud si va avanti con la magagna all’italiana: gli operai vengono messi in cassa integrazione, ma vengono richiamati a lavorare in nero e ovviamente, tra mutui, affitti e spese varie, il lavoratore non può che accettare per arrotondare la cassa integrazione.
La fabbrica, una vera e propria salvezza, per effetto di questa tremenda crisi ha rigettato tanta gente del sud nel limbo dell’incertezza e ad accettare paghe da terzo mondo, andando a lavorare tutto il giorno in campagna, in supermercati, o a cucire nove, dieci ore di fila in fatiscenti scantinati.
Una realtà che conosco, ahimè, molto bene: vuoi lavorare? Ti offro questo, se non ti va bene, quella è la porta.
Gli ispettori del lavoro? Corrotti. Nel reportage che vi ho citato prima, portato avanti da Domenico Iannacone, mostra tramite le telecamere nascoste dalla Guardia di Finanza, gente che dovrebbe curare gli interessi dei lavoratori, prendere sostanziose mazzette. Guardare per credere.
Vivi al sud, lavori in nero da anni, vivi soprusi? Fai una causa di lavoro, passeranno solo una decina d’anni e non avrai concluso un cazzo! Ebbene si, il tribunale di Bari è sommerso da centinaia di migliaia di cause di lavoro, una mole enorme e chi ha sfruttato è tutelato dalla lenta burocrazia italiana.
Mi ha colpito poi molto uno sfogo di un neolaureato. Ho trovato questa sua denuncia sul web. Questo è il link
http://www.livesicilia.it/2009/03/09/io-laureato-invisibile/
Descrive come in Italia sia ben differente la teoria e la pratica. Proprio come quella barzelletta nella quale si parla di quelle due signore, madre e figlia, che rispondendo ad un sondaggio, sarebbero disposte per cinquecento milioni, facciamo cinquecentomila euro, aggiorniamola al presente, insomma per cinquecentomila euro, sarebbero disposte ad andare a letto con un vecchio, brutto, puzzolente, sdentato e zoppo. Morale: in teoria la famiglia si arricchirebbe incassando un milione di euro, in pratica, in famiglia, ci sono due mignotte.
E quel neolaureato, in teoria è abilitato, anche per via di un decreto legge, a lavorare in uno studio dentistico, in qualità di igienista dentale. In pratica gli odontoiatri non sanno che farsene, perché preferiscono, nonostante la legge lo vieti, a far fare l’igiene dentale dall’assistente/segretaria, o al massimo lo fanno loro stessi per non sobbarcarsi la spesa della retribuzione di un dipendente.
Questo è l’esempio pratico di uno dei tanti corsi di laurea inutili che sono sorti negli ultimi anni.
In questo caso, tra l’altro, uno studente, inesperto della vita, viene tratto d’inganno dal settore professionale di tale laurea. Essendo una laurea specifica, in un ramo paramedico come possono essere le lauree in Radiologia o Scienze Infermieristiche, le quali effettivamente offrono reali sbocchi lavorativi, uno studente che ha scelto questo percorso di studi, è convinto di aver fatto un’ottima, giudiziosa e ben ponderata scelta. Effettivamente è ignaro del fatto che un dentista nel suo studio ha bisogno giusto di una segretaria che le gestisca gli appuntamenti, la quale già che c’è, per guadagnarsi quei due soldi che le vengono offerti, deve assisterlo durante il suo lavoro.
Questa è l’Italia. Patria del “paraculismo”. Da chi fa le leggi, a chi dovrebbe rispettarle o farle rispettare, sono tutti una massa di paraculi.
Corruzione, nepotismo, furberie. Ha ragione Masini: è un Paese l’Italia, che ci ha rotto i coglioni.

Francesco Favia



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